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Il delitto della Cattolica
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Inviato: Dom Lug 23, 2017 12:47 pm    Oggetto: Ads

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Isp.Coliandro



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Messaggi: 363

MessaggioInviato: Dom Gen 22, 2017 8:07 am    Oggetto: Rispondi citando

Silvialaura ha scritto:
C'è chi ritiene infatti che il delitto della Cattolica rientri in una serie di delitti con vittime femminili accoltellate, sempre in quegli anni, sempre a Milano.


Allora dovrebbero esserci delle similitudini con altri delitti....

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Silvialaura



Registrato: 27/06/11 10:25
Messaggi: 14017

MessaggioInviato: Dom Gen 22, 2017 1:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Isp.Coliandro ha scritto:
Silvialaura ha scritto:
C'è chi ritiene infatti che il delitto della Cattolica rientri in una serie di delitti con vittime femminili accoltellate, sempre in quegli anni, sempre a Milano.


Allora dovrebbero esserci delle similitudini con altri delitti....

Spesso la similitudine è nell'occhio di chi guarda, ma in questo caso qualcuno l'ha vista. Uno inserito nelle indagini, fra l'altro: il maresciallo Giannattasio.

Il caso Ferrerò è ancora aperto, come vuole la norma che vieta la prescrizione dell'omicidio aggravato. A oltre trent'anni dalle quarantadue coltellate, viene da condividere quel che ha dichiarato anni fa un pubblico ministero: «L'omicidio della Cattolica si potrà risolvere solo con la tardiva confessione dell'omicida».
Nel clima socialmente rovente degli anni settanta, la morte di Simonetta non ebbe la rilevanza di una violenza pubblica o comunque politica, ma appassionò l'opinione pubblica per la torbidezza che sempre si associa ad atti di criminalità violenta compiuti in luoghi di alto valore simbolico come, appunto, può essere un'università, per di più Cattolica.
Ma ci furono altre drammatiche morti molto simili che non ebbero gli onori della cronaca come quella della povera Simonetta e finirono invece relegate nelle "brevi" di nera, essendo le altre pagine occupate dagli attentati e dagli omicidi della stagione del terrorismo. Molte furono le vittime massacrate, proprio come la Ferrero, da profonde coltellate. Tutte donne. Pareva di vivere sul set di un film di Dario Argento. A inseguire l'ipotesi che fosse una sola mano a vibrare i colpi ci fu soprattutto il tenace maresciallo Giovanni Giannattasio, che s'impegnò, anche nel tempo libero, a seguire tutte le piste, ad ascoltare tutti i racconti, anche i più strampalati e contraddittori, pur di aggrapparsi a un indizio. Dal 1970 al 1975 morirono undici donne: sempre per "il misterioso coltello".
A destare grande impressione fu la fine della venticinquenne Valentina Masneri Tribolati, massacrata con sedici pugnalate nella sua abitazione, dalle parti della Stazione Centrale. Era una disegnatrice di moda, alta e molto bella, sposata con un fotografo dalla fama di uomo mite. Fu proprio il marito a scoprire il cadavere.
Dall'appartamento era sparito soltanto un orologio d'oro. L'assassino, dissero gli esperti, doveva essere più piccolo di lei, considerata la traiettoria dei colpi. La donna e il marito conducevano una vita regolare. Erano, come dissero i vicini di casa, "un'allegra coppia in jeans" che amava viaggiare a cavallo di una rombante moto Suzuki.
E poi le altre vittime. Donne diverse da Simonetta e Valentina. Donne dalla vita disordinata. I loro nomi "d'arte" indicano a quale professione si dedicassero: "Olli la rossa", "La Betty dei camionisti", "La zia del vial Suzzani", "La Rosetta del Bottonuto", "Piripopò".
Tutte "belle di giorno", "lucciole", "passeggiatrici" com'erano chiamate allora. Tranne Adele Margherita Dossena, proprietaria di una linda pensione di via Copernico, a poca distanza dalla Stazione Centrale. Fu pugnalata da uno sconosciuto. La figlia, che si chiama Maria Magnoni, in arte Agostina Belli, diventata famosa dopo la parte della moglie nel film
Mimi metallurgico, assunse diversi investigatori privati, ma non riuscì mai a scoprire il volto di chi le aveva ucciso la madre. Andava spesso dai poliziotti e dai carabinieri, ma la risposta che riceveva era sempre la stessa: «Niente di niente». La stessa che per anni hanno ricevuto i genitori di Simonetta Ferrero.

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derrick



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MessaggioInviato: Dom Gen 22, 2017 2:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

Tu propendi per il serial killer?
Se fosse stato un serial killer allora gli inquirenti erano del tutto impreparati

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Uno disse alla fantasia: questo è il tuo limite fissato, fin qui puoi arrivare ma oltre non ti è concesso.
Ma la fantasia si ribellò.
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Diadema



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MessaggioInviato: Dom Gen 22, 2017 3:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

derrick ha scritto:
Tu propendi per il serial killer?
Se fosse stato un serial killer allora gli inquirenti erano del tutto impreparati


Beh pure oggi mettere il sale sulla coda ad un killer occasionale (serial o meno) che non ha rapporti con la vittima non è semplicissimo.
Ma non è che adesso tutto quello che non si riesce a risolvere diventa opera di uno che quel giorno aveva voglia di ammazzare qualcuno a caso.
Peraltro in quell'articolo un assassino è un nano,quello della Cattolica si parla di almeno 1,80 e ancora non si capisce come faccia quel tipo che certamente è sporco di sangue,discretamente affannato ed agitato a scomparire da un'università senza che nessuno lo veda.
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Silvialaura



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MessaggioInviato: Dom Gen 22, 2017 4:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Discretamente affannato e agitato, è tutto da dimostrare. Magari era felice e rilassato, dopo un po' di sana soddisfazione sessuale.
Ho notato la presunta differenza di altezza del killer. Sarebbe bello sapere come se la spiegava il maresciallo.

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sabrinab



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MessaggioInviato: Lun Gen 23, 2017 5:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Silvialaura ha scritto:
Discretamente affannato e agitato, è tutto da dimostrare. Magari era felice e rilassato, dopo un po' di sana soddisfazione sessuale.
Ho notato la presunta differenza di altezza del killer. Sarebbe bello sapere come se la spiegava il maresciallo.


In ogni caso, una persona insanguinata che esce dal bagno e va in giro per l'universita' e, successivamente per strada, si nota. Pero' l'universita' stava per chiudere. L'assassino potrebbe aver aspettato quel momento, essersi lavato ed essere uscito pulito.
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Silvialaura



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MessaggioInviato: Lun Gen 23, 2017 7:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Almeno sommariamente si è lavato: c'erano tracce di sangue nel lavandino.

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sabrinab



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MessaggioInviato: Lun Gen 23, 2017 7:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Silvialaura ha scritto:
Almeno sommariamente si è lavato: c'erano tracce di sangue nel lavandino.


Si, avrà' almeno nascosto le tracce piu' evidenti e, probabilmente, si sara' cambiato
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Isp.Coliandro



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MessaggioInviato: Mar Gen 24, 2017 9:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

sabrinab ha scritto:
Silvialaura ha scritto:
Discretamente affannato e agitato, è tutto da dimostrare. Magari era felice e rilassato, dopo un po' di sana soddisfazione sessuale.
Ho notato la presunta differenza di altezza del killer. Sarebbe bello sapere come se la spiegava il maresciallo.


In ogni caso, una persona insanguinata che esce dal bagno e va in giro per l'universita' e, successivamente per strada, si nota. Pero' l'universita' stava per chiudere. L'assassino potrebbe aver aspettato quel momento, essersi lavato ed essere uscito pulito.


Adesso mi è venuto in mente che nella trasmissione di lucarelli su questo caso - se non mi sbaglio - si ipotizzava che l'assassino doveva essersi sporcato moltissimo per via del sangue nel bagno: schizzato ogni dove. E che forse si era anche nascosto per qualche tempo per cambiarsi e per attendere tempi migliori.
Pensandoci è incredibile come sia riuscito a pugnalarla e a dilegursi senza esser notato da nessuno. Neanche un grido che attirasse l'attenzione...

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sabrinab



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MessaggioInviato: Mar Gen 24, 2017 9:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Isp.Coliandro ha scritto:
sabrinab ha scritto:
Silvialaura ha scritto:
Discretamente affannato e agitato, è tutto da dimostrare. Magari era felice e rilassato, dopo un po' di sana soddisfazione sessuale.
Ho notato la presunta differenza di altezza del killer. Sarebbe bello sapere come se la spiegava il maresciallo.


In ogni caso, una persona insanguinata che esce dal bagno e va in giro per l'universita' e, successivamente per strada, si nota. Pero' l'universita' stava per chiudere. L'assassino potrebbe aver aspettato quel momento, essersi lavato ed essere uscito pulito.


Adesso mi è venuto in mente che nella trasmissione di lucarelli su questo caso - se non mi sbaglio - si ipotizzava che l'assassino doveva essersi sporcato moltissimo per via del sangue nel bagno: schizzato ogni dove. E che forse si era anche nascosto per qualche tempo per cambiarsi e per attendere tempi migliori.
Pensandoci è incredibile come sia riuscito a pugnalarla e a dilegursi senza esser notato da nessuno. Neanche un grido che attirasse l'attenzione...


Le urla della ragazza sono stati coperti dal rumore di un martello pneumatico che degli operai stavano utilizzano proprio nei momenti dell'aggressione. Sicuramente, vi e' stata una concomitanza di eventi particolarmente sfortunati che hanno agevolato l'assassino. Quello che mi lascia molti dubbi e' che tali circostanze possono averlo aiutato nell'università. Ma costui sara' pur dovuto uscire. E qui casca l'asino. Una persona sporca di sangue viene sicuramente notata. Quindi, doveva essere almeno all'apparenza presentabile.
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Diadema



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MessaggioInviato: Mar Gen 24, 2017 10:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

sabrinab ha scritto:
E qui casca l'asino. Una persona sporca di sangue viene sicuramente notata. Quindi, doveva essere almeno all'apparenza presentabile.


Senza alcun dubbio si,quindi si è cambiato,quindi ha utilizzato un ambiente adatto allo scopo,ha degli abiti di ricambio,quindi è familiare all'università,quindi NON è un serial killer che la incontra per caso.
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sabrinab



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MessaggioInviato: Mar Gen 24, 2017 10:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

Diadema ha scritto:
sabrinab ha scritto:
E qui casca l'asino. Una persona sporca di sangue viene sicuramente notata. Quindi, doveva essere almeno all'apparenza presentabile.


Senza alcun dubbio si,quindi si è cambiato,quindi ha utilizzato un ambiente adatto allo scopo,ha degli abiti di ricambio,quindi è familiare all'università,quindi NON è un serial killer che la incontra per caso.


Penso anche io. Cosa non mi spiego e' la tanta ferocia. Se anche Simonetta avesse visto qualcosa che non doveva, non era il caso di infierire in quel modo. Qualora si conoscessero, mi sembra strano che Simonetta frequentasse qualcuno nell'università, di nascosto... Non so, c'e' qualcosa che mi sfugge...
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Diadema



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Messaggi: 1443

MessaggioInviato: Mar Gen 24, 2017 11:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

sabrinab ha scritto:
Diadema ha scritto:
sabrinab ha scritto:
E qui casca l'asino. Una persona sporca di sangue viene sicuramente notata. Quindi, doveva essere almeno all'apparenza presentabile.


Senza alcun dubbio si,quindi si è cambiato,quindi ha utilizzato un ambiente adatto allo scopo,ha degli abiti di ricambio,quindi è familiare all'università,quindi NON è un serial killer che la incontra per caso.


Penso anche io. Cosa non mi spiego e' la tanta ferocia. Se anche Simonetta avesse visto qualcosa che non doveva, non era il caso di infierire in quel modo. Qualora si conoscessero, mi sembra strano che Simonetta frequentasse qualcuno nell'università, di nascosto... Non so, c'e' qualcosa che mi sfugge...


Leggi la mia ricostruzione precedente,io credo che abbia compiuto qualche sgarro nei confronti di vecchie conoscenze che avevano intrapreso la via "politica" .Ai tempi era facile soprattutto nelle università incontrarsi con le persone sbagliate.
Ho pure una mezza idea sul possibile assassino,ma solo perchè è un assassino mezzo maniaco ed è molto alto,potrebbe essere un altro ma secondo me siamo li.
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Pisistrato



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MessaggioInviato: Sab Gen 28, 2017 12:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

[quote="Diadema"]
sabrinab ha scritto:
Diadema ha scritto:
sabrinab ha scritto:
E qui casca l'asino. Una persona sporca di sangue viene sicuramente notata. Quindi, doveva essere almeno all'apparenza presentabile.


Senza alcun dubbio si,quindi si è cambiato,quindi ha utilizzato un ambiente adatto allo scopo,ha degli abiti di ricambio,quindi è familiare all'università,quindi NON è un serial killer che la incontra per caso.


Penso anche io. Cosa non mi spiego e' la tanta ferocia. Se anche Simonetta avesse visto qualcosa che non doveva, non era il caso di infierire in quel modo. Qualora si conoscessero, mi sembra strano che Simonetta frequentasse qualcuno nell'università, di nascosto... Non so, c'e' qualcosa che mi sfugge...


Leggi la mia ricostruzione precedente,io credo che abbia compiuto qualche sgarro nei confronti di vecchie conoscenze che avevano intrapreso la via "politica" .Ai tempi era facile soprattutto nelle università incontrarsi con le persone sbagliate.
Ho pure una mezza idea sul possibile assassino,ma solo perchè è un assassino mezzo maniaco ed è molto alto,potrebbe essere un altro ma secondo me siamo lì.

Credo che certe figure chiave per la soluzione del caso non furono mai approfondite a sufficienza dagli inquirenti dell'epoca a cui forse fu suggerito di indirizzare altrove gli interrogatori. Infatti il delitto presto scomparve dalle pagine di cronaca. Certo è che l'assassino conosceva bene il luogo in cui si mosse quel sabato quindi escludendo il maniaco di passaggio secondo me avrebbero dovuto cercare tra gli studenti stringendo il cerchio intorno a quelli alti tra 185/190 cm ( cit. Blu notte ) con mani possenti ,non credo molti specie in considerazione della statura media di allora. Il movente probabilmente è da ricercare in un amplesso omosessuale tout court consumatosi in quei bagni tra l'omicida e colui ne divenne nel contempo complice e testimone mentre la ragazza qualunque cosa vide purtroppo non potè mai raccontarla a nessuno. Dalla furia con cui fu colpita l'assassino che girava armato forse di un serramanico volle punirla per aver scoperto il suo segreto e per averlo reso potenzialmente ricattabile il che potrebbe spiegare l'overkilling. Lei si difese e questo implica che fu uccisa in seguito alla resistenza che oppose ed infatti furono trovati lembi di pelle sotto le sue unghie segno che almeno inizialmente vi fu una colluttazione a mani nude Quindi il tizio si diede alla macchia per un pò sotto la copertura di qualcuno o rimase nei paraggi reiterando il gesto con altre donne scelte a caso per far pensare al serial killer per quanto l'ultima ipotesi mi paia meno verosimile. Secondo me si strinse un patto di reciproca omertà tra gli "attori" presenti sulla scena del crimine che si perfezionò poi nel tempo con scambi di favori reciproci e financo promozioni che lascio immaginare per assicurare l'impunibilità all'assassino ed eventuali fiancheggiatori. Aggiungerei anche che il killer potrebbe ad oggi essere tranquillamente vivo e prossimo alla settantina ma rimangono solo mie illazioni. dunque il profilo che si evince è quello di un maschio nerboruto alto circa 1.90 sui settant'anni di ottima cultura ma bigotto, sessualmente represso già dalla famiglia d'origine, narcisista e socialmente collocabile non esattamente nella classe operaia dell'hinterland milanese. Ribadisco che sono solo ipotesi ma rimango comunque dell'idea che carnefice e vittima si conoscevano.

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Dupin



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MessaggioInviato: Sab Mag 13, 2017 11:12 am    Oggetto: Rispondi citando

....

Ma la segnalazione più interessante e seria, che fornisce maggiori sospetti, arriva su indicazione di alcune studentesse di Saronno: c’è un uomo che prende spesso il treno Novara-Milano, salendo alla stazione di Cesate. Questa persona ha dei modi di fare davvero strani e preoccupanti: fissa le persone e poi infastidisce le ragazze. Secondo alcuni testimoni che lo conoscono di vista quest’individuo, quando si reca a Milano, porta sempre con se una borsa, dalla quale estrae un grosso coltello che maneggia e che poi mette via. La polizia decide di battere questa pista e di individuare la persona in questione. Ci riescono: lo fermano a Milano, mentre è in strada e cammina con una borsa. Lo portano in commissariato: nella borsa non trovano coltelli ma indosso gli vengono rinvenuti alcuni bigliettini da lui scritti. Sono bigliettini che contengono frasi minacciose, e minacce anche pesanti, indirizzate a cittadini milanesi, automobilisti, donne. Il fermato ammette inoltre di portare con se dei coltelli quando si reca in città. La polizia va a casa sua ed effettua una perquisizione: vengono trovati numerosi coltelli. Nessuno di questi però presenta tracce di sangue.




Il fermato appare subito come un individuo affetto da turbe psichiche. Inoltre, alcuni studenti dell’università Cattolica lo riconoscono: lo hanno visto alcune volte nei corridoi dell’ateneo. Ma lui non è uno studente, perchè lavora come facchino presso una cooperativa con sede a Milano.

La polizia gli chiede di fornire un alibi per il giorno del delitto. L’uomo risponde: sabato 24 luglio si è recato proprio a Milano. Dice però di essere sceso in città per riscuotere lo stipendio presso la cooperativa per la quale lavora come facchino. Dopo aver riscosso lo stipendio, ha attraversato via Edmondo De Amicis e via Carducci e si è recato in via Meravigli 3, al cinema Meravigli. Quì ha visto un film (e cita il titolo del film effettivamente in programmazione quella mattina – il cinema Meravigli era aperto anche di mattina infatti). Uscito dalla sala cinematografica verso le 13:30, è andato a mangiare un panino in un bar. Per tutta la restante giornata è rimasto a Milano, andandosene a passeggio per piazza Duomo. La polizia lo rilascia.




C’è da notare, tuttavia, che a suo carico erano emersi elementi di sospetto e indizi circostanziali di una certa serietà. Inoltre via Carducci e via De Amicis (i percorsi lungo i quali l’uomo ammise di essere passato quel sabato 24 luglio mattina, dopo aver riscosso lo stipendio e prima di recarsi al cinema) erano in linea d’aria abbastanza vicini all’università Cattolica, luogo del delitto Ferrero. Ed inoltre ancora, è doveroso evidenziare che l’ultimo avvistamento certo di Simonetta Ferrero lo abbiamo proprio in via Carducci, dove lei si era recata per entrare in una profumeria della galleria Giuseppe Borelli per acquistare alcuni articoli.

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