Indice del forum IL MOSTRO DI FIRENZE
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2 pause e un'interruzione?
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Inviato: Mar Ott 17, 2017 12:04 am    Oggetto: Ads

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derrick



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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2012 2:57 pm    Oggetto: 2 pause e un'interruzione? Rispondi citando

Non vi sembra strano?
Nell'agosto 68 colpisce e uccide ma non si accanisce sui cadaveri. Poi una lunga pausa. Che cosa lo ha tenuto lontano dalle colline fiorentine?
Una malattia? Una carcerazione? Un impedimento di forza maggiore?una lunga pausa " di riflessione" ?
Qualunque ne sia stata la ragione 6 anni dopo, nell'estate 74, essa non ha alcun potere sul destino di Stefania e Pasquale ignari che un mostro li avesse notati.
Questa volta oltre all'agguato e agli omicidi, si accanisce sul cadavere della donna. Delinea due zone sessuali con la punta di un coltello : Il seno e il pube di Stefana vengono trovati tracciati come da una serie di punti fatti con il pugnale, senza essere delle vere e proprie pugnalate.
Ma un'altra lunga pausa si frappone tra le incisioni fatte su Stefania e le vere e proprie escissioni trovate nell'estate dell'81 sul cadavere di Carmela.
7 anni passano dalla strage del 74 all'81 , perche?
Non era del tutto diventato il mostro che era negli anni 80? Non aveva sviluppato una psicologia tale da consentire azioni delittuose in serie? O più semplicemente era impossibilitato?
Nella prima metá degli anni 80 commette una vera e propria strage: 6 agguati e 12 omicidi.
Il serial killer è evidente nella mente del mostro. Ma cosa è successo dopo l'ultimo delitto nell'85?
Come mai ha interrotto la tragica follia?
È probabile che sia stato impossibilitato di nuovo ? Era già un SK nel 68 o lo è diventato nel 74?
Insomma, la ragione delle pause è fondamentale o no per capire chi ė veamente il mostro di Firenze?

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Uno disse alla fantasia: questo è il tuo limite fissato, fin qui puoi arrivare ma oltre non ti è concesso.
Ma la fantasia si ribellò.
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Henry62



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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2012 5:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

E' sicuramente fondamentale nelle logiche investigative seguite per individuare il MdF: si è cercato chi fosse libero dal carcere in quel periodo, ma secondo voi, hanno controllato anche i permessi di un giorno o due dei carcerati?

Cool Wink

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La Rinascente



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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2012 7:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Prima di tutto voglio fare una precisazione, che secondo me dovrebbe nel tempo essere condivisa da tutti: anche nel 1974 non aveva intenzione di accanirsi sui cadaveri. Il coltello viene estratto solamente in un secondo momento poiché Stefania era miracolosamente sopravvissuta agli spari e il mostro si vide costretto a finirla in quel modo. Le azioni disordinate che avvengono successivamente dimostrano che il delitto di Rabatta non era stato pianificato per svolgersi in quel modo: l'unica cosa certa era l'attacco con la pistola. Inoltre non è da escludersi che l'assassino abbia inizialmente cercato un contatto con la coppia, minacciandola con la pistola, ordinando ai ragazzi di fare certe cose, e che poi la situazione sia degenerata nella sparatoria, come accadeva negli agguati del piemontese Giuseppino Balsamo
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Detto questo, può darsi che il mdF rimase inizialmente scioccato dall'esperienza di Rabatta ma che col tempo elaborò l'esperienza provando il desiderio di ripeterla (desiderio alimentato anche dal fatto che le indagini del 1974 non l'avevano minimamente lambito). Questa volta però l'agguato doveva essere pianificato nei minimi dettagli e per rivivere il momento di onnipotenza e prolungarne in qualche modo il piacere elaborò l'idea delle macabre escissioni.
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Killer***



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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2012 8:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

La Rinascente ha scritto:
Prima di tutto voglio fare una precisazione, che secondo me dovrebbe nel tempo essere condivisa da tutti: anche nel 1974 non aveva intenzione di accanirsi sui cadaveri. Il coltello viene estratto solamente in un secondo momento poiché Stefania era miracolosamente sopravvissuta agli spari e il mostro si vide costretto a finirla in quel modo.


Condivido la tua analisi sulla progressione psicologica del SK, ma non questa parte che quoto:
97 "punzecchiature" mi sembrano incompatibili con queste tue frasi.

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La Rinascente



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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2012 8:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Killer*** ha scritto:
La Rinascente ha scritto:
Prima di tutto voglio fare una precisazione, che secondo me dovrebbe nel tempo essere condivisa da tutti: anche nel 1974 non aveva intenzione di accanirsi sui cadaveri. Il coltello viene estratto solamente in un secondo momento poiché Stefania era miracolosamente sopravvissuta agli spari e il mostro si vide costretto a finirla in quel modo.


Condivido la tua analisi sulla progressione psicologica del SK, ma non questa parte che quoto:
97 "punzecchiature" mi sembrano incompatibili con queste tue frasi.


Perché incompatibili? Compatibilissime invece.
Maurri ha descritto il coltello usato dal mostro per praticare le escissioni come un'arma affilatissima. L'arma che viene usata sul corpo di Stefania è invece tutt'altro che affilata. Appuntita sì, affilata direi proprio di no.

E poi non ci sono solo le "punzecchiature" il mostro compie molte altre azioni in maniera disordinata. Non era organizzato quella notte. Non si aspettava di dover avere un corpo a corpo con una ragazza in quella maniera... non si aspettava di dover ammazzare in quella maniera... forse non si aspettava nemmeno di dover ammazzare, magari voleva solamente divertirsi a guardare una coppia più da vicino dando ordini sotto minaccia di una pistola.

Sono sicura che prima o poi questa tesi verrà accettata dai più.
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derrick



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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2012 9:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Henry62 hai pensato come me. Solo che le nostre domande forse rimarranno senza una esaustiva risposta. Ne sono sicurissimo, visti i precedenti.
Purtroppo però queste domande non dovrebbero restare senza un riscontro, ne in casi come questo ma sopratutto in quelli futuri.
Perchè vorrebbe dire che non tutte le piste sono state adeguatamente battute...anche se con la retrospettiva delle indagini che abbiamo visto sui SK si notano sempre grossi sbagli...
Devo dire che riguardo ai permessi si potrebbe fare una semplice ricerca.
Cominciando dalla legge Gozzini e dalla sua omologa in vigore precedentemente, ammesso che ve ne fosse una! Si potrebbe capire se nel 74 si concedevano permessi.
Tuttavia lo trovo veramente incredibile che durante i permessi costui avrebbe ucciso, anche se non del tutto improbabile.
Più semplice sarebbe invece raggranellare un numero miserimmo di detenuti che sono entrati nel 68/69 usciti e rientrati nel 74, poi di nuovo usciti nel 81 (ma la gozzini non entra in vigore proprio in quell'anno?)e morti o di nuovo entrati nell'85...
Chissá se a qualche sammista gli sia frullata l'idea in testa...
Il Pacciani pare fosse compatibile, ma non del tutto. O mi sbaglio?

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L'ultima modifica di derrick il Dom Mar 04, 2012 9:48 pm, modificato 1 volta
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derrick



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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2012 9:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

La Rinascente ha scritto:
Prima di tutto voglio fare una precisazione, che secondo me dovrebbe nel tempo essere condivisa da tutti: anche nel 1974 non aveva intenzione di accanirsi sui cadaveri. Il coltello viene estratto solamente in un secondo momento poiché Stefania era miracolosamente sopravvissuta agli spari e il mostro si vide costretto a finirla in quel modo. Le azioni disordinate che avvengono successivamente dimostrano che il delitto di Rabatta non era stato pianificato per svolgersi in quel modo: l'unica cosa certa era l'attacco con la pistola. Inoltre non è da escludersi che l'assassino abbia inizialmente cercato un contatto con la coppia, minacciandola con la pistola, ordinando ai ragazzi di fare certe cose, e che poi la situazione sia degenerata nella sparatoria, come accadeva negli agguati del piemontese Giuseppino Balsamo
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Detto questo, può darsi che il mdF rimase inizialmente scioccato dall'esperienza di Rabatta ma che col tempo elaborò l'esperienza provando il desiderio di ripeterla (desiderio alimentato anche dal fatto che le indagini del 1974 non l'avevano minimamente lambito). Questa volta però l'agguato doveva essere pianificato nei minimi dettagli e per rivivere il momento di onnipotenza e prolungarne in qualche modo il piacere elaborò l'idea delle macabre escissioni.

Ma quale sarebbe la discriminante? Perchè e così rilevante un tal comportamento ? E perchè non vi sono elementi in tutti i delitti per dimostrare questa tesi?

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Billy the Kid



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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2012 10:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Henry62 ha scritto:
E' sicuramente fondamentale nelle logiche investigative seguite per individuare il MdF: si è cercato chi fosse libero dal carcere in quel periodo, ma secondo voi, hanno controllato anche i permessi di un giorno o due dei carcerati?

Cool Wink

Non ho dubbi in proposito... Twisted Evil

La Rinascente ha scritto:
Perché incompatibili? Compatibilissime invece.
Maurri ha descritto il coltello usato dal mostro per praticare le escissioni come un'arma affilatissima. L'arma che viene usata sul corpo di Stefania è invece tutt'altro che affilata. Appuntita sì, affilata direi proprio di no.

E poi non ci sono solo le "punzecchiature" il mostro compie molte altre azioni in maniera disordinata. Non era organizzato quella notte. Non si aspettava di dover avere un corpo a corpo con una ragazza in quella maniera... non si aspettava di dover ammazzare in quella maniera... forse non si aspettava nemmeno di dover ammazzare, magari voleva solamente divertirsi a guardare una coppia più da vicino dando ordini sotto minaccia di una pistola.

Sono sicura che prima o poi questa tesi verrà accettata dai più.

Maurri parla di "ferite inferte sui cadaveri da arma bianca taglientissima". Penso si possa dedurre che fosse piuttosto affilata. La tua idea non è del tutto sballata però penso che sia difficilissimo arrivare ad avere delle certezze su questo punto. Per esempio, perché portarsi il coltello e non un altro caricatore?

La Rinascente ha scritto:
Detto questo, può darsi che il mdF rimase inizialmente scioccato dall'esperienza di Rabatta ma che col tempo elaborò l'esperienza provando il desiderio di ripeterla (desiderio alimentato anche dal fatto che le indagini del 1974 non l'avevano minimamente lambito). Questa volta però l'agguato doveva essere pianificato nei minimi dettagli e per rivivere il momento di onnipotenza e prolungarne in qualche modo il piacere elaborò l'idea delle macabre escissioni.

Hai espresso il mio pensiero. Wink

Il solito (enorme) problema è rappresentato dalla pausa 1968-1974. Perché si fermò? E cosa lo fece "risvegliare"? A Signa si sarebbe "accontentato" del duplice omicidio senza infierire ulteriormente sulle vittime se non avesse trovato NM?

Kid

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«Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune.» (I promessi sposi, capitolo XXXII)
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Henry62



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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2012 10:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

derrick ha scritto:
...
Tuttavia lo trovo veramente incredibile che durante i permessi costui avrebbe ucciso, anche se non del tutto improbabile.
...




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"Nel 1994 gli fu attribuito l'omicidio di Anna Milvia Mattei, una prostituta che avrebbe frequentato durante un permesso."

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derrick



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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2012 10:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Henry62 ha scritto:
E' sicuramente fondamentale nelle logiche investigative seguite per individuare il MdF: si è cercato chi fosse libero dal carcere in quel periodo, ma secondo voi, hanno controllato anche i permessi di un giorno o due dei carcerati?

Cool Wink

A proposito ho fatto una piccolissima ricerca.
Pare che in Italia prima del dicembre 75 non vi fossero leggi che regolamentavano i permessi. Solo un regolamento penitenziario del 1931 era in vigore, ed era alquanto obsoleto e non parlava di permessi.
Quindi se non sbaglio nel 68 e nel 74 o il mdf era fuori o non poteva uscire in permesso.
Altra storia per la seconda serie di delitti. Negli anni 80 era già collaudata la legge del dic75 e pare anche che vi fossero le solite polemiche sulla facilità di concessione dei permessi c.d. "per gravi e accertati motivi".

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L'ultima modifica di derrick il Dom Mar 04, 2012 10:28 pm, modificato 1 volta
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Mercuzio



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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2012 10:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Henry62 ha scritto:
derrick ha scritto:
...
Tuttavia lo trovo veramente incredibile che durante i permessi costui avrebbe ucciso, anche se non del tutto improbabile.
...




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"Nel 1994 gli fu attribuito l'omicidio di Anna Milvia Mattei, una prostituta che avrebbe frequentato durante un permesso."


Personaggio singolare, quanto meno. Come dire, poco credibile in generale.

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La Rinascente



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MessaggioInviato: Dom Mar 04, 2012 10:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Henry62 ha scritto:
E' sicuramente fondamentale nelle logiche investigative seguite per individuare il MdF: si è cercato chi fosse libero dal carcere in quel periodo, ma secondo voi, hanno controllato anche i permessi di un giorno o due dei carcerati?

Cool Wink


Effettivamente... Il serial killer Minghella, catturato nel 1978, ha ripreso ad uccidere negli anni '90 mentre era in condizioni di semilibertà presso una comunità di recupero....

derrick ha scritto:
La Rinascente ha scritto:
Prima di tutto voglio fare una precisazione, che secondo me dovrebbe nel tempo essere condivisa da tutti: anche nel 1974 non aveva intenzione di accanirsi sui cadaveri. Il coltello viene estratto solamente in un secondo momento poiché Stefania era miracolosamente sopravvissuta agli spari e il mostro si vide costretto a finirla in quel modo. Le azioni disordinate che avvengono successivamente dimostrano che il delitto di Rabatta non era stato pianificato per svolgersi in quel modo: l'unica cosa certa era l'attacco con la pistola. Inoltre non è da escludersi che l'assassino abbia inizialmente cercato un contatto con la coppia, minacciandola con la pistola, ordinando ai ragazzi di fare certe cose, e che poi la situazione sia degenerata nella sparatoria, come accadeva negli agguati del piemontese Giuseppino Balsamo
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Detto questo, può darsi che il mdF rimase inizialmente scioccato dall'esperienza di Rabatta ma che col tempo elaborò l'esperienza provando il desiderio di ripeterla (desiderio alimentato anche dal fatto che le indagini del 1974 non l'avevano minimamente lambito). Questa volta però l'agguato doveva essere pianificato nei minimi dettagli e per rivivere il momento di onnipotenza e prolungarne in qualche modo il piacere elaborò l'idea delle macabre escissioni.

Ma quale sarebbe la discriminante? Perchè e così rilevante un tal comportamento ? E perchè non vi sono elementi in tutti i delitti per dimostrare questa tesi?


Non ho capito le domande, Derrik.

Billy the Kid ha scritto:

Maurri parla di "ferite inferte sui cadaveri da arma bianca taglientissima". Penso si possa dedurre che fosse piuttosto affilata. La tua idea non è del tutto sballata però penso che sia difficilissimo arrivare ad avere delle certezze su questo punto. Per esempio, perché portarsi il coltello e non un altro caricatore?


Non si era organizzato, fidati.
Guarda come si comporta negli anni 80, quando è organizzato e confronta col '74.

Billy the Kid ha scritto:

Il solito (enorme) problema è rappresentato dalla pausa 1968-1974. Perché si fermò? E cosa lo fece "risvegliare"? A Signa si sarebbe "accontentato" del duplice omicidio senza infierire ulteriormente sulle vittime se non avesse trovato NM?


A Signa doveva ammazzare quelle persone per altri motivi. Forse era un cliente di Barbara o qualcuno incaricato dal clan siciliano (non esistono solo i sardi...) di far fuori Antonio che aveva disonorato la famiglia tradendo la moglie con una puttana. Il delitto del '68 è troppo sbiadito dal tempo e condizionato dall'errore giudiziario di puntare direttamente contro Stefano Mele o al massimo indagando nell'ambiente dei sardi. Potrebbe essere successo di TUTTO.
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derrick



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MessaggioInviato: Lun Mar 05, 2012 8:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

derrick ha scritto:
La Rinascente ha scritto:
Prima di tutto voglio fare una precisazione, che secondo me dovrebbe nel tempo essere condivisa da tutti: anche nel 1974 non aveva intenzione di accanirsi sui cadaveri. Il coltello viene estratto solamente in un secondo momento poiché Stefania era miracolosamente sopravvissuta agli spari e il mostro si vide costretto a finirla in quel modo. Le azioni disordinate che avvengono successivamente dimostrano che il delitto di Rabatta non era stato pianificato per svolgersi in quel modo: l'unica cosa certa era l'attacco con la pistola. Inoltre non è da escludersi che l'assassino abbia inizialmente cercato un contatto con la coppia, minacciandola con la pistola, ordinando ai ragazzi di fare certe cose, e che poi la situazione sia degenerata nella sparatoria, come accadeva negli agguati del piemontese Giuseppino Balsamo
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Ma quale sarebbe la discriminante? Perchè e così rilevante un tal comportamento ? E perchè non vi sono elementi in tutti i delitti per dimostrare questa tesi?

Mi son spiegato male. Volevo chiederti quale è la differrenza tra 1)un agguato organizzato solo per uccidere e 2)uno per controllare le vittime come dei burattini per "giocare al gatto col topo" se infine avviene la morte delle vittime e il vilipendio del cadavere della donna? Poi non in tutti i delitti ci sono evidenze di questa teoria. Per esempio i tedeschi li ha massacrati senza neanche saperne il sesso! E le evidenze dimostrano che non aveva il bisogno di interagire con i vivi, ma con i morti. Il mdf cercava il cadavere femminile in un contesto di coppia appartata.
Questo è quello che eccitava e ossessionava la sua psiche malata, imho. E da questo che traeva il suo delirio di possesso e di onnipotenza. Non controllando da vivi gli oggetti del suo desiderio malato, ma da morti. Solo dopo aver ucciso trovava il massimo pazzoide appagamento pseudo sessuale. quindi portava via una parte di tale " successo" con se. Per ricordarsi in altri momemti il suo operato. Per rivivere la sua macabra storia di sesso. Proprio come ogni persona si porta dentro di se un particolare ricordo di una storia d'amore , un odore, un profumo, un piccolo souvenir che rivedendolo ci faccia rivivere la passione che abbiamo vissuto.
Spero di spiegarmi . Ma sopratutto di non esser stato offensivo. E me ne scuso se qualcuno si è sentito offeso.

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La Rinascente



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MessaggioInviato: Lun Mar 05, 2012 9:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

derrick ha scritto:
derrick ha scritto:
La Rinascente ha scritto:
Prima di tutto voglio fare una precisazione, che secondo me dovrebbe nel tempo essere condivisa da tutti: anche nel 1974 non aveva intenzione di accanirsi sui cadaveri. Il coltello viene estratto solamente in un secondo momento poiché Stefania era miracolosamente sopravvissuta agli spari e il mostro si vide costretto a finirla in quel modo. Le azioni disordinate che avvengono successivamente dimostrano che il delitto di Rabatta non era stato pianificato per svolgersi in quel modo: l'unica cosa certa era l'attacco con la pistola. Inoltre non è da escludersi che l'assassino abbia inizialmente cercato un contatto con la coppia, minacciandola con la pistola, ordinando ai ragazzi di fare certe cose, e che poi la situazione sia degenerata nella sparatoria, come accadeva negli agguati del piemontese Giuseppino Balsamo
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Detto questo, può darsi che il mdF rimase inizialmente scioccato dall'esperienza di Rabatta ma che col tempo elaborò l'esperienza provando il desiderio di ripeterla (desiderio alimentato anche dal fatto che le indagini del 1974 non l'avevano minimamente lambito). Questa volta però l'agguato doveva essere pianificato nei minimi dettagli e per rivivere il momento di onnipotenza e prolungarne in qualche modo il piacere elaborò l'idea delle macabre escissioni.

Ma quale sarebbe la discriminante? Perchè e così rilevante un tal comportamento ? E perchè non vi sono elementi in tutti i delitti per dimostrare questa tesi?

Mi son spiegato male. Volevo chiederti quale è la differrenza tra 1)un agguato organizzato solo per uccidere e 2)uno per controllare le vittime come dei burattini per "giocare al gatto col topo" se infine avviene la morte delle vittime e il vilipendio del cadavere della donna? Poi non in tutti i delitti ci sono evidenze di questa teoria. Per esempio i tedeschi li ha massacrati senza neanche saperne il sesso! E le evidenze dimostrano che non aveva il bisogno di interagire con i vivi, ma con i morti. Il mdf cercava il cadavere femminile in un contesto di coppia appartata.
Questo è quello che eccitava e ossessionava la sua psiche malata, imho. E da questo che traeva il suo delirio di possesso e di onnipotenza. Non controllando da vivi gli oggetti del suo desiderio malato, ma da morti. Solo dopo aver ucciso trovava il massimo pazzoide appagamento pseudo sessuale. quindi portava via una parte di tale " successo" con se. Per ricordarsi in altri momemti il suo operato. Per rivivere la sua macabra storia di sesso. Proprio come ogni persona si porta dentro di se un particolare ricordo di una storia d'amore , un odore, un profumo, un piccolo souvenir che rivedendolo ci faccia rivivere la passione che abbiamo vissuto.
Spero di spiegarmi . Ma sopratutto di non esser stato offensivo. E me ne scuso se qualcuno si è sentito offeso.


Prima di tutto ti ringrazio per la pazienza. Non avevo capito bene la domanda. E ti ri-ringrazio per avermi fatto delle domande che mi permettono di precisare meglio il mio pensiero su questa questione, sperando di essere esauriente.

Hai detto:

Citazione:
le evidenze dimostrano che non aveva il bisogno di interagire con i vivi, ma con i morti. Il mdf cercava il cadavere femminile in un contesto di coppia appartata.


Questo può essere vero in parte, ma sicuramente non vale per il 1974, che infatti è completamente staccato dal resto della serie. Nel 1974 cercava altro (guardare più da vicino, interagendo con la coppia minacciandola con la pistola) e poi ha trovato il cadavere femminile in un contesto di coppia appartata.

Secondo me (ma su questo ci devo ancora lavorare) potrebbe avere tentato l'interazione con la coppia anche nel 1981 a Mosciano e alle Bartoline (in entrambi i casi c'è un buco orario sospetto tra l'ora in cui la coppia si sarebbe appartata e il momento in cui viene uccisa), sapendo comunque già in anticipo che avrebbe ammazzato e che avrebbe praticato le escissioni. Secondo quest'ipotesi lo spartiacque sarebbe la disavventura di Baccaiano, dove capisce che interagire con i vivi è troppo rischioso. Negli ultimi 3 delitti, 2 dei quali vengono praticati ai danni di coppie straniere non appartate in automobile, non si riscontrano i già noti buchi orari e non vi sono le manomissioni della borsetta femminile, dei documenti e dei vestiti, punto di collegamento fra il delitto del '74 e i delitti del 1981 (e anche nel 1968, volendo); inoltre viene praticata l'escissione del seno.
Le fantasie di questo assassino cambiano nel corso degli anni. I delitti, non dimentichiamolo, coprono un periodo abbastanza lungo.

Tornando quindi al '74 mi hai chiesto:

Citazione:
Volevo chiederti quale è la differrenza tra 1)un agguato organizzato solo per uccidere e 2)uno per controllare le vittime come dei burattini per "giocare al gatto col topo" se infine avviene la morte delle vittime e il vilipendio del cadavere della donna?


La differenza sta nel modo in cui viene offeso il cadavere di Stefania Pettini è completamente diverso dal modo in cui vengono offese le altre vittime femminili. Le azioni che compie il mostro dopo l'uccisione di Stefania sono disorganizzate e frutto dell'improvvisazione. Io le ricostruirei col seguente ordine: accoltella Pasquale, si ripulisce, pensa di andar via e fruga nella macchina in cerca di un "souvenir", prende i vestiti e la borsetta della ragazza e sposta tutto fuori dalla macchina. Poi però pensa all'intimo, sposta Stefania da sotto il lato passeggero a dietro la macchina, recide il reggiseno e le mutandine e a quel punto gli viene in mente l'idea del tralcio di vite: va con ancora le mutandine in mano verso la pianta, prende il tralcio e lascia lì le mutandine (dove verranno ritrovate), compie quell'osceno gesto, ma non è ancora appagato...forse vorrebbe portare via con se una parte del corpo della ragazza, ma non ha gli strumenti per farlo, solo un coltellaccio appuntito, ma molto poco affilato, inadatto a un lavoro di finezza...così prova più volte a infilare la lama che tuttavia non scorre come dovrebbe, dando luogo alle numerose punzecchiature. A quel punto prende il reggiseno, va verso la pila di vestiti lasciati fuori e prende il maglione, mette tutto nella borsetta e va via. Prima di ripartire col suo mezzo abbandona la "refurtiva" dove poi verrà ritrovata.

Ricapitolando: quindi cosa cercava il mostro? Cercava la coppia da uccidere e per celebrare e rivivere l'eccitazione dell'esperienza era necessario per lui avere come trofeo le parti intime della donna. Il periodo di silenzio '74-'81 rappresenta una prima fase di raffreddamento alla quale segue l'elaborazione dell'esperienza ad ogni modo traumatica di Rabatta e l'organizzazione delle successive azioni criminali.

Ci si dovrebbe chiedere "perché dopo Mosciano uccide ancora? perché dopo Le Bartoline uccide ancora? perché dopo Baccaiano uccide ancora?" eccetera... La mia risposta è che era galvanizzato dal fatto che ogni volta gli inquirenti puntavano da tutt'altra parte rispetto a lui, facendolo gradualmente sentire onnipotente.

Perdonate la lunghezza kilometrica di questo post.
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MessaggioInviato: Lun Mar 05, 2012 9:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

derrick ha scritto:
Mi son spiegato male. Volevo chiederti quale è la differrenza tra 1)un agguato organizzato solo per uccidere e 2)uno per controllare le vittime come dei burattini per "giocare al gatto col topo" se infine avviene la morte delle vittime e il vilipendio del cadavere della donna?

cambia la psicologia del personaggio e quindi l'interpretazione del suo modus operandi che è una vera e propria "escalation" degenerativa (ad esempio il rametto di vite, quasi a "studiare" il cadavere, a capire come ci poteva giocare, una sorta di presa di confidenza con quel nuovo essere privo di vita)

Citazione:
Poi non in tutti i delitti ci sono evidenze di questa teoria. Per esempio i tedeschi li ha massacrati senza neanche saperne il sesso! E le evidenze dimostrano che non aveva il bisogno di interagire con i vivi, ma con i morti. Il mdf cercava il cadavere femminile in un contesto di coppia appartata.

Così sprovveduto da ammazzare a caso?
Lui che era un deviato non si aspettava minimamente che fossero dello stesso [CENSORED] e per questo rimane inorridito e altamente inca**ato da stracciare la rivista pornogay?
Però allora questa rabbia avrebbe dovuto aumentare la sua egigenza di uccidere una donna, e forse con la mente ancora più annebbiata magari c'ha anche provato a poche settimane di distanza, proprio come un bisogno primario per poter continuare a vivere... plausibile?
Ci sono casi/segnalazioni subito successivi ai tedeschi?

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