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Roberto Succo (Il mostro di Mestre)
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Inviato: Ven Ago 18, 2017 6:41 am    Oggetto: Ads

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WorK



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Messaggi: 76

MessaggioInviato: Gio Gen 28, 2010 3:10 pm    Oggetto: Roberto Succo (Il mostro di Mestre) Rispondi citando


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Roberto Succo nasce a Mestre nel 1962. Intelligente, dal fisico prestante e con gli occhi cerulei, dietro a questo ragazzo apparentemente normale, si nasconde il mostro di Mestre.
A soli diciannove anni, il 12 aprile 1981, Roberto uccide i propri genitori: il padre Nazario di cinquantatre anni, poliziotto (al quale ruba la [CENSORED] di ordinanza), viene strangolato, mentre la madre Maria, quaranta anni casalinga, viene accoltellata. I corpi esanime vengono lasciati nella vasca da bagno.
Le indagini portano subito al figlio Roberto, che però nel frattempo è scomparso da casa.
Passano solo 2 giorni prima del suo arresto, avvenuto dopo una colluttazione con un sottufficiale che lo aveva riconosciuto. Alla polizia, Succo si giustificò dicendo: "la mamma mi aveva escluso, a scuola andavo male, mio padre non voleva prestarmi l'auto!"
Roberto viene cosi dichiarato schizofrenico e totalmente infermo di mente dal tribunale di Venezia l'8 ottobre 1981.
Internato in un ospedale psichiatrico, dove avrebbe dovuto restare in osservazione per dieci anni, nel 1986 fugge durante un permesso per frequentare l'università e si rifugia in Francia.
Nel paese transalpino, Succo miete diverse vittime e allaccia una morbosa relazione con una ragazza sedicenne, che finirà comunque per lasciarlo dopo l'ennesima lite, esasperata dai comportamenti violenti del ragazzo (anche sotto il profilo sessuale).
Tra le vittime francesi di Succo, troviamo un brigadiere svizzero, Andrè Castillo, freddato nell'aprile del 1987, un medico, un ispettore di polizia e, sempre nello stesso anno, due diciassettenni, violentate e ammazzate a colpi di pistola.
Rientrato in Italia, Succo viene catturato vicino a Treviso, il 28 febbraio 1988.
"Sono un killer" – disse – "di mestiere ammazzo la gente!". Durante l'interrogatorio, confessa anche che prima di sparare alle sue vittime, gli urlava "je te tue" (ti uccido).
Già al primo giorno di detenzione, Succo tenta di evadere, improvvisando una conferenza stampa sul tetto del carcere di Treviso. Rimasto ferito (quattro costole rotte), viene trasferito a Vicenza, dove, nella notte tra il 22 e 23 maggio 1988, muore suicida nella cella di isolamento, soffocato da un sacchetto di plastica e una bomboletta di gas.
Prima di morire Succo fu nuovamente sottoposto a perizie psichiatriche, che lo confermarono totalmente incapace di intendere e di volere, affetto da schizofrenia paranoie e idee di superiorità.
Con il suo suicidio, è svanita la vita di un ragazzo apparentemente normale, ma che era invece uno dei più spietati serial killer italiani, tanto da ispirare un film candidato al festival di Cannes, intitolato appunto "Roberto Succo".

Sara Di Marzio Novembre 2006

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(Charles Baudelaire)
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dan880



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MessaggioInviato: Gio Gen 28, 2010 6:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

c'è un film francese che è stato dedicato a questo caso. ce l'ho ma ancora non l'ho visto. non appena avrò assistito alla ricostruzione cinematografia di questa storia esprimerò un mio parere dettagliato.


L'ultima modifica di dan880 il Mer Apr 07, 2010 10:25 pm, modificato 1 volta
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WorK



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MessaggioInviato: Ven Gen 29, 2010 12:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

io l'ho visto non è male .... un pò angosciante. più che essere un bel film diciamo che ricostruisce bene la follia e l'angoscia del personaggio.

se qualcuno vuole saperne di più sul film:

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dan880



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MessaggioInviato: Ven Gen 29, 2010 8:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

WorK ha scritto:
ricostruisce bene la follia e l'angoscia del personaggio.


mi sembra necessario Smile .
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o-ren



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MessaggioInviato: Mar Apr 06, 2010 7:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

In realtà il film non è italiano, ma francese.
In francia la storia di Roberto Succo è molto nota a differenza dell'Italia.

Il film prende ispirazione da un libro di una giornalista, Pascale Froment , che illustra con dovizia di particolari l'epopea di Succo.

Il libro è purtroppo fuori produzione, quindi se lo si vuole leggere è meglio cercarlo in qualche grossa biblioteca. Inoltre, come spesso avviene, il libro è assolutamente superiore al film.

Sono appassionata della storia di Roberto alias Andre, alias Pol alias Kurt...
Ha molto da insegnare a chi si interessa di serial killer
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dan880



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MessaggioInviato: Mer Apr 07, 2010 10:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

grazie per l'informazione sul libro o-ren.
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o-ren



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MessaggioInviato: Mer Apr 07, 2010 11:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

grazie a te dan880.

E scusa per la prima parte del mio intervento. Mi sono accorta troppo tardi che è stata pleonastica Wink

Sono curiosa di conoscere il tuo parere dettagliato sulla questione Smile
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Ale



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MessaggioInviato: Gio Apr 08, 2010 2:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

oltre al libro, vi linko una puntata della linea d'ombra che ripercorre tutta la storia di succo

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i video sono già in playlist (si caricano in ordine da soli), se avete un pò di tempo guardatela perchè merita Wink
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o-ren



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MessaggioInviato: Gio Apr 08, 2010 5:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

si, è vero le puntate di linea d'ombra dedicate al caso Succo sono molto puntuali nel descrivere la vicenda.

Soprattutto sono riportati parte dei colloqui che Roberto ebbe con gli psichiatri chiamati a valutare il suo comportamento. Questo apre una finestra, seppur piccola, sulla mente del ragazzo a cui fu si diagnosticata una forma severa di schizofrenia paranoide, ma che a mio parere rappresenta una eccezionalità anche all'interno della sua stessa diagnosi.

Il sua assetto psicologico è un mistero.
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dan880



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MessaggioInviato: Gio Apr 08, 2010 9:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

o-ren ha scritto:

Sono curiosa di conoscere il tuo parere dettagliato sulla questione Smile


ti risponderò al più presto possibile Smile .
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dan880



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MessaggioInviato: Mer Apr 28, 2010 9:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

ciao o-ren, adesso che ho visto il film posso risponderti Smile : penso che il regista e il protagonista principale hanno cercato di ricostruire in maniera abbastanza realista e precisa la storia di roberto succo (l'uno) e il suo inquietante profilo psichico (l'altro).

penso che più che un serial-killer vero e proprio (gli assassini che seguono un "piano" e agiscono in maniera lucida e autocontrollata, seguendo ritualtà perenni e a scadenze altrettanto ripetitive e precise, più o meno negli stessi luoghi), succo è stato uno schizofrenico senza controllo, capace di lasciare vittime in qualunque circostanza e in qualunque luogo.

se i dialoghi del film (nella parte dell'arresto e della detenzione) corrispondono a quello che era il suo vero modo di esprimersi, sicuramente era un soggetto che sragionava completamente e che diceva cose del tutto senza senso.

mi auguro di poter vedere prima o poi anche un documentario sulla sua storia. in modo tale da poter conoscere dettagli ancora più precisi ed esatti del film.
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o-ren



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MessaggioInviato: Sab Mag 01, 2010 4:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Dan Smile
Quello che trovo più affascinante della storia di Roberto Succo è la combinazione tra tratti francamente schizofrenici che lo motivavano ad uccidere e tratti che a me sembrano più tipici del disturbo antisociale di personalità.

Durante la sua infanzia Roberto si divertiva a sezionare e torturare piccoli animali e ad appiccare fuochi ( come sappiamo violenza su animali, enuresi e piromania sono una triade nell'infanzia che suggerisce un possibile futuro da psicopatico). Roberto scappa dal manicomio criminale dopo 5 anni di reclusione, va in Francia senza sapere una parola della lingua e delle abitudini del paese e sopravvive uccidendo per anni e vivendo di alias.

Ci tengo a sottolineare che per un ragazzo di provincia la cui ultima esperienza di vita "normale" risale all'ultimo anno delle superiori per lo più schizofrenico un'impresa del genere ha dell'incredibile. Inoltre nel primo anno di permanenza nel manicomio criminale ( a 19 anni) Roberto viene convinto a sostenere gli esami di maturità. che supera con il voto politico di 36/60, il minimo, nonostanta faccia il compito di matematica migliore della scuola e sostenga degli ottimi orali. Questo studiando tutto solo nella sua cella. Dei tratti del genere farebbero senz'altro pensare molto di più ad uno psicopatico che non ad uno schizofrenico.

Per ragioni professionali ho avuto il privilegio di osservare il comportamento di molti soggetti schizofrenici, e ti posso assicurare che il più delle volte il comportamento non finalistico e la loro personalità scissa impedisce a questi soggetti di portare a termine compiti e obiettivi a lungo termine, cosa che invece non si rileva in Succo.

Certo, la sua visione del mondo, le motivazioni che lo portavano ad uccidere, il dialogo interno costante che animava il suo mondo interiore fanno assolutamente pensare ad una concezione di tipo paranoide del mondo stesso.

Roberto pensava di dover costantemente combattere contro le "forze esterne" cioè il mondo esterno che gli impediva di portare a termine i suoi obiettivi contrapponendo le "forze interne", ossia la sua volontà e i suoi intenti, e se questo voleva dire uccidere la cosa non rappresentava un problema.
Egli si sentiva chiamato a rispondere a degli "ordini interni" e non poteva rifiutarsi di farlo, pena l'essere "lasciato solo", il sentirsi abbandonato da una parte di se stesso, la parte che prendeva il controllo della situazione quando Roberto si sentiva imprigionato dalle "forze esterne".
Il fatto che dovesse rendere conto a voci interne è un tipico tratto schizofrenico, è un meccanismo simile a quello del "figlio di Sam", solo per citare il primo esempio che mi viene in mente.

Ma la sua astuzia ed intelligenza il suo essere così camaleontico , la sua totale mancanza di empatia , il suo mimare il comportamento della gente normale fanno veramente pensare ad una forma di psicopatia.

Ciò che stupisce ancora di più è il fatto che egli sia riuscito a coltivare un rapporto di una certa costanza ed intensità affettiva con una ragazza. Insolito per uno schizofrenico, non tanto per uno psicopatico ( per esempio Kuklinski "teneva famiglia" e aveva comportamenti affettuosi nei confronti dei figli ).
Però, al contrario di quanto avrebbe fatto uno psicopatico ad un certo punto Roberto dice la verità alla sua ragazza, si rivela. Le racconta di essere italiano, di essere evaso da un manicomio criminale e di aver ucciso i suoi genitori.

Sarà questa rivelazione che permetterà il suo riconoscimento e sarà determinante nella sua cattura.

Spero di aver dato un'idea della complessità della sua psiche. Assolutamente sorprendente dal mio punto di vista.
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o-ren



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MessaggioInviato: Sab Mag 01, 2010 5:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Piccola nota:
Nel filma la colonna sonora è di Marianne faithfull e gira intorno ad una canzone che si intitola "Sleep" e che trovo assolutamente adeguata.
La canzono è lenta, ipnotica, onirica. Ecco il testo:

It is safe to sleep alone
In a place no one knows
And to seek life under stones
In a place water flows.

It is best to find in sleep
The missing pieces that you lost
Best that you refuse to weep
Ash to ash, dust to dust.

It is strange to sleep alone
In a place no one knows
Strange to shelter under stones
In a place water flows.

It is safe to walk with me
Where you can read the sky and stars,
Safe to walk upon the sea
In my sleep we can go far.

It is safe to sleep alone
In a place no one knows
And to shelter under stones
In a place water flows.

It is strange to sleep alone
In a place no one goes,
Strange to seek life under stones.
In my sleep no one knows.


Roberto ha dormito per anni in case abbandonate, si è riposato in giacigli in campagna, all'aperto.Il manicomio criminale e il dormire all'aria aperta avevano fatto si che Roberto non soffrisse mai il freddo.

Fin dalle superiori amava stare all'aria aperta, a contatto con la natura. Era come se in questo modo trovasse armonia con la sua parte selvaggia e potesse "ricongiungere i pezzi mancanti" come dice la canzone. E come direbbe un libro di psichiatria. La parola "schizofrenia " deriva dal greco σχίζω (schizo, divido) e φρενός (phrenos, cervello), 'mente divisa'. L'eterno problema dello schizofrenico è infatti mettere insieme le parti della personalità che sono come divise e di capire i confini che ci sono tra se stesso e l'esterno.

Se tutti i pensieri della nostra mente ci apparissero come realtà e non riuscissimo a comprendere che sono i nostri pensieri il mondo apparirebbe un posto veramente minaccioso e perverso.
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dan880



Registrato: 22/02/09 21:18
Messaggi: 4546

MessaggioInviato: Sab Mag 01, 2010 10:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

ti ringrazio pr le tue spiegazioni e i tuoi contributi nuovi sul caso, o-ren. a presto Smile .
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LeMeuse



Registrato: 18/10/15 18:25
Messaggi: 464

MessaggioInviato: Mar Ott 20, 2015 10:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

chi è interessato e capisce il francese può vedere anche questo ...non è simile a linea d'ombra ma è una cronologia degli avvenimenti
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