Indice del forum IL MOSTRO DI FIRENZE
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Omicidio al cianuro - com'è morta Francesca Moretti?
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Inviato: Lun Ago 21, 2017 3:58 pm    Oggetto: Ads

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Silvialaura



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MessaggioInviato: Mar Mag 23, 2017 9:29 am    Oggetto: Rispondi citando

daunaltromondo ha scritto:
Citazione:
Che poi il cianuro non ha un saporaccio. E' un sapore che infiliamo gioiosamente nei nostri dolci.


Appunto, nei dolci ma non nelle minestrine.

Ma non è affatto detto che fosse nella minestrina... In effetti se pensiamo che Francesca abbia assunto il cianuro col pranzo dobbiamo assolutamente pensare a un ritardante di qualche tipo.


Citazione:
Esatto, se io per calmare i dolori prendo la medicina "Dolorin" contenuta in grosse capsule, e un giorno qualcuno ne manipola una riempendola di cianuro, io che ne so? Perchè dovrei dire ai soccorritori (oltretutto trovandomi quasi in punto di morte tormentata da sofferenze orribili) "guardate, ho preso il Dolorin" se è una pasticca che ingoio regolarmente?

Infatti, e la bellezza di questo sistema sta nel fatto che l'avvelenamento avviene in un momento casuale, potrebbe essere la prima o l'ultima capsula della confezione.
Lo stesso vale per scatola di cioccolatini, sacchetto di caramelle ecc., ma con le medicine si è ragionevolmente sicuri che le prenda la persona designata.

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daunaltromondo



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MessaggioInviato: Mar Mag 23, 2017 6:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Infatti, e la bellezza di questo sistema sta nel fatto che l'avvelenamento avviene in un momento casuale, potrebbe essere la prima o l'ultima capsula della confezione.
Lo stesso vale per scatola di cioccolatini, sacchetto di caramelle ecc., ma con le medicine si è ragionevolmente sicuri che le prenda la persona designata.


Mi ricorda un caso avvenuto a Genova nel lontano 1937, quando due figuri regalarono a una donna un cioccolatino imbottito di stricnina, ma lei lo tenne in serbo per sua figlia

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che morì a soli 10 anni.

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Ingannevole è il cuore più d’ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi lo conoscerà?

Geremia 17,9
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Silvialaura



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MessaggioInviato: Mar Mag 23, 2017 8:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

daunaltromondo ha scritto:
Citazione:
Infatti, e la bellezza di questo sistema sta nel fatto che l'avvelenamento avviene in un momento casuale, potrebbe essere la prima o l'ultima capsula della confezione.
Lo stesso vale per scatola di cioccolatini, sacchetto di caramelle ecc., ma con le medicine si è ragionevolmente sicuri che le prenda la persona designata.


Mi ricorda un caso avvenuto a Genova nel lontano 1937, quando due figuri regalarono a una donna un cioccolatino imbottito di stricnina, ma lei lo tenne in serbo per sua figlia

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che morì a soli 10 anni.

Un classico, nel senso che è un'ideona che è venuta a parecchi assassini.
Ci fu anche

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per uccidere il figlio e riscuotere l'assicurazione...
...e

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di cui non si parla praticamente più.

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Totoro



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MessaggioInviato: Mer Mag 24, 2017 1:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salve a tutti,
leggendo anche i vs. commenti, si sta affacciando alla mia mente un'ipotesi abbastanza al limite, ovvero che Francesca non soffrisse di lombosciatalgia, ma che i crampi alle gambe fossero la conseguenza di una crisi di astinenza da eroina, che ha esattamente quegli effetti, e che viene curata con antidolorifici (come il Toradol, ritrovato nel cestino della sua camera).
La mia idea è che nessuno, a parte Graziano e probabilmente Mirela, sapevano di questo suo problema, che Francesca aveva tenuto segreto persino al suo medico curante (al quale non si era mai rivolta prima), e del quale invece, presumo scrivesse nei suoi diari (nota: non credo la madre li abbia davvero bruciati).
Detto questo, presumo che la morte di Francesca sia dovuta ad un iniezione di eroina o tagliata in parte con cianuro, o totalmente composta da cianuro.
Il fatto è che Francesca fu sottoposta ad una lavanda gastrica, appena giunta al PS, ma questa non sortì alcun effetto, ed il primo sintomo evidente dell'avvelenamento fu il gonfiore alle gambe, zona del corpo dove probabilmente era stata iniettata la sostanza.
Gli esami tossicologici effettuati post-mortem, non hanno fatto pensare a questa ipotesi perché il Toradol, come altri antidolorifici, è un oppiaceo, e pertanto, la sua presenza non avrà destato sospetti visto che Francesca l'aveva assunto con prescrizione medica.
E' ovvio che Mirela sapesse più di quanto ha detto, rimane da capire se, al di la di quanto è noto, poi, certe cose siano state dette in separata sede.
Tot.

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Silvialaura



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MessaggioInviato: Mer Mag 24, 2017 4:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

...da dove cominciamo?

Lavanda gastrica. Non è servita a niente e niente sarebbe servito di più, a quel punto. Francesca era al di là di ogni aiuto umano.

Lombosciatalgia. Era se non cronica ricorrente, peraltro le crisi di astinenza da eroina sono caratterizzate da ben altro che la lombosciatalgia.

Aggiungiamo anche che il Toradol è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) e per niente affatto un oppiaceo ed è molto fastidioso dover controllare sempre queste cose perché chi le posta non si degna di farlo.

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dormotroppo



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MessaggioInviato: Gio Mag 25, 2017 9:55 am    Oggetto: Rispondi citando

Totoro ha scritto:
Salve a tutti,
leggendo anche i vs. commenti, si sta affacciando alla mia mente un'ipotesi abbastanza al limite, ovvero che Francesca non soffrisse di lombosciatalgia, ma che i crampi alle gambe fossero la conseguenza di una crisi di astinenza da eroina, che ha esattamente quegli effetti, e che viene curata con antidolorifici (come il Toradol, ritrovato nel cestino della sua camera).
La mia idea è che nessuno, a parte Graziano e probabilmente Mirela, sapevano di questo suo problema, che Francesca aveva tenuto segreto persino al suo medico curante (al quale non si era mai rivolta prima), e del quale invece, presumo scrivesse nei suoi diari (nota: non credo la madre li abbia davvero bruciati).
Detto questo, presumo che la morte di Francesca sia dovuta ad un iniezione di eroina o tagliata in parte con cianuro, o totalmente composta da cianuro.
Il fatto è che Francesca fu sottoposta ad una lavanda gastrica, appena giunta al PS, ma questa non sortì alcun effetto, ed il primo sintomo evidente dell'avvelenamento fu il gonfiore alle gambe, zona del corpo dove probabilmente era stata iniettata la sostanza.
Gli esami tossicologici effettuati post-mortem, non hanno fatto pensare a questa ipotesi perché il Toradol, come altri antidolorifici, è un oppiaceo, e pertanto, la sua presenza non avrà destato sospetti visto che Francesca l'aveva assunto con prescrizione medica.
E' ovvio che Mirela sapesse più di quanto ha detto, rimane da capire se, al di la di quanto è noto, poi, certe cose siano state dette in separata sede.
Tot.


Ipotesi affascinante ma io non credo che il medico di base di Francesca, il dott. Giuliani, non si sarebbe accorto che la ragazza si bucava e non aveva la lombosciatalgia. Idem dicasi all'ospedale.
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dormotroppo



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MessaggioInviato: Gio Mag 25, 2017 9:56 am    Oggetto: Rispondi citando

Silvialaura ha scritto:
daunaltromondo ha scritto:
Citazione:
Che poi il cianuro non ha un saporaccio. E' un sapore che infiliamo gioiosamente nei nostri dolci.


Appunto, nei dolci ma non nelle minestrine.

Ma non è affatto detto che fosse nella minestrina... In effetti se pensiamo che Francesca abbia assunto il cianuro col pranzo dobbiamo assolutamente pensare a un ritardante di qualche tipo.


Citazione:
Esatto, se io per calmare i dolori prendo la medicina "Dolorin" contenuta in grosse capsule, e un giorno qualcuno ne manipola una riempendola di cianuro, io che ne so? Perchè dovrei dire ai soccorritori (oltretutto trovandomi quasi in punto di morte tormentata da sofferenze orribili) "guardate, ho preso il Dolorin" se è una pasticca che ingoio regolarmente?

Infatti, e la bellezza di questo sistema sta nel fatto che l'avvelenamento avviene in un momento casuale, potrebbe essere la prima o l'ultima capsula della confezione.
Lo stesso vale per scatola di cioccolatini, sacchetto di caramelle ecc., ma con le medicine si è ragionevolmente sicuri che le prenda la persona designata.


Concordo completamente... si potevano mettere anche nelle gocce di valeriana o melatonina che la gente usa comunemente per dormire.
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Totoro



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MessaggioInviato: Gio Mag 25, 2017 11:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Silvialaura
Citazione:
Lavanda gastrica. Non è servita a niente e niente sarebbe servito di più, a quel punto. Francesca era al di là di ogni aiuto umano.
Questo vuol dire che è possibile che il veleno non sia stato ingerito, anche
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il pm Lina Cusano mostra dei casi trovati su "Publimed": la ragazza che ha preso 2 grammi e mezzo di veleno per uccidersi ed è arrivata in ospedale due ore dopo (l'adolescente, tra l'altro, non è morta), il farmacista settantenne che ha inghiottito 600 milligrammi di cianuro ed è sopravvissuto, il giovane studente che ha preso 50 milligrammi ed è stato salvato quattro ore dopo anche se ha sviluppato il morbo di Parkinson.
Quindi, IMHO, è possibile che l'avvelenamento sia avvenuto in altro modo.
Citazione:
Lombosciatalgia. Era se non cronica ricorrente, peraltro le crisi di astinenza da eroina sono caratterizzate da ben altro che la lombosciatalgia.
Certo che si, ma dipende da cosa la persona vuole comunicare all'esterno.
Citazione:
Aggiungiamo anche che il Toradol è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) e per niente affatto un oppiaceo
Hai ragione, mi ero sbagliato nel leggere i record della ricerca che avevo fatto.
Citazione:
è molto fastidioso dover controllare sempre queste cose perché chi le posta non si degna di farlo.
Anche meno, risparmiati pure la lezioncina.

Ad ogni modo, due cose:
- cosa ha davvero prelevato Graziano dalla stanza di Francesca, perchè che abbia richiesto di rimanere solo in quel luogo giusto per prendere un ricordo, ci credo molto poco,
- a questo punto potrebbe benissimo essere che fosse stato un farmaco ad essere stato adulterato anche considerando che se i primi effetti del veleno si sono manifestati alle gambe, e l'iniezione è stata fatta proprio per alleviare la lombosciatalgia, è possibile che l'iniezione fosse stata fatta in una zona (presumo il gluteo) dove il farmaco poteva più rapidamente agire sulla parte dolente e se questo farmaco veicolava un veleno, alle gambesarebbe giunto per primo sia il farmaco che il cianuro.
Tot.

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Silvialaura



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MessaggioInviato: Gio Mag 25, 2017 5:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Totoro ha scritto:
Questo vuol dire che è possibile che il veleno non sia stato ingerito, anche
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il pm Lina Cusano mostra dei casi trovati su "Publimed": la ragazza che ha preso 2 grammi e mezzo di veleno per uccidersi ed è arrivata in ospedale due ore dopo (l'adolescente, tra l'altro, non è morta), il farmacista settantenne che ha inghiottito 600 milligrammi di cianuro ed è sopravvissuto, il giovane studente che ha preso 50 milligrammi ed è stato salvato quattro ore dopo anche se ha sviluppato il morbo di Parkinson.
Quindi, IMHO, è possibile che l'avvelenamento sia avvenuto in altro modo.

Aggiungerei un altro caso che mi pare simile.

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Quindi è possibile che avvelenatori abbiano trovato un modo per rallentare l'assorbimento di un veleno ad azione fulminea.

Altri metodi per avvelenarsi col cianuro:
- respirando gas, ad esempio in incendi o in una

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- attraverso la pelle.

...nessuno ha preso in considerazione la mela?

Citazione:
Certo che si, ma dipende da cosa la persona vuole comunicare all'esterno.

Una persona in astinenza da eroina vuole comunicare all'esterno:

midriasi (dilatazione delle pupille),
forte dolore muscolare, del rachide, delle gambe e delle articolazioni;
nausea e vomito,
crampi allo stomaco,
dissenteria,
brividi e pelle d’oca,
sudorazione,
rinorrea,
lacrimazione oculare,
sbadigli;
estrema irrequietezza e insonnia.
Gli spasmi muscolari agli arti inferiori inducono a scalciare. I movimenti scalcianti delle gambe sono un sintomo molto tipico dell’astinenza da oppiacei.
I sintomi psicologici comprendono ansia, disforia, depressione, insopportabile craving di eroina.

Fai una crocetta sui sintomi che si possono nascondere.

Citazione:

Anche meno, risparmiati pure la lezioncina.

Anche no. Se vuoi proporre delle ipotesi con l'intenzione che vengano discusse, usa a noi che le discutiamo la cortesia di farle appoggiare su fatti e non su altre ipotesi presentate come fatti. Altrimenti il tempo passato a prendere in considerazione quello che dici tu è sprecato.

A parte, è anche questione di rispetto per le persone coinvolte in avvenimenti terribili e dolorosi, che hanno in sovrappiù il piacere postumo di ricevere le tue accuse basate su fatti non veri, il che si chiama diffamazione.

Fai un controllino su quello che scrivi, quello che scrivi è pubblico e qualcun altro ne è responsabile.

Citazione:
Ad ogni modo, due cose:
- cosa ha davvero prelevato Graziano dalla stanza di Francesca, perchè che abbia richiesto di rimanere solo in quel luogo giusto per prendere un ricordo, ci credo molto poco,

Graziano è passato prima o dopo la madre di Francesca?

Citazione:
- a questo punto potrebbe benissimo essere che fosse stato un farmaco ad essere stato adulterato anche considerando che se i primi effetti del veleno si sono manifestati alle gambe, e l'iniezione è stata fatta proprio per alleviare la lombosciatalgia, è possibile che l'iniezione fosse stata fatta in una zona (presumo il gluteo) dove il farmaco poteva più rapidamente agire sulla parte dolente e se questo farmaco veicolava un veleno, alle gambesarebbe giunto per primo sia il farmaco che il cianuro.
Tot.

Il che si collegherebbe alla famosa fialetta scomparsa. Le iniezioni venivano fatte da una signora estranea al resto della vita di Francesca, credo. Se qualcuno ne sa di più...
(Però anche in questo caso ci sarebbe da postulare un lungo periodo di latenza. Anche più lungo di quello richiesto per il veleno nella minestrina, credo)

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Totoro



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MessaggioInviato: Ven Mag 26, 2017 10:51 am    Oggetto: Rispondi citando

Silvialaura
Citazione:
Le iniezioni venivano fatte da una signora estranea al resto della vita di Francesca, credo. Se qualcuno ne sa di più...
Dunque: se non ho capito male, quel giorno, la sig.ra Marisa, vicina di casa, si presentò verso le 15.00 per fare l'iniezione a Francesca, ma non la fece perché prima di pranzo, quando Francesca era sola, e stando lei parecchio male, aveva chiamato il suo medico curante, il quale si era recato a casa di Francesca e le aveva praticato lui stesso, l'iniezione (testimonianza del dottore stesso e del portinaio che lo aveva visto uscire). Non sono riuscito a capire dove il medico si fosse procurato la medicina.
Nota: che l'iniezione l'avesse già fatta il medico, lo dice Daniela a Marisa, e non so se questo medico sia mai stato sentito formalmente dagli inquirenti o se sia stato chiamato a testimoniare su questo fatto, nel corso del processo.
Citazione:
(Però anche in questo caso ci sarebbe da postulare un lungo periodo di latenza. Anche più lungo di quello richiesto per il veleno nella minestrina, credo)
Esattamente. Il punto è che, a quanto
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, dovrebbe essere più rapido l'assorbimeno (e quindi il manifestarsi degli effetti acuti) nel caso di ingestione rispetto all'inoculazione intramuscolare, soprattutto nel gluteo, dove lo strato di adipe ne rallenta l'assorbimento 'critico'.
Il problema è che, nel caso della morte di Francesca, avendo tutti postulato l'assorbimento del veleno per via orale, ed essendo l'avvelenamento di questo tipo molto rapido, si è andati a scandagliare l'immediato, ovvero un lasso di tempo di poco precedente alla fase acuta, ma se, come dovrebbe essere normalmente e non conoscendo il mezzo tramite il quale questo avvelenamento è avvenuto, si fossero considerate tutte le possibilità, ovvero, ingestione, inalazione e inoculazione, con le relative tempistiche, lo scenario sarebbe stato abbastanza diverso.
E cmq, a detta degli esperti, una così alta dose di cianuro, ancorché diluita, se ingerita, avrebbe dovuto lasciare tracce anche nel cavo orale, esofago, e stomaco, cosa non riscontrata in sede di autopsia (per quello che ho potuto leggere), e soprattutto, Francesca, qualcosa di strano, l'avrebbe dovuto percepire.

Per il resto: oramai mi conosci, al di là del mio modo 'a valanga' di procedere, sono un bravo citto. Smile

Cmq, sono arciconvinto che quello sia stato il metodo tramite il quale Francesca è morta.
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MessaggioInviato: Ven Mag 26, 2017 11:57 am    Oggetto: Rispondi citando

@Totoro

A naso se qualcuno ti inietta una dose letale di cianuro di potassio attraverso un iniezione non credo che chi la riceve campi più di qualche minuto a dir tanto,la escluderei.
Resta da capire ancora attraverso quale liquido,cosi si dice nell'autopsia,il veleno venga ingerito e soprattutto ne sia nascosto il sapore.
Un cioccolatino al liquore non so quanto possa essere compatibile (il liquido è comunque minimo),non so se ne siano state trovate le tracce ,se è compatibile con l'ingestione di una pasticca insieme ad un bicchiere d'acqua allora potrebbe essere stato quello.
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Totoro



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MessaggioInviato: Ven Mag 26, 2017 12:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Diadema
Citazione:
A naso se qualcuno ti inietta una dose letale di cianuro di potassio attraverso un iniezione non credo che chi la riceve campi più di qualche minuto a dir tanto,la escluderei.
Diadema, suggerimento, leggi con un pò più di attenzione prima di rispondere: non si parla di iniettare il veleno in vena, ma nel gluteo (aka il sedere). Se poi integri con il link che ho postato, la cosa assume un senso.
Poi, di ingerimento se ne parla fin dal giorno 1, e mi pare che battere e ribattere questa via abbia portato a questi risultati, 0. Credo sia normale, a questo punto, esplorare altre strade che non siano minestre, cioccolatini etcetc che sono passibili di critiche sia mediche (tracce nell'apparato digerente non ne sono state trovate) che logiche (il potenziale assassino se estraneo a quella casa, non poteva essere certo che quel dato cioccolatino lo mangiasse proprio Francesca, o la vittima designata se diversa da Francesca), mentre l'unica persona in quella casa che assumeva farmaci iniettati, era esattamente e solamente Francesca.
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Diadema



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MessaggioInviato: Ven Mag 26, 2017 12:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Totoro ha scritto:
Diadema
Citazione:
A naso se qualcuno ti inietta una dose letale di cianuro di potassio attraverso un iniezione non credo che chi la riceve campi più di qualche minuto a dir tanto,la escluderei.
Diadema, suggerimento, leggi con un pò più di attenzione prima di rispondere: non si parla di iniettare il veleno in vena, ma nel gluteo (aka il sedere). Se poi integri con il link che ho postato, la cosa assume un senso.
Poi, di ingerimento se ne parla fin dal giorno 1, e mi pare che battere e ribattere questa via abbia portato a questi risultati, 0. Credo sia normale, a questo punto, esplorare altre strade che non siano minestre, cioccolatini etcetc che sono passibili di critiche sia mediche (tracce nell'apparato digerente non ne sono state trovate) che logiche (il potenziale assassino se estraneo a quella casa, non poteva essere certo che quel dato cioccolatino lo mangiasse proprio Francesca, o la vittima designata se diversa da Francesca), mentre l'unica persona in quella casa che assumeva farmaci iniettati, era esattamente e solamente Francesca.
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Totoro ho letto benissimo ma mi risulta che il cianuro sia immediatamente letale se inalato,se ingerito gli effetti si manifestano dopo mezz'ora.
Ora perdonami ma mi pare strano che un'iniezione sia pure intramuscolo abbia degli effetti cosi ritardati,tutto qua.
A dire la verità per quanto mi riguarda tutti i problemi che rilevi non li trovo,ma si tratta di parere personale.

Io francamente non mi allontanerei troppo dai due filoni:
a)pasticca letale ingerita con un bicchiere d'acqua
b)flaconcino spacciato per rimedio miracoloso contro tutti i dolori da
diluire in un liquido.
Entrambe le ipotesi con tutto ciò che ne consegue.
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Totoro



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MessaggioInviato: Ven Mag 26, 2017 1:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Diadema
Citazione:
[...] mi risulta che il cianuro sia immediatamente letale se inalato,se ingerito gli effetti si manifestano dopo mezz'ora.
Si, ma non sapendo noi quando né come Francesca abbia assunto la dose di cianuro, diventa difficile andare a ritroso fino a giungere al momento X dell'assunzione (ed anche nel caso del pasto si è tirato fuori un ritardo di azione dovuto alla contemporanea presenza di cibo nello stomaco).
Si è supposto il pasto presumo perché era l'ultima azione da lei compiuta che riguardava l'aver immesso qualcosa nel proprio corpo e perché i metodi di avvelenamento classici riguardano esattamente l'assunzione di veleno per via orale.
Poi, le critiche che muovevo, non sono solo mie, ma sono state fatte anche da alcuni consulenti (avevo indicato un articolo) nel corso del processo ai danni di Daniela, e spiegavano come molte persone che avevano assunto dosi massicce di cianuro per ingerimento, erano state salvate perché da subito si erano sentite male mentre nel caso di Francesca, l'agonia dura diverse ore (e sembra manifestare delle fasi via via più critiche), e poi, pur sottoposta a lavanda gastrica, questa non era servita a salvarle la vita. Questo cozza un pò con la logica, ovvero, se l'ingerimento è metodo mediamente veloce, la lavanda gastrica dovrebbe bloccare l'avvelenamento, eliminando le tracce residue di veleno. Ed infatti, oltre allo shock anafilattico, si ipotizzò un avvelenamento progressivo, ma questa possibilità fu negata dagli esami tossicologici del capello.
Poi, il fatto che la prima regione del corpo a mostrare gli effetti siano state le gambe, mi fa pensare a qualcosa di localizzato e con un effetto più graduale.
Citazione:
Ora perdonami ma mi pare strano che un'iniezione sia pure intramuscolo abbia degli effetti cosi ritardati,tutto qua.
Mi limito a leggere quello che si trova in rete di slegato dal 'caso Moretti' e da questi si evince che rispetto ad altri metodi, tipo l'ingestione (che ha anche degli effetti collaterali che dovrebbero essere riscontrati in sede autoptica), l'avvelenamento per iniezione intramuscolare è più lento (con tempi che variano a seconda dello strato adiposo) prima che si giunga al limite soglia. Cioè, sarà rapida l'azione locale, ma ci vuole più tempo perché entri in circolo nel sangue, quindi, ci saranno degli effetti localizzati che però non sono mortali in quanto il cianuro agendo sull'emoglobina, deve prima raggiungere il sangue per poter mettere a rischio la vita della persona. Quindi, sicuramente il metodo più rapido è l'inalazione, in quanto il cianuro misto ad Ossigeno, entrerà direttamente in circolo, mentre nell'ingerimento giungerà nel sangue per assorbimento tramite le pareti dello stomaco. Ancora più lento sarà l'assorbimento tramite iniezione sul gluteo in quanto prima di giungere ad una vena/aorta (e quindi entrare in circolo), il cianuro dovrà 'filtrare' attraverso lo strato adiposo.
E' ovvio che tramite iniezione, intendo come 'lento', il tempo X che trascorre tra la somministrazione e il manifestarsi in maniera evidente dell'avvelenamento, in quanto, una volta entrato in circolo, i sintomi (e gli effetti) saranno sempre gli stessi.

Poi non voglio sostenere 'è andata così punto e basta', ma solo suggerire una pista nuova che per adesso (almeno a mia conoscenza) non ha battuto nessuno, che è cosa IMHO più stimolante rispetto al rigirare sempre sul solito argomento.
Tot.

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Diadema



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MessaggioInviato: Ven Mag 26, 2017 2:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Totoro ha scritto:


Poi non voglio sostenere 'è andata così punto e basta', ma solo suggerire una pista nuova che per adesso (almeno a mia conoscenza) non ha battuto nessuno, che è cosa IMHO più stimolante rispetto al rigirare sempre sul solito argomento.
Tot.


Ok comunque diciamo che in soldoni la tua ipotesi è assimilabile a quella della lettera a) quindi somministrazione di un farmaco letale all'insaputa di tutti ivi compresa Francesca.
Il fatto è che qualcuno il giorno dopo chiede di essere lasciato da solo nella stanza di Francesca,a questo punto secondo detta ipotesi per ritirarsi in religiosa preghiera.
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