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Bartolomeo Gagliano & Francesco Sedda

 
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Inviato: Dom Giu 25, 2017 7:03 pm    Oggetto: Ads

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Ale



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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2012 1:40 pm    Oggetto: Bartolomeo Gagliano & Francesco Sedda Rispondi citando

I "compagni di sangue"...
Non stiamo parlando di Pacciani & Vanni, ma di due pazzoidi assassini che si sono conosciuti nel manicomio di Montelupo.


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"Compagni di sangue", questo è il nome che verrà dato alla coppia formata da Bartolomeo Gagliano e Francesco Sedda; le loro storie, apparentemente divise, si intrecceranno in un vortice di follia dopo il loro incontro in un ospedale psichiatrico, ma procediamo con ordine, dal racconto separato delle 2 vite, sino al fatidico incontro che porterà alla stipulazione del loro assurdo patto sanguinario.
Bartolomeo Gagliano nasce a Nicosia, in Sicilia, nel 1959, ma da bambino si trasferisce con la famiglia a Savona.
Cresce in una famiglia normale e ha un'infanzia normale, ma a soli 22 anni, nel gennaio del 1981, uccide una prostituta tossicodipendente sua amante, Paolina Fedi di 32 anni, che lo minacciava di rivelare i dettagli della loro relazione alla fidanzata ufficiale di Gagliano, che intanto aveva già prefissato la data delle nozze.
Gagliano la uccide spaccandole la testa con un sasso. La corte lo ritiene incapace di intendere e di volere e lo condanna a 10 anni di reclusione da trascorrere presso il manicomio giudiziario di Aversa (Caserta).
Nel 1983, durante una licenza premio, Gagliano sequestra un'intera famiglia, poi un tassista, poi ancora una famiglia in un negozio e infine si arrende alla polizia; viene di nuovo internato nell'ospedale psichiatrico di Montelupo (Firenze), dove conosce Francesco Sedda.

Francesco Sedda nasce a Nuoro, nel 1958, ma vive in Liguria, a Genova, dall'età di due anni.
Sedda è un delinquente come ce ne sono tanti, a partire dai 18 anni, si dedica esclusivamente ai furti e alle rapine, è inoltre tossicodipendente e sieropositivo. Francesco però è anche, secondo una perizia psichiatrica dell'epoca, totalmente infermo di mente. Per questo, dopo l'ennesima condanna per furto, viene rinchiuso nel manicomio giudiziario di Montelupo.

I due nell'ospedale stringeranno non solo un'amicizia, ma un vero e proprio legame di sangue.
Sedda e Gagliano evadono dall'ospedale l'11 gennaio del 1989 e l'8 febbraio uccidono un transessuale uruguayano, Nahir Fernandez Rodriguez di 32 anni. Gli sparano in faccia con una [CENSORED] calibro 7,65 e poi lo abbandonano in una boscaglia lungo l'autostrada Milano-Genova.
Il 14 febbraio, San Valentino, gli assassini freddano Francesco Panizzi, un travestito tossicodipendente di 34 anni, conosciuto nell'ambiente come "Vanessa".
Panizzi si era appartato con un cliente in auto, un operaio divorziato di 34 anni, quando qualcuno si è avvicinato all'auto e ha cercato di forzare la portiera. Convinto di essere vittima di una rapina, Vanessa è sceso dall'auto deciso a consegnare la borsa al malvivente, che però fa fuoco con la propria calibro 7,65. Il cliente è ferito di striscio, ma per Panizzi non c'è niente da fare: il proiettile gli trapassa la faccia.

Passano solo 24 ore e una prostituta, Laura Baldi, viene orrendamente ferita da un proiettile calibro 7,65, che le trapassa la gola e le frattura la mascella, ma senza ucciderla.
Questa volta però c'è un testimone, uno studente (soprannominato dai media come lo "studente nottambulo") che ha visto l'aggressore. Un uomo alto 1.70, con i capelli ricci e neri.
L'identikit porterà all'erroneo arresto di un cuoco disoccupato, il 18 febbraio, che per fortuna rimarrà in galera solo 2 giorni.
Nel frattempo i giornali ricevono telefonate anonime di un anonimo "giustiziere" che dichiara di aver contratto l'Aids con una prostituta e di volersi vendicare uccidendo le ultime cinque con cui ha avuto rapporti.
Naturalmente le indagini non portano a nulla, si tratta dei soliti mitomani.

Il 20 febbraio, Gagliano viene fermato, per puro caso, da un posto di blocco. Gli agenti lo riconoscono subito come l'uomo evaso dall'ospedale di Montelupo e lo mettono in stato di fermo. A bordo dell'Opel Corsa guidata dall'uomo vengono inoltre ritrovati 2 bossoli calibro 7,65, sparati dalla stessa [CENSORED] che quella settimana ha freddato 2 uomini e ferito gravemente una donna.
Gagliano viene arrestato e in carcere tenta subito il suicidio. Dopo poco tempo, braccato dalla polizia, anche Sedda si arrende e si costituisce. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'esecutore dei delitti sarebbe stato sempre Gagliano, mentre Sedda avrebbe solo partecipato sia di persona che alla "pianificazione". Non è escluso che fosse proprio lui il mitomane che telefonava ai giornalisti.
Entrambi dichiarati nuovamente infermi di mente, vengono rispediti all'ospedale psichiatrico giudiziario, questa volta in Emilia Romagna, nuovamente compagni di cella.
I 2 serial killer faranno ancora parlare di sé in azioni solitarie. Nel 1991, Sedda evade e partecipa ad una rapina in provincia di Genova. Riportato di nuovo all'ospedale psichiatrico, vi resterà fino alla morte nel 1994, a soli 36 anni.
Bartolomeo Gagliano è evaso ripetutamente dall'ospedale. E' stato fermato con addosso degli esplosivi, ha ferito una donna durante un rapporto sessuale, ha ferito un metronotte che lo ha sorpreso a rubare e infine è stato ritrovato armato e in possesso di molta droga. Ad oggi, Gagliano è ancora rinchiuso in una casa di lavoro emiliana.

Fonte:

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Scia di morte coi fratelli di sangue
(di Paolo Bertuccio - 18 febbraio 2006)

Sangue è quello, infetto, che scorre nelle vene di uno dei protagonisti di questa storia. Sangue è quello, figurato, che lega quest'uomo ed un altro in una specie di amicizia inquietante. Sangue è anche quello che i due uomini del nostro racconto fanno scorrere a Genova in una folle settimana d'inverno.
Francesco Sedda è nato nel 1958 a Nuoro, ma vive nel capoluogo ligure praticamente da sempre. Ci si è trasferito all'età di due anni, insieme alla numerosa famiglia. La sua è una carriera da delinquente come ce ne sono tante: una serie infinita di furti e rapine, a partire dall'età di diciotto anni. All'ennesimo processo in cui viene giudicato colpevole, la condanna non contempla la detenzione in carcere. Sedda, infatti, ha una personalità problematica, una perizia lo ritiene affetto da infermità psichica (cioè incapace di intendere e di volere) e psicorganica (cioè dipendente da sostanze stupefacenti). Oltre tutto questo, Sedda è anche sieropositivo. Il suo futuro da quel momento in avanti si svolgerà, o almeno dovrebbe, a Montelupo Fiorentino, in una cella del locale manicomio criminale. Sarà in quella cella che il destino di Francesco Sedda si intreccerà indissolubilmente con quello di una delle figure più inquietanti della storia recente della criminologia: Bartolomeo Gagliano.
La vita di Gagliano ha qualcosa in comune con quella di Sedda. Sono quasi coetanei, perché Gagliano è di un anno più giovane; anche lui è nato in un'isola, la Sicilia, ed è andato a vivere in Liguria da bambino, lui a Savona. Nella gioventù di Bartolomeo non c'è nessuna impresa criminale ricollegabile alla delinquenza comune. Bisogna cercare nella psicologia disturbata del soggetto la spiegazione dell'episodio che, nel gennaio 1981, gli apre le porte della galera. Gagliano, infatti, uccide barbaramente Paolina Fedi, una prostituta di 32 anni con la quale ha una relazione segreta, in seguito ad una discussione con la donna che minaccia di rivelare tutto alla fidanzata di Gagliano. È l'inizio di una carriera criminale tra le più assurde, scandita da continue fughe dal luogo di detenzione. Prima dall'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa, poi da quello di Montelupo Fiorentino, da cui evade in compagnia del compagno di cella Francesco Sedda. Sono amici, oltre che compagni. Diventeranno «compagni di sangue» durante una folle settimana genovese.
All'inizio del 1989 ci sono due notizie di cronaca nera che passano pressoché inosservate. Una è dell'8 febbraio: un travestito ucciso in nottata con un colpo di [CENSORED] calibro 7,65 al volto e ritrovato nella boscaglia soprastante una piazzola dell'autostrada Milano-Genova, poco distante dal casello di Vignole Borbera. Si tratta di un uruguayano, Nahir Fernandez Rodriguez, 32 anni. Abita a Milano, dove si prostituisce abitualmente, ma il 6 febbraio, due giorni prima di essere assassinato, ha preso il treno per andare a Genova. Il biglietto, con il ritorno non ancora convalidato, lo ritrovano gli inquirenti al momento della scoperta del cadavere. L'altra notizia risale a quasi un mese prima, all'11 gennaio. Due detenuti dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino sono riusciti a fuggire senza lasciare traccia. I loro nomi sono Bartolomeo Gagliano e Francesco Sedda.
Due fatti che sono due gocce nel mare della cronaca. Nessuno può pensare lontanamente di metterli in relazione tra loro. Purtroppo, però, accadrà qualcosa che costringerà l'autorità costituita a farlo.
San Valentino 1989. B. M., un operaio divorziato di 34 anni, esce di casa in tarda serata e si reca in corso Aurelio Saffi. La zona compresa tra Carignano e la Sopraelevata è frequentatissima da prostitute, viados e dai loro clienti. B.M. sta appunto cercando compagnia, e poco dopo si apparta all'interno della propria Lancia con Vanessa, o Francesca. Sono due, infatti, i soprannomi di Francesco Panizzi, transessuale trentaquattrenne con un passato di droga alle spalle, che abita nel centro storico, in vico Untoria. È di buonumore perchè quella del 14 febbraio è la sua ultima notte di lavoro per qualche tempo: ha infatti deciso di partire il giorno dopo per La Spezia, dove trascorrerà un po' di tempo con la famiglia.
Tutto si svolge in meno di un minuto. Un uomo misterioso si avvicina all'auto parcheggiata vicino ad un'aiuola. È armato, e cerca di aprire la portiera, ma è il transessuale a scendere dalla macchina, pensando che si tratti di una semplice rapina. Francesco Panizzi non fa in tempo a consegnargli la borsa, perchè l'uomo fa fuoco. B.M. è colpito solo di striscio, mentre per Panizzi non c'è nulla da fare: il proiettile calibro 7,65 lo colpisce alla faccia da distanza ravvicinatissima.
Non c'è il tempo materiale di collegare questo episodio a quello dell'autostrada, perchè la sera successiva, intorno a mezzanotte, Circonvallazione a Mare si tinge ancora di sangue. Fortunatamente, stavolta la vittima è solo potenziale. Laura Baldi abita in vico Untoria, come il povero Francesco Panizzi. Anche lei si prostituisce. È una delle troppe ragazze cadute nella trappola dell'eroina all'inizio degli anni '80, prigioniera della droga e di pessime compagnie. La pallottola che le fracassa orrendamente la mascella per poi uscire trapassandole la gola è, manco a dirlo, un calibro 7,65. È partita dall'arma di un uomo alto circa un metro e settanta, coi capelli a ricci neri. Già, stavolta c'è un testimone: si tratta di uno studente universitario che, probabilmente, abita nelle vicinanze, ma a cui i giornali appioppano fin da subito il soprannome di «studente nottambulo». Le notizie di Laura Baldi, intanto, sono buone: nonostante una fortissima emorragia, la ragazza si è salvata, e presto potrà dare indicazioni su colui che ha sparato. Quel che viene fin da subito accertato è che il silenzio delle due notti precedenti è stato rotto dalla stessa arma, che è anche quella che ha freddato Nahir Fernandez.
L'inquietudine cresce: i giornali ricevono telefonate anonime di un sedicente «giustiziere» che dichiara di aver contratto l'Aids con una prostituta e di volersi vendicare uccidendo le ultime cinque con cui ha avuto rapporti («così sono sicuro di ammazzare quella giusta»). Le pistole tacciono da due giorni quando, in base alla testimonianza dello studente nottambulo, viene arrestato il presunto colpevole del duplice omicidio e del ferimento di Laura Baldi. Si tratta di un cuoco disoccupato, corrispondente all'identikit ed abitante in vico Untoria, come due delle vittime. Per lui i giorni di carcere saranno solo due, perché il 20 febbraio, finalmente, la verità viene a galla.
Puro caso. Un'Opel Corsa fermata per un controllo in via San Lorenzo. Ci vuol poco, per i poliziotti, ad accorgersi che l'uomo a bordo è ricercato per l'evasione dall'OPG di Montelupo Fiorentino: si tratta di Bartolomeo Gagliano. Soprattutto, in macchina ci sono due bossoli 7,65. La perizia, in breve tempo, confermerà che si tratta proprio di colpi partiti dalla maledetta [CENSORED] che ha terrorizzato l'ambiente della prostituzione genovese.
E il suo compagno di fuga? Nonostante i disperati ed improbabili tentativi di difesa di Gagliano, viene ben presto chiarito che l'esecutore materiale degli omicidi era proprio il ricercato siciliano, ma Sedda era sempre presente ed aveva parte nell'organizzazione dei delitti. Non è escluso che la voce dell'anonimo sieropositivo che minacciava di fare giustizia fosse quella del sardo, anche se sembra più l'opera di un mitomane. Braccato dalle forze dell'ordine, Francesco Sedda si costituisce una settimana dopo. La coppia si ricompone, nel senso che, incredibilmente, i «compagni di sangue» (diventerà il loro soprannome definitivo) vengono rinchiusi nuovamente nella stessa cella, stavolta a Reggio Emilia. Le evasioni di Gagliano saranno ancora cinque, mentre Sedda fuggirà una volta sola, per rendersi protagonista di un altro fatto di cronaca in provincia di Genova: una rapina a Busalla nel 1991 dopo la quale sarà catturato e riportato all'Ospedale Psichiatrico Giudiziario, dove morirà nel 1994.

Fonte:

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dogo



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MessaggioInviato: Mer Dic 18, 2013 3:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Attenzione.
Oggi Gagliano, in permesso premio, è evaso.
Speriamo non faccia danni...

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dogo



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MessaggioInviato: Mer Dic 18, 2013 3:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Panettiere sequestrato...
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gabrygrinta



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MessaggioInviato: Mer Dic 18, 2013 7:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

assurdo dare ancora permessi premio con questa carriera criminale...
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Linn



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MessaggioInviato: Gio Dic 19, 2013 6:48 am    Oggetto: Rispondi citando

gabrygrinta ha scritto:
assurdo dare ancora permessi premio con questa carriera criminale...


Come si fa ancora a sostenere la funzione rieducativa del carcere?

"...Dal carcere: non sapevamo degli omicidi - "Noi non sapevamo che aveva quei precedenti penali" da serial killer, "per noi era un rapinatore", ha detto ancora Mazzeo. Alla emittente ligure Primocanale ha spiegato: "Abbiamo valutato Gagliano in base al fascicolo di reato per cui era detenuto, che risale al 2006 e lo indica come rapinatore". "Anche il magistrato di sorveglianza che ha firmato le ordinanze per i permessi - ha aggiunto il direttore del carcere - a quanto mi risulta ha valutato il profilo del detenuto sulla base di quel fascicolo, in cui sono indicati diversi reati ma non quelli di cui si parla oggi"..."

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O forse qualcuno non ce la racconta giusta?
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dogo



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MessaggioInviato: Ven Dic 20, 2013 3:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Preso, non ha pagato un telepass!

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Mercuzio



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MessaggioInviato: Ven Dic 20, 2013 5:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

dogo ha scritto:
Preso, non ha pagato un telepass!


Beh, le autostrade a pedaggio a qualcosa devono servire, no?

Cool

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JAP



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MessaggioInviato: Ven Dic 20, 2013 5:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mercuzio ha scritto:
dogo ha scritto:
Preso, non ha pagato un telepass!


Beh, le autostrade a pedaggio a qualcosa devono servire, no?

Cool


In Germania sarebbe ancora a piede libero quindi...
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Mercuzio



Registrato: 10/06/10 14:47
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MessaggioInviato: Ven Dic 20, 2013 5:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

JAP ha scritto:
Mercuzio ha scritto:
dogo ha scritto:
Preso, non ha pagato un telepass!


Beh, le autostrade a pedaggio a qualcosa devono servire, no?

Cool


In Germania sarebbe ancora a piede libero quindi...
JAP


Dal prossimo anno, come straniero, lo beccherebbero (le autostrade pare resteranno gratis solo per i tedeschi: e non è nemmeno così sbagliato come ha detto qualcuno). Altro è il problema di come si pagherà, forse con la c.d. "vignette".

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