Indice del forum IL MOSTRO DI FIRENZE
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I sardi giustizieri?
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Inviato: Mer Giu 28, 2017 3:37 pm    Oggetto: Ads

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La Rinascente



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MessaggioInviato: Sab Gen 05, 2013 3:47 pm    Oggetto: I sardi giustizieri? Rispondi citando

Riprendo una vecchia discussione fra me e Gobbo risalente a un anno fa...

Occhio a questa cronologia:

Francesco Vinci fu arrestato il 15 agosto 1982 con l'accusa formale di maltrattamenti alla moglie e l'accusa velata di essere l'assassino di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco e di conseguenza essere collegato alle vicende del mostro di Firenze (o essere lui stesso il mostro di Firenze).

Vinci fu scarcerato il 26 ottobre 1984, dopo aver scontato la pena per un altro reato (furto di camion).
Nel frattempo il mostro di Firenze aveva ucciso due coppie: i ragazzi tedeschi in Via di Giogoli e Pia Rontini e Claudio Stefanacci alla Boschetta di Vicchio.

Francesco Vinci lascia l'Italia nel 1985 e si trasferisce in Francia per alcuni anni.
Tornerà in Italia nel 1989. Verrà nuovamente arrestato per piccoli reati e rimarrà in carcere fino al 1992. Nell'agosto 1993 verrà ucciso barbaramente assieme all'amico Angelo Vargiu.

E poi c'è quest'articolo:

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Francesco Vinci dà l'idea di sapere benissimo cosa fare una volta uscito dal carcere: si fa i suoi 2 anni zitto zitto meditando vendetta.
Il codice di vendetta dei balentes sardi vieta qualsiasi collaborazione con le forze dell'ordine: se per la tua vendetta ti rivolgi allo Stato sei un codardo della peggior specie, non un balente.

Insomma, l'ipotesi è questa: Francesco Vinci decide di farsi giustizia da solo e, con l'aiuto di amici fidati, nel 1985 toglie di mezzo il mostro di Firenze; quindi parte per la Francia e vi rimane fino a quando non si calmano le acque (col proscioglimento, sentenza Rotella del 1989).

Gobbo ha scritto:
E' un interessante versione dell'ultima ora, questa dei sardi giustizieri, il problema è come inquadrare la morte stessa del Vinci. Se nell'85-86 ammazzano il mostro, chi uccide poi Francesco Vinci? Persone vicine al mostro stesso? L'intera storia si configurerebbe come una specie di gioco di vendette, tra due fazioni ben precise....


Ora voi mettetevi nei panni di chi, in quanto rappresentante della Legge ha inseguito il mostro per anni senza successo e scopre che il feroce assassino delle coppiette è stato fermato da un manipolo di delinquentelli sardi, guidati da un ex presunto mostro: chi va a dirlo al Ministro dell'Interno, alle famiglie delle vittime, all'opinione pubblica? Twisted Evil
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La_sublime_porta



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MessaggioInviato: Sab Gen 05, 2013 3:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

E chi sarebbe il mostro ucciso da Vinci?
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La Rinascente



Registrato: 24/02/10 20:14
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MessaggioInviato: Sab Gen 05, 2013 4:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

La_sublime_porta ha scritto:
E chi sarebbe il mostro ucciso da Vinci?


Non saprei. Fra le varie ipotesi Vinci potrebbe essere stato ucciso proprio perché qualcuno aveva paura che rivelasse la vera identità del mostro e solo per un caso il suo corpo è stato ritrovato e riconosciuto. Anche di Salvatore Vinci si sono perse le tracce da 20 anni: magari pure lui è stato incaprettato e dato alle fiamme, ma non è mai stato ritrovato/riconosciuto il corpo.
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hazet



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Messaggi: 114

MessaggioInviato: Sab Gen 05, 2013 5:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

approfittando del topic proposto (e suggerito lo spostamento) da la rinascente, sposto qui (dal thread discussione generale) questa mia ipotesi di ricostruzione

Si tratta, oovviamnete, solo di una ipotesi generale, di una nuova visione di insieme della storia del mdf. ma potrebbe darsi che ne valga la spesa discuterci un pò su (e al limite, successivamente, provare anche poi ad inserici dentro dei nomi noti)

premessa
* il delitto del 1968 è importantissimo e non si può prescindere da esso (per via della calibro 22)
* il sk è un unico soggetto (ma altri, negli anni, intuiscono eppure tacciono perchè anche loro avrebbo da perderci qualcosa)
* per quanto i nomi sui quali sarebbe più facile appuntarsi siano quelli noti, in questa ricostruzione ho cercato di stare "freddo" ed ipotizzare addirittura un mister X ignoto pur dello stesso ambiente. non volevo mettere di mezzo nessun nome in particolare, ma ricreare un'ambientazione sulla quale poi e solo poi, provare ad mettere personaggi noti, anche se secondo me la possibilità che il nome del vero sk non sia mai entrata pesantemente nelle indagini ufficiali è elevata.
* ipotizzare un arma (anche sporca) lasciata in custodia ad un armiere della malavita, non è cosa così fantascientifica. in molti casi le armi per i delitti (specialmente per rapine) vengono prese solo in affitto. questo è un fatto noto.
* l'unica cosa che non mi son riuscito bene di immaginare è come far rientrare il profiling da sk relativo all'iposessaulità (se su questa ipotesi ricostruttiva si cerca di appiccicare nomi noti).


ricostruzione:
- il delitto del 1968 viene commesso da qualcuno appartenente al mondo dei sardi ( vicini alle famiglie coinvolte, per i noti motivi già altrove dibattuti: gelosia e soldi agli amanti)

- ad omicidio avvenuto, l'arma resta nella disponibilità dello stesso ambiente, ma non della stessa persona (che risultando nella possibile lista dei sospettati, non può tenerla con sè, ma nemmeno vuole disfarsene completamente, che poi magari non saprebbe bene dove reperirne un'altra e che comunque a quell'arma ci è anche affezionato) e quindi volontariamente la affida in consegna (compaesano, amico, tiemmi quetsa da parte e non la toccare che è sporca, ma che ha pulito l'onore di una famiglia) a qualcuno di fidata omertà.

- tale fidata omertà la poteva trovare solo all'interno del gruppo familiare o di quelli vicini ma di spessore malavitoso maggiore (il giro dei Sa. ad esempio, gente già che un morto in più o uno in meno non si sarebbero mai preoccupati più di tanto e che armi erano avvezzi a maneggiarle senza problemi). del resto, anche se non così strettamente soprattutto agli inizi, in quel giro di sardi qualcuno ha comuqnue qualche aggancio (come minimo il "dovere" di omertà verso i propri conterranei) con altri giri della malavita sarda di maggior spessore

- col passare del tempo (ecco spiegato il primo intervallo fino intorno al 1974), l'autore materiale del delitto, vede che l'ha sfangata. il Me. è incastrato in prigione e non se la canta. torna quindi a farsi restiture l'arma.
Ovviamente, perquanto il legami omertosi e di onore tra conterranei siano forti, nessuno nemmeno in quegli ambienti ti tiene un arma sporca senza nulla in cambio. e quindi è ipotizzabile che almeno in quel periodo, sia "costretto" ossia si sdebiti, facendo lavori sporchi per il gruppo (faccio più riferimento adesso ai giri dell'Anonima e dintorni piuttosto che famiglia in senso stretto).
Pur non essendo considerato nè ammesso nei giri grossi del gruppo, viene comunque a conoscere informazioni che se raccontate alle forze dell'ordine, porterebbero ad un probabile smantellamento dell'organizzazione almeno a livello toscano. e poi, comunque, è uno con lo stesso sangue sardo, che non parla, che ha già fregato la polizia e commesso un duplice omicidio e lavoretti per loro. ci si può fidare

- tornato dunque in possesso dell'arma, nel 1974 compie il suo secondo duplice omicidio (questa volta non su "commissione" nè su "onore barbaricino" ma su pulsione). sarà anche un mezzo malvivente, ma comuqnue in tutti questi anni il ricordo di quelle due morti gli è sempre ronzato in testa. ammazzare non è come bere un bicchier d'acqua, o forse lo è nel momento di premere il grilletto, ma poi non è che istintaneamente si dimentica tutto. qualcosa resta. fosse magari anche solo il senso di onnipotenza di decidere della vita e della morte di altre persone. comuqnue non si dimentica. e con gli anni lo si rielabora.
se la mente è un pò bacata etc, può sfociare in una ripetizione dello stesso gesto.

- quindi, per una ragione o per un'altra, colpisce nel 1974 a Borgo san lorenzo

- all'epoca non c'è collegamento con il delitto del 1964 e quindi, a nessuno viene in mento che mister X possa aver ucciso ancora.
magari addirittura riporta un'altra volta in consegna l'arma allo stesso armiere che gliela aveva custodita la prima volta. anzi. molto probabile.
probabile perchè di nuovo qui abbiamo un periodo di silenzio (si è dovuto assentare dalla zona e non si poteva portare l'arma appresso, ad esempio, e allora ricontatta l'armiere e glie affida un'altra volta).

- passano di nuovo gli anni, ritorna in zona e si arriva intorno al 1981, stesso discorso di prima. il mdf va a farsi ridare l'arma che ha lasciato in consegna a qualcuno di fidato (che sta nel giro sardo, sia che sia famiglia sia che siano giri più spessi molto più probabilmente). nessuno all'interno del mondo sardo (malavitoso e no) sospetta di lui come sk. come precedentemente, anche per questo stoccaggio sicuro dell'arma, deve restituire qualche favore (entrando sempre più in fiducia con ambienti malavitosi di livello)

- nel 1981 colpisce a Mosciano. il ritorno sui suoi luoghi, il riavere in mano la sua arma, etc gli fan riscattare la molla della furia morbosa omicida. Il delitto è atroce, ma a nessuno del suo giro può venire in mente che lui centri qualcosa, per cui se la passa tranquillo.

- nel 1981 colpisce ancora a Travalle perchè la sua pulsione è molto forte: è appena tornato a casa, ha rimpugnato la sua arma, ha fatto scorrere sangue e nessuno sospetta minimaente di lui. si sente onnipotente.

- tanto onnipotente che l'anno successivo nel 1982 colpisce ancora. stavolta a Baccaiano (facendosi quasi beccare, segno di difficoltà a contenere le proprie pulsioni). si fa quasi beccare ma la sfanga egregiamente, e questo aumenta in lui il senso di onnipotenza, al punto da spingerlo a rivendicare anche il primo di duplice omicidio: quello del 1968

- nel mondo omertoso/malavitoso che gli aveva grantito custodia sicura dell'arma, non è difficile che qualcuno ricolleghi le due cose. qualche sospetto, ma nulla di cui preoccuparsi. l'arma non la hanno più in custodia. non rischiano di vedersi tirati dentro la vicenda. non tradiscono un consanguineo. al più hanno in mano una chiave per chiedergli altri favori di compiere magari qualche crimine per loro. forse nemmeno ci pensano subito. comuqnue non si preoccupano più di tanto. l'omertà di sangue ha la meglio su tutto ancora.

- nel 1983, a Giogoli l'anno succesisvo il mdf colpisce anora (sbagliando e colpendo due maschi). stesso discorso del punto precedente. magari gli dicono di smettere, che tutta questa attenzione mediatica rischia di rovinare gli affari. chissà. comunque la banda sarda è forte. è quasi al suo apogeo, fa girare armi soldi sequestri è potente ed ha altro a cui pensare. e poi i legami di terra e sangue son sempre forti. gli uni si fidano dell'altro e viceversa. sanno che nessuno apre bocca con la polizia. questione di onore.

- nel 1984, ecco a Vicchio, un altro orrendo duplice omicidio del mdf. lo scalpore è veramente enorme. il delitto atroce. anche nel clan qualcuno storce il naso. simili cose rovinano la piazza, attirano troppi poliziotti in zona (e Vicchio è zona sarda al 100%, con probabili rifugi e nascondigli).
ma il mdf non ha toccato nessuno dei sardi. non ha mai fatto la spia. è uno di loro. quindi decidono nè di consegnarlo (anonimamente) alla polizia (che se sa che l'hanno tradito loro, può vendicarsi raccontando quello che sa lui dell'organizzazione criminale sarda), nè di farlo semplicemente sparire. magari una "ramanzina" dura, e l'ordine perentorio di smetterla se no farà una brutta fine.

- il mdf a questo punto capisce che deve smettere. ma come si fa a smettere di essere un sk? ok la paura di fare una brutta fine, ma... la pulsione è sempre forte. Decide allora di mettere preparare un piano.
vuole uccidere ancora, ma non vuole rimetterci la pella. la polizia sa come fregarla, ma quegli altri, quelli si che son gente spiccia e che non scherza. deve inventarsi qualcosa. qualcosa di "nuovo"

- e il piano è quello di trovare una coppia di stranieri, ammazzarli e nasconderli, di modo da avere un paio di giorni di tempo per scomparire dalla zona per sempre (andarse all'estero, chissà), così da riuscire a scampare alle minacce dei suoi ormai quasi ex-amici.
ma il mostro è anche egocentrico (l'ha dimostrato rivendicandosi il suo primo duplice omicidio del 1968) e quindi prepara anche la lettera alla Procura come ultimo scherno, beffa e addio in grande stile.

finale 1
- arriva il 1985, arriva il delitto agli Scopeti. Fa quello che deve fare la notte tra il venerdì e il sabato (o il sabato mattina presto all'alba), spedisce la lettera e prosegue la strada, allontanandosi per sempre dalla zona. ha due giorni di vantaggio. non lo beccheranno più (basta non adottare più la stessa modalità e la stessa arma nel frattempo distrutta molto probabilmente).

finale 2
arriva il 1985, arriva il delitto agli Scopeti. Fa quello che deve fare e spedisce anche la lettera (magari mentre prosegue la strada per scappare), allontanandosi, secondo lui, per sempre dalla zona. ha uno/due giorni di vantaggio. non lo beccheranno più, pensa. ma invece, da qualche parte (toscana roma torino genova sardegna spagna etc) qualcuno del giro della malavita lo ritrova e finisce morto ammazato pure lui.

conclusione
che il finale sia l' 1 o il 2, ecco spiegata la fine ufficiale dei delitti e il successivo silenzio del mdf a partire da quella data

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Mercuzio



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MessaggioInviato: Sab Gen 05, 2013 10:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Potremmo definirla "L'ipotesi Fritz Lang" dal famoso film "M, il mostro di Duesseldorf", in cui il serial killer (nel film, Peter Lorre) veniva scoperto dagli stessi criminali, "disturbati" nei loro affari dalle indagini?

Per la scheda, vedere
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Per inciso, il film valse a Lang la fama di antinazista (il titolo originale, Moerder unter uns, L'assassino è tra noi, venne letto come una accusa ai metodi del nazionalsocialismo). Lang in effetti lo era, e ruppe con la moglie Thea von Harbou, l'autrice del soggetto di "Metropolis", che invece aderì al regime: e quando Goebbels gli propose di assumere la direzione della cinematografia nazionale, disse di sì, per poi scappare il giorno dopo negli USA... per sua e nostra fortuna. Mi scuso con chi non ama i riferimenti artistico-letterari. E anche per l'off-topic, ma ci stava.

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hazet



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MessaggioInviato: Dom Gen 06, 2013 12:38 am    Oggetto: Rispondi citando

Mercuzio ha scritto:
Potremmo definirla "L'ipotesi Fritz Lang" dal famoso film "M, il mostro di Duesseldorf", in cui il serial killer (nel film, Peter Lorre) veniva scoperto dagli stessi criminali, "disturbati" nei loro affari dalle indagini?

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Per inciso, il film valse a Lang la fama di antinazista (il titolo originale, Moerder unter uns, L'assassino è tra noi, venne letto come una accusa ai metodi del nazionalsocialismo). Lang in effetti lo era, e ruppe con la moglie Thea von Harbou, l'autrice del soggetto di "Metropolis", che invece aderì al regime: e quando Goebbels gli propose di assumere la direzione della cinematografia nazionale, disse di sì, per poi scappare il giorno dopo negli USA... per sua e nostra fortuna. Mi scuso con chi non ama i riferimenti artistico-letterari. E anche per l'off-topic, ma ci stava.


qualcosa in merito avevo letto, ma grazie della più approfondita delucidazione.

ma al di là (di avergli trovato un bel titolo) di questo, che se ne può pensare?
io resto convinto che il nodo sia tutto da sciogliere partendo dal delitto del 1968.
Lì incontriamo l'arma la prima volta, e la "confessione" di Mele è così traballina che ci metto la mano sul fuoco che c'era almeno (e dico almeno anche se credo più di una) un'altra persona.

per un motivo a me ignoto (anche se giurei che si tratta dell'omertà vigente nei consolidati "clan" "etnici" che mai hanno visto [e forse dal loro punto di vista anche giustamente] le FFOO dello Stato Italiano come anche loro difensori in cui poter anche aver fiducia, ma solo come truppe straniere invasori) ma chi fosse all'epoca il possessore dell'arma lo si poteva scoprire solo facendo "cantare" qulacuno del giro dei sardi (cosa indubbiamente non facile lo so).

cmq, più ripenso all'opzione che l'arma possa essere stata data in custosia a qualcuno di fiducia perchè legato degli stessi standard di omertà, più mi convinco che questa, oltre ad essere una pista non presa in considerazione prima, sia una buona pista da seguire, capace soprattutto di spiegare tanti silenzi anche davanti a dei "comuni" atroci crimini, e a bypassare il problema del "passaggio di arma sporca che non si vende ma si distrugge ed invece continua a sparare"

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omarquatar



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MessaggioInviato: Dom Gen 06, 2013 12:53 am    Oggetto: Rispondi citando

non è facile inquadrare "i sardi" nei delitti 1974-1985:
in fondo, salvo errori, se ne conoscono 6 e non di più:
il marito
i due amanti
i due cognati
il nipote.

di questi, mi sembra che solo SV non abbia alibi per qualcuno dei delitti...

quanto al silenzio intorno al possessore dell'arma (argomento che ovviamente è valido anche ammettendo che "i sardi" siano implicati solo nel delitto del '68 ), non bisogna dimenticare che parlare avrebbe potuto significare anche autodenunciarsi, in quanto è probabile che chi sapesse qualcosa avesse anche partecipato al delitto.
al di là dell'omertà, balentìa codice barbaricino ecc, la semplice autopreservazione da un accusa di duplice omicidio mi sembra un motivo da non sottovalutare

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hazet



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MessaggioInviato: Dom Gen 06, 2013 1:06 am    Oggetto: Rispondi citando

omarquatar ha scritto:
non è facile inquadrare "i sardi" nei delitti 1974-1985:
in fondo, salvo errori, se ne conoscono 6 e non di più:
il marito
i due amanti
i due cognati
il nipote.

di questi, mi sembra che solo SV non abbia alibi per qualcuno dei delitti...


indubbiamente. ma anche per questo la mia ipotesi non prevede nomi e anzi indica il mdf come un mister X non entrato nell'occhio del ciclone delle varie indagini (al limite solo vagamente sfiorato).

esempio:
si dice che il codice barbaricino preveda che per risolvere simili casi (lavare l'onta all'onore) si debba far ricorso ad un "personaggio esterno" alla famiglia.

io non so quanto questo sia vero al 100%, ma capisco in ogni caso come possa essere visto come una buona idea: riesci a vendicarti ma non metti di mezzo nessuno dei familiari, rendendo così più difficoltoso l'identificare chi sia stato.

ora, nel nostro caso se è pur vero che i Vinci erano parte in causa pur non essendo della stessa famiglia, dunque degli "estranei", è anche vero che "tanto estranei non lo erano mica".
quindi la "logica barbaricina" vorrebbe che non era a loro che ci si dovessere rivolgere (in particolar modo se si suppone che sia da loro che nasca l'istigazione a far fuori la Lo.).

quindi a chi rivolgersi?
beh ci si poteva rivolgere un pò a chiunque ovviamente, ma... mi sembra ben più plausibile che si fossero rivolti a qualcun'altro con la stessa "filosofia di vita", capace di capire al volo il perchè e il percome di certe "esigenze e situazioni".
quindi un qualcun altro di "sangue sardo" o molto molto vicino e continuguo a quell'ambiente; ma non un nome di quelli finiti nel tritacarne delle indagini. per cui niente "pista sarda" toutcour.

da lì, il resto prosegue come descritto (a grandi linee), senza alcun passaggio di [CENSORED] e munizioni, senza alcun furto di arma e munizioni. eppure con l'arma sempre nella stessa mano (eccetto i periodi di custodia a qualcuno di fidato, che magari faceva proprio quello di "mestiere". di armieri è pieno il mondo nei giri di malavita).

e il "confessare" "ritrattare", "ritrattare ancora", i bigliettini in tasca, il farsi la galera del Me., le sconclusionate e varianti dichiarazioni di Natalino, lasciano troppo l'amaro in bocca sul fatto che fin troppo probabilmente sulla scena di quel delitto ci furono più persone di cui si poteva effettivamente aver paura a far i nomi anche se mai fossero finite dietro le sbarre ( un altra famiglia, un altro clan si sarebbe mosso barbaricinamente a sua volta. da lì i silenzi anche davanti gli atroci crimini di un pazzo, ma che nemmeno loro fino a dopo il 1982-1983 potevano collegare e quando collegano, il mdf capisce che non gli resta piu tempo: compie l'ultimo, spedisce i "saluti" e scappa (o viene fatto secco))

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omarquatar



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MessaggioInviato: Dom Gen 06, 2013 1:35 am    Oggetto: Rispondi citando

hazet ha scritto:
omarquatar ha scritto:
non è facile inquadrare "i sardi" nei delitti 1974-1985:
in fondo, salvo errori, se ne conoscono 6 e non di più:
il marito
i due amanti
i due cognati
il nipote.

di questi, mi sembra che solo SV non abbia alibi per qualcuno dei delitti...


indubbiamente. ma anche per questo la mia ipotesi non prevede nomi e anzi indica il mdf come un mister X non entrato nell'occhio del ciclone delle varie indagini (al limite solo vagamente sfiorato).



anche ammettendo questo, mi riesce difficile pensare che il killer assoldato, che sarà stato probabilmente legato a clan malavitosi dediti a furti di bestiame e sequestri di persona, diventi sei anni dopo lustmoerder seriale, protagonista dunque di una tipologia totalmente diversa di delitti.

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hazet



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MessaggioInviato: Dom Gen 06, 2013 2:04 am    Oggetto: Rispondi citando

omarquatar ha scritto:
hazet ha scritto:
omarquatar ha scritto:
non è facile inquadrare "i sardi" nei delitti 1974-1985:
in fondo, salvo errori, se ne conoscono 6 e non di più:
il marito
i due amanti
i due cognati
il nipote.

di questi, mi sembra che solo SV non abbia alibi per qualcuno dei delitti...


indubbiamente. ma anche per questo la mia ipotesi non prevede nomi e anzi indica il mdf come un mister X non entrato nell'occhio del ciclone delle varie indagini (al limite solo vagamente sfiorato).



anche ammettendo questo, mi riesce difficile pensare che il killer assoldato, che sarà stato probabilmente legato a clan malavitosi dediti a furti di bestiame e sequestri di persona, diventi sei anni dopo lustmoerder seriale, protagonista dunque di una tipologia totalmente diversa di delitti.


eh! giuro che non ho la risposta in tasca, ma qualche possibilità di spiegazione lo stesso le intravedo:

se quella era la prima volta che uccideva esseri umani, può benissimo darsi che la cosa lo abbia shockato/impressionato/mutato/gli sia piaciuto così tanto che... al punto da tramutarlo (col tempo) in un sk (che tende effettivamente a ripetere sempre quel primo agguato: campagna/notte/auto/coppia/buio/etc etc).
o metti che fosse veramente un pastore (magari uno appositamente fatto arrivare dalla sardegna) che per la prima volta ammazza a sangue freddo gente e poi se ne torna isolato per mesi/anni tra monti e bestiame, senza donne attorno. il ricordo (di due che facevano l'amore e di lui che li uccideva. l'impatto di un bimbo che lo guarda mentre lui uccide a sangue freddo) gli si fissa forte nel cervello e quello può portarlo alla follia di un sk

oppure:
non sappiamo cosa fece in quei 6 anni (magari da un altra parte continuò ad uccidere/venne invischiato in robe sessuali/si accorse che quel primo gesto gli era piaciuto e voleva ripeterlo/etc)

oppure-bis:
assoldarono qualcuno che già aveva una simile patologia da sk, anche se ancora non aveva preso forma evidente. quello fu il suo "la".


cmq non se ne esce. da quel ristretto gruppo di sardi, dovevano riuscire a farsi dire che fine avesse fatto la pistola.
tutto ruota li attorno.

altra cosa certa è quella [CENSORED] e quelle munizioni non possono essere rimaste imboscate senza un minimo di manutenzione sei anni di seguito. perchè in tal caso indubbiamente l'arma si sarebbe arrugginita e le munizioni rovinate. sei anni non sono pochi, specialmente se un'arma non la puoi imboscare in una casa per paura di perquisizioni (ti restan pochi posti: sotto terra o in un chiusa in un contenitore e affondata in un fiume/stagno/lago. entrambi luoghi che favoriscono l'insorgere della ruggine)

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Mitsuru



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MessaggioInviato: Dom Gen 06, 2013 3:01 am    Oggetto: Rispondi citando

Dei vari sardi tirati in mezzo alle indagini, il solo che in qualche modo abbia qualche tratto diciamo tale da far pensare alla possibilità - possibilità, non probabilità e sono scettica pure io - di un suo coinvolgimento nei delitti, non è comunque, secondo me, la buonanima di F.V. (magari un pochetto delinquente, pace all'anima sua, ed abituato a frequentare soggetti di dubbia reputazione e dediti ad attivita criminali varie che quasi certamente sono le cause scatenanti della sua atroce morte) ma semmai S.V.

Non credo che S.V. sia il mostro, ma devo ammettere che è una figura assai curiosa, che "spicca" in mezzo agli altri, con abitudini insolite, astuzia ed intelligenza notevoli ed un non so che di inquietante.

Oltre al fatto che, sostanzialmente, questi non aveva un alibi "a prova di bomba" per alcuno dei delitti, a partire da quello del '68: anche lì, oltre alle plateali scuse innaffiate di lacrime e suppliche di quel poverocristo di Stefano Mele, se la cavò solo perché i tre amici indicati come testimoni, pur tra mille contraddizioni, convennero - anche se sbagliando i giorni - d'aver trascorso la sera di mercoledì 21 agosto a giocare con lui al biliardo.

Peraltro, uno di loro sostenne che la sera della partita in questione fosse il giovedì, mentre un altro, tal Nicola - che se non sbaglio era anche amante di S.V. nonché fratello del vicino di casa di De Felice (una casualità? A ben pensarci non mi sembra tanto casuale, adesso... Non più almeno) - finì per ammettere di aver detto solo quello che S.V. gli aveva suggerito di dire.

E, a dirla tutta, S.V. di rancore sufficiente per uccidere Barbara Locci ed il suo "amico" di turno ne aveva. Il povero Stefano Mele, a processo, dopo l'umiliazione di vederlo testimoniare sfoggiando l'anello di fidanzamento appartenuto a Barbara, dichiarò che "S.V. era più marito di me".

Anche gli alibi successivi furono, se non erro, spesso forniti da intimi amici e/o amiche dell'uomo, talora con modalità a dir poco incredibili (su tutti spiccano le dichiarazioni della convivente di S.V. relativamente alla sera del 29 luglio 1984, che destarono perplessità anche negli inquirenti che le raccolsero) e, a quanto sembra, in più occasioni dietro insistenza dello stesso S.V.

Ora che ci penso, anche l'alibi per il presunto omicidio della prima moglie di S.V., la giovanissima Barbarina Steri, pare un po' poco solido: anche quella sera, mentre Barbara - un'altra Barbara, è un nome che a S.V. porta sfortuna! - era impegnato a giocare a biliardo col cognato. Cognato che, in paese, era noto per essere un soggetto debole e facile da raggirare, con tanto di pettegolezzi circa un possibile rapporto omosessuale tra lui e S.V....

_________________
Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino:
non avevano leggi per punire un blasfemo.
Non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte
mi cercarono l'anima a forza di botte.
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La Rinascente



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MessaggioInviato: Dom Gen 06, 2013 1:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cerchiamo di essere più brevi negli interventi, senza buttare troppa roba nel calderone (del resto di molti di questi argomenti se ne parla in altri topic).

Domanda secca: secondo voi come fece FV a rintracciare il vero mostro?
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Tacitanotte



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MessaggioInviato: Dom Gen 06, 2013 2:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Indagando su chi più sapeva, più anche delle autorità.

Infiltrandosi nel sottobosco dei guardoni, che è cosa certa, gli unici ad aver visto oltre alla vittime il vero MdF.

Altra cosa certa: i guardoni almeno di vista si conoscevano tutti, non solo i CdM.

Quindi entrando nel "giro", carpire lentamente la fiducia di qualcuno, una parola buttata lì, del resto, altra cosa certa, all'epoca anche tra di loro si parlava del MdF.

Piccole informazioni: Era solo, no in gruppo, costituzione fisica, auto magari, qualsiasi cosa.

Perchè il MdF, altra (quasi) certezza è stato molto più presente oltre gli omicidi compiuti.
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La_sublime_porta



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Messaggi: 683

MessaggioInviato: Dom Gen 06, 2013 3:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

La Rinascente ha scritto:

Domanda secca: secondo voi come fece FV a rintracciare il vero mostro?


Ipotesi più economica [Calamosca]: gli aveva ceduto lui l'arma con cui aveva sparato a Signa
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La Rinascente



Registrato: 24/02/10 20:14
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MessaggioInviato: Dom Gen 06, 2013 3:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

La_sublime_porta ha scritto:
La Rinascente ha scritto:

Domanda secca: secondo voi come fece FV a rintracciare il vero mostro?


Ipotesi più economica [Calamosca]: gli aveva ceduto lui l'arma con cui aveva sparato a Signa


Quindi FV si fece il carcere sapendo chi era il mostro.
Strano però che il mostro utilizzò un arma usata per uccidere una coppia appartata in campagna per uccidere coppie appartate in campagna, no?
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