Indice del forum IL MOSTRO DI FIRENZE
FORUM SU DELITTI SERIALI, CRONACA NERA ED ALTRO ANCORA
 
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Omicidio M. Russo
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Inviato: Gio Ott 19, 2017 11:44 pm    Oggetto: Ads

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Psi



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Messaggi: 94

MessaggioInviato: Sab Set 12, 2015 10:17 am    Oggetto: Rispondi citando

Billy the Kid ha scritto:

Condivido tutto. Aggiungo che le basi legali per agire diversamente, ove necessario, ci sono tutte, vedi Luigi Chiatti.



Scrivendo pensavo proprio a lui, perché è una situazione che ritengo preoccupante, con un rischio di recidiva dichiaratamente altissimo, e si dimostra che la possibilità di intervenire da un profilo legale esiste.
Io non invoco nessuna carità, men che meno cristiana: i genitori della ragazza hanno tutte le ragioni di essere infuriati e devastati dalla perdita, e di non "perdonare" un accidenti. Si ritorna però al discorso di prima, bisogna decidere se è vero o no che quando uno è uscito di galera - come sembrerebbe indicare il nostro sistema legislativo - abbia saldato i propri debiti con la giustizia.
Hai avuto un colpevole? Lo stato ha deciso di sì e ha comminato una pena, che è stata eseguita. Se per lo stato non c'è altro da fare, non credo rientri nei diritti della comunità o del singolo cercare ulteriore retribuzione nel, per esempio, impedire che quella persona trovi lavoro perché non possa vivere una vita normale. E vale per Scattone, per Stasi (stesso discorso, recentemente)...
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Mercuzio



Registrato: 10/06/10 14:47
Messaggi: 7252

MessaggioInviato: Sab Set 12, 2015 12:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Memento ha scritto:
Eviterei commenti sui poveri genitori di Marta Russo.


Mi sembra che loro, e in particolare la madre, ne abbiano fatti a josa. Non voglio ergermi a giudice, ma in questi casi un dignitoso silenzio è preferibile a questo tipo di esternazioni.

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AnnaManni



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Messaggi: 282

MessaggioInviato: Sab Set 12, 2015 1:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

sono la sola a credere che i giudici abbiano condannato questo povero Cristo senza essere minimamente convinti della sua colpevolezza?
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Memento



Registrato: 30/10/14 15:13
Messaggi: 130

MessaggioInviato: Sab Set 12, 2015 1:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Guardi, sul fatto che un dignitoso silenzio sia preferibile sono completamente d'accordo.
Tuttavia, penso che i genitori di Marta Russo abbiano subito un dolore enorme, soffocante, indescrivibile. Che può anche far perdere la ragione.
E proprio per questo motivo, io ritengo preferibile astenersi dal fare commenti. Io, personalmente, se li incontrassi, non riuscirei a guardarli negli occhi e dire loro che hanno avuto una deplorevole mancanza di carità cristiana.
E questo a prescindere dal fatto che creda Scattone colpevole o innocente della morte di Marta Russo.
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Fabiana



Registrato: 26/06/11 22:05
Messaggi: 55

MessaggioInviato: Sab Set 12, 2015 10:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Un dignitoso silenzio è preferibile in questi e in mille altri casi.
In questi tuttavia non mi sognerei mai di lamentare la scarsa asetticità di una madre sventuratissima, prevarrebbe il rispetto per il suo feroce dolore.
Direi che può dire ciò che vuole.
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mazzzulatoro



Registrato: 26/12/09 16:39
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Residenza: Perugia

MessaggioInviato: Dom Set 13, 2015 1:52 am    Oggetto: Rispondi citando

Fabiana ha scritto:
Un dignitoso silenzio è preferibile in questi e in mille altri casi.
In questi tuttavia non mi sognerei mai di lamentare la scarsa asetticità di una madre sventuratissima, prevarrebbe il rispetto per il suo feroce dolore.
Direi che può dire ciò che vuole.



Anch'io quoto tutto e lo stesso dicasi per la madre della povera Meredith, qua si sta dimenticando che le vittime accertate sono Marta Russo e la sua famiglia in questo caso e Meredith e sua famiglia nell'altro e non gli Scattone,i Sollecito o gli Knox, questo tanto per non allontanarsi dalla realtà.
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Mercuzio



Registrato: 10/06/10 14:47
Messaggi: 7252

MessaggioInviato: Dom Set 13, 2015 9:26 am    Oggetto: Rispondi citando


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Memento



Registrato: 30/10/14 15:13
Messaggi: 130

MessaggioInviato: Dom Set 13, 2015 1:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Solo un breve chiarimento in merito al mio precedente intervento.

Devo preliminarmente evidenziare di non aver seguito con particolare attenzione le vicende processuali relative l'omicidio di Marta Russo. E, proprio per questo motivo, mi sono sempre astenuto dal commentare il caso nel Forum.

Tuttavia, leggendo il suo intervento, che in parte condivido, mi è venuto naturale intervenire nella discussione.

Ovviamente senza la pretesa di approfondire il delicato tema dell'espiazione della pena.

Pur trovandomi d'accordo con la sua contestazione sull'indecente il teatrino mediatico inscenato da alcuni, ho trovato - per mia sensibilità, ovviamente - molto forte, quasi fuori luogo, la critica rivolta ai genitori della povera Marta Russo.

Il rancore è un sentimento che consuma, del quale credo tutti ne vorrebbero fare volentieri a meno. Non credo quindi sia un diritto ambito. Purtroppo sono state le sfortunate circostanze della vita a portarlo dentro la vita dei genitori di Marta Russo e non credo che nessuno possa contestarglielo, se davvero conosce il senso della parola pietà.
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Chiara



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Messaggi: 2089

MessaggioInviato: Dom Set 13, 2015 1:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

beh insomma; d'accordo che Marta è certamente morta, mentre non è certo che Scattone sia innocente (anzi per lo Stato non lo è); però guardando ai punti di vista interiori, se egli si sa innocente, anche il suo è un dramma ed è comprensibile che, attaccato, restituisca il mancato silenzio al mittente.

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Thinker



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MessaggioInviato: Dom Set 13, 2015 7:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Parlare di carità cristiana mi ha fatto tornare in mente questo celebre passaggio del processo:

"Signora, lei è probabilmente la testimone oculare di un omicidio, giusto? E allora sapeva benissimo che Zingale non aveva sparato. La domanda è: perchè non sente l'esigenza di andare a dire all'autorità giudiziaria: "guardate che state sbagliando, è stato Scattone."?"

"Mah, guardi, perchè dovevo sentire quest'esigenza...?"

"Ma come perchè doveva sentire quest'esigenza? Lei sa che sta per essere incolpato un innocente...! "

"...ma non capisco io...a me non...non m'è parente Zingale, non..."
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Fabiana



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Messaggi: 55

MessaggioInviato: Dom Set 13, 2015 9:10 pm    Oggetto: Rispondi citando


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Red



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MessaggioInviato: Mer Set 16, 2015 12:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Quando finirà il calvario di Giovanni Scattone?

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“Il sospetto e l'esasperazione, quando non sian frenati dalla ragione e dalla carità, hanno la trista virtù di far prender per colpevoli degli sventurati, sui più vani indizi e sulle più avventate affermazioni.”
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Layla



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MessaggioInviato: Dom Mag 07, 2017 4:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Riporto su questo 3D per segnalare l'uscita di un libro "Di sicuro c' è solo che è morta" (664 pagine, Amazon Book) del giornalista Vittorio Pezzuto.
Il libro cerca di riprendere le fila delle ipotesi che all'epoca vennero scartate e, in primis, quello dello scambio di persona. In facoltà il giorno dell'omicidio vi era una studentessa dalle fattezze molto simili a Marta, che era in programma di protezione e aveva ricevuto proprio in quei giorni minacce di morte.

Qui potete leggere l'articolo dedicato (dagospia per Giovanni Rossi - la nazione il resto del Carlino il giorno)

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dormotroppo



Registrato: 28/02/14 16:59
Messaggi: 180

MessaggioInviato: Mer Mag 17, 2017 5:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Riporto su il post a seguito della lettura del libro di Massimo Valentini dedicato a questo caso e appena uscito in libreria: "Marta Russo. Il Mistero della Sapienza".
Io personalmente sono concorde con coloro che hanno più di un dubbio sulla colpevolezza di Scattone e Ferraro. Sono sempre stata convinta della loro innocenza. Secondo me l'unico che in tribunale l'aveva vista giusta è stato il Procuratore in Cassazione Vincenzo Geraci.
Lascio qua una parte del libro suddetto, che consiglio di leggere a chi volesse approfondire il caso. E' l'autore che parla:

"Salgo le scale e arrivo davanti all'Aula 6. Ora è una sala lettura per studenti, il corridoio di Filosofia del Diritto è identico ad allora, posso entrare senza che nessuno mi chieda nulla, la finestra del crimine è aperta, è illuminata dal sole a quest'ora, come allora. In questo spazio, immagino la scena. La porta alle mie spalle quando si richiude tra un ingresso e l'altro degli studenti fa un rumore fortissimo. E' una porta di ferro, ed è la stessa di venti anni fa, mi dice una delle dipendenti che mi avvicina curiosa del mio sopralluogo silenzioso.
Possibile che Scattone e Ferraro non abbiano notato entrare Gabriella quella mattina? Possibile che Liparota, ben sapendo che cosa stessero facendo quei due non li abbia avvisati, ma si sia rivolto verso la segretaria che cercava la dottoressa Lipari? Possibile che Scattone si sia affacciato per sparare e invece che sparare così alla cieca in aria si sporga con tutto il busto dal davanzale, punti la [CENSORED] alla sua sinistra e spari verso due passanti, verso una macchina che sta transitando e verso un ragazzo che ha appena incrociato e sorriso a quelle due ragazze bellissime che ha incrociato? Possibile che nessuno lo veda sparare da quella finestra che si affaccia su un viale che è circondato da 80 finestre e che è esattamente di fronte ad una scala in metallo che funge da uscita dell'Istituto e che soprattutto è sempre piena, oggi come allora, di studenti che fumano e che chiacchierano? Possibile soprattutto che lui non veda, non senta la presenza di Gabriella Alletto?
Possibile, infine, che Giovanni spari ma riesca, forse con una mano a protezione della canna a recuperare il bossolo espulso dallo sparo che non cade di sotto, cosa certa questa perchè le immagini della Scientifica dimostrano che la ricerca nel viale è stata fatta con grandissima accuratezza e tempestività. Possibile tutto questo? Sì, per i Giudici che si sono succeduti nei tre processi è posssibile, anzi, è certo.
Quando è entrata Maria Chiara ormai tutto si era compiuto, lei fa quelle due telefonate, le fa in rapida successione ma siccome non aveva memoria neanche di averle fatte, quando le mostreranno i tabulati sbagliati che le dimostreranno erroneamente che tra la prima e la seconda telefonata erano passati 4 minuti, lei quei 4 minuti li riempie di cose, ricordando innanzitutto che è uscita e ha visto Scattone e Ferraro fuori nel corridoio e che poi è andata in sala fax dove ha trovato Gabriella Alletto e Francesco Liparota che parlottavano. Si badi bene che Maria Chiara ricorda soltanto l'8 agosto al check-in delle partenze internazionali di Fiumicino che quella mattina c'era anche Scattone e ricorda di averlo visto proprio in quei 4 minuti che però, non esistono, 4 minuti di vita che prima le hanno dato con un tabulato sbagliato e che poi le hanno tolto con un tabulato corretto.
Quei 4 minuti non esistono, questo è sicuro, eppure è in quei 4 minuti che Maria Chiara colloca 3 mesi dopo Scattone nella scena del crimine...
E dopo lo sparo?
GIovanni e Salvatore escono e anche se la via più breve per scendere è un'altra vanno, secondo Maria Chiara verso sinistra, per poi apparire pochissimi minuti dopo nell'atrio di Statistica dove soltanto la Olzai, in quel trambusto che si è creato dallo sparo, li vede e li riconosce. Li riconosce soltanto dalla televisione dopo l'arresto perché lei non li conosce. Giuliana Olzai che è molto fisionomista perché disegna ritratti fin dai tempi del liceo, ma che non ricorda molto bene il dialogo che lei fa con Jolanda, quando esce per andare a vedere cosa è successo fuori, perché ricorda che l'amica di Marta le parla di un possibile malore, quando è la stessa Jolanda che racconta sempre e da subito, non un mese dopo, che lei ha sentito lo sparo, e che ha detto subito a tutti che stavano sparando. Dunque Giovanni e Salvatore sono lì in quell'atrio, ma risalgono e ritornano come due personaggi di un giallo di Ellery Queen sul luogo del delitto, andando in segreteria di Facoltà dove ritrovano Gabriella, che nel frattempo dopo aver visto quella scena è tornata alla sua scrivania a svolgere il suo normale lavoro come se nulla fosse accaduto. E che nulla l'abbia scalfita lo si deve pensare per logica, se anche i giorni successivi non ne parla con nessuno in casa e addirittura lavora almeno per tre volte alla compilazione del calendario degli esami degli studenti fianco a fianco con Salvatore Ferraro, con quello che ha nascosto la [CENSORED] nella borsa, con quello che ha messo le mani nei capelli dopo lo sparo di quell'irresponsabile collega che è Scattone. Lavorano fianco a fianco e non ne fa nessun accenno! Poi, secondo l'accusa e secondo i Giudici di tre gradi di giudizio e di due di Cassazione, Giovanni corre come in un piano prestabilito nei minimi dettagli in segreteria di Lettere per farsi dare un documento che attesti i suoi esami e che si è provato poi servirgli davvero per presentare la domanda all'esame per il dottorato di ricerca. Mentre Salvatore esce non visto da nessuno, torna a casa e aspetta la telefonata che gli farà lo stesso Scattone prima delle 13:00 dalla Facoltà. Eppure questi movimenti calcolati e precisi, correlati fra loro come un orologio non hanno determinato mai nelle sentenze il dubbio che fosse, come sostenevano i PM Ormanni e Lasperanza, un piano diabolico per colpire qualcuno a caso, un moto "nietzschiano" dell'anima dei due assistenti".

Questa ricostruzione con i suoi vari elementi sopra ed altri elementi che di seguito elenco mi fanno propendere per l'innocenza dei due condannati:

1) le indagini troppo superficiali sui dipendenti della Pul.tra, la ditta di pulizie i cui dipendenti maneggiavano armi senza particolari problemi e se le portavano anche dietro
2) le perizie che indicano anche altre finestre da cui sarebbe partito lo sparo, soprattutto quella del bagno disabili di Statistica
3) la faccenda della [CENSORED] ritrovata nel tubo di un bagno, mai messa in correlazione col delitto e mai analizzata a fondo perché manomessa da chi l'aveva ritrovata ma compatibile con una possibile arma del delitto
4) il fatto che l'arma del delitto non è mai stata ritrovata e non mi risulta neanche che qualcuno abbia chiesto a Scattone o a Ferraro dove fosse finita
5) i tabulati della Telecom relativi alle chiamate fatte dalla Lipari dall'Aula 6 che vanno a sbugiardare i tabulati universitari che indicavano, per uno strano meccanismo, solo l'orario di chiusura della telefonata e non quello di inizio telefonata. Quindi la Lipari non può essere uscita dalla stanza come dice, non può ricordarsi la stanza vuota durante la seconda chiamata e la scena che lei ricorda della Alletto e Liparota al fax non può essere accaduta nei minuti in cui lei ha dichiarato, perché fra l'una e l'altra telefonata erano passati in realtà solo pochi secondi e non 4 minuti come si credeva all'inizio
6) La Lipari per telefonare inoltre doveva dare le spalle alla stanza e pertanto anche alla famosa finestra
7) la porta dell'aula 6 rumorosissima, per cui chiunque poteva accorgersi di chi entrava e in una situazione del genere di certo non poteva restare indifferente
8 ) la via di fuga dal bagno di Statistica era sicuramente la via più sicura perché dopo pochi passi si esce direttamente in strada
9) per sparare dall'aula 6 bisogna sporgersi molto oltre il davanzale e oltre il condizionatore d'aria, col rischio che chiunque attorno possa vedere
10) nessuno ha visto Ferraro fra una settantina di persone che si trovavano quel giorno in Istituto e il venerdì era il giorno in cui Ferraro non si recava mai all'Università
11) il bossolo se si fosse sparato dall'Aula 6 sarebbe finito nel vialetto sottostante ma non è stato trovato
12) a differenza della Alletto, che per tutte le sue deposizioni tranne l'ultima del 14 giugno in cui ritratta, Liparota ha sempre detto che in quell'Aula 6 c'è stato quel giorno ma non a quell'ora, ricorda di aver visto Scattone quella mattina ma non di aver visto Ferraro. Poi subisce chiaramente anche lui delle pressioni durante gli interrogatori, finendo comunque per ritrattare e dire che lui non ha assistito al fatto
13) Ferraro per salvarsi la pelle avrebbe potuto benissimo dire: "Sì, è vero io c'ero e Scattone ha sparato", ma non lo ha fatto. Non aveva nulla da perderci eppure non lo ha fatto, semplicemente perché, secondo me, lui in quell'aula non c'era quel giorno
14) ci sono delle incongruenze anche nelle tempistiche di come è avvenuto l'omicidio nel racconto della Alletto
15) la Alletto afferma che è calato il gelo e tutti hanno continuato a fare come se lei non ci fosse, ignorandola... comportamento a mio parere assurdo e assolutamente poco credibile. Lei inoltre ha continuato la sua giornata lavorativa come se nulla fosse successo e come se non avesse visto nulla. Assurdo anche questo.
16) come è possibile che Jolanda sapendo fin dall'inizio che è stato uno sparo si dilunghi con la Olzai su un possibile malore di Marta? (cosa tra l'altro non confermata, o almeno mi sembra, da Jolanda)
17) le famose lezioni sul delitto perfetto erano in realtà lezioni di logica giuridica, relative alla logica Aristotelica riguardo al procedimento induttivo. Si diceva che per esserci un omicidio è necessario che vi sia movente, arma e luogo. Come corollario ne discendeva che se non c'erano questi elementi allora Tizio non era l'omicida. Era un esempio come un altro di ragionamento logico.
18 ) le deposizioni della Lipari pure contengono delle incongruenze soprattutto quando parla di aver sentito il tonfo ma stava in movimento nel corridoio e quando le chiedono se si ricorda in che posizione stava il prof. Simari quando lei stava facendo la telefonata a una collega, prima delle famose telefonate dell'Aula 6. Lei dice in maniera molto precisa che Simari era seduto dietro, sulla scrivania che è parallela alla porta alle spalle del telefono. Peccato che è stato provato che Simari quel giorno non era in Università. Però lei è sicurissima a distanza di 3 mesi di aver visto Ferraro e Scattone nell'aula 6.
19) il nastro dell'interrogatorio della Alletto è stato "smarrito" e ritrovato con dei tagli ma alla cosa non è stata data peso
20) la Alletto giura sulla testa dei suoi figli di non aver visto niente
21) quando venne accusato dell'omicidio il bibliotecario Zingale che la Alletto conosceva le chiesero perché, sapendo lei già tutto della dinamica, non si è fatta avanti per scagionarlo. La risposta è stata: mica è mio parente, che motivo avevo... Come per dire: io agisco nei miei interessi, che mi frega del resto, se salvo un innocente o ne faccio condannare un altro. Traete voi le conclusioni
22) durante il processo la Alletto ha detto che le erano stati suggeriti "anche" i nomi
23) la Alletto ha avuto molte incertezze anche nel definire la posizione fisica di Scattone nell'aula e la sua testimonianza è piena di "non so", "non ricordo"
24) dopo i confronti con Ferraro e Scattone la Alletto si rifiuta di fare altri confronti con i suoi ex colleghi e soprattutto con la Urilli che l'aveva sbugiardata

Resto del parere che si tratta di un caso di ingiustizia clamorosa.


L'ultima modifica di dormotroppo il Gio Mag 18, 2017 8:51 am, modificato 2 volte
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Diadema



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MessaggioInviato: Mer Mag 17, 2017 8:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

dormotroppo ha scritto:


Resto del parere che si tratta di un caso di ingiustizia clamorosa.


In questo caso siamo perfettamente d'accordo salvo il fatto che il libro l'ha scritto Vittorio Pezzuto Wink
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