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Jack Lo Squartatore
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Inviato: Dom Lug 23, 2017 12:48 pm    Oggetto: Ads

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Ale



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MessaggioInviato: Ven Mar 19, 2010 5:06 pm    Oggetto: Jack Lo Squartatore Rispondi citando


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Jack lo squartatore (Jack the ripper in inglese) è lo pseudonimo dato ad un serial killer che ha agito a Londra, nel quartiere degradato di Whitechapel e nei distretti adiacenti, nell'autunno del 1888. Il nome è tratto da una lettera, pubblicata al tempo delle uccisioni, destinata alla Central News Agency e scritta da qualcuno che dichiarava di essere l'assassino. Durante la sua attività criminale, sono state attribuite a Jack lo squartatore cinque vittime, ma è possibile che abbia ucciso anche altre persone. Il primo delitto ha dato modo di conoscere, oltre all'abilità del killer, anche il suo modus operandi e la tipologia delle sue vittime, soltanto prostitute sventrate e sgozzate.

Le cinque vittime canoniche

Mary Ann Nichols, prostituta di 45 anni, fu la prima vittima accertata. Il suo corpo viene ritrovato il 31 agosto 1888, alle 4 del mattino, in Buck's Row, di fronte uno dei tanti mattatoi del quartiere. La vittima presentava la gola tagliata fin quasi alla decapitazione (il taglio intaccava le vertebre del collo) e tagli sul ventre dai quali fuoriusciva l'intestino. Gli organi genitali presentavano gravissime ferite da taglio, probabilmente inferte di punta. L'autopsia, studiando il taglio alla gola, rivelò che l'assassino era mancino, fatto che poi verrà smentito da tutti i criminologi che hanno studiato il caso. I giornali dell'epoca, che riportavano ogni giorno articoli relativi a donne accoltellate, bruciate vive, sfregiate e mutilate, diedero enorme rilievo al caso definendolo "strano" rispetto ad uno dei tanti che costellarono l'"Autunno di terrore".
Annie Chapman, 48 anni, prostituta, è la seconda vittima ufficiale di Jack lo squartatore. Fu ritrovata uccisa l'8 settembre 1888, nel cortile del numero 29 di Hanbury Street, a Whitechapel, da un fattorino. Il suo corpo giaceva steso in aria tra la porta e la palizzata, uno spazio di circa ottanta centimetri. La gola era squarciata e la testa era di poco attaccata al busto. Il ventre era aperto; gli intestini erano appoggiati sulla spalla destra della vittima, mentre la [CENSORED] , l'utero e due terzi della vescica erano stati asportati. Ai piedi della vittima erano stati rinvenute alcune monete e un pezzo di busta insanguinata riportante la data del 20 agosto. Questo caso presenta anche un testimone, un inquilino della casa a fianco, oltre la palizzata, che afferma di aver sentito un grido di donna: "No!", ma che non aveva avuto il coraggio di sporgere la testa e guardare. Il giorno dopo, una bambina riferisce alla polizia di aver visto, a qualche casa dal luogo del delitto, in un cortile, una striscia di sangue; gli investigatori affermano che probabilmente era la traccia lasciata dal killer, poiché era solito portare con sé un macabro trofeo asportato alla vittima e che con molta probabilità quel sangue era quello che colava dagli organi portati via dall'assassino. Oltre a presentare l'indizio della striscia di sangue che non verrà studiato né approfondito, neanche successivamente, questo omicidio porta al primo arresto effettuato dalla polizia. John Pizer, un macellaio ebreo del quartiere, viene accusato dell'omicidio grazie ad un grembiule di cuoio trovato nei pressi del luogo del delitto. Il giorno dopo però si scoprirà che "Leather Apron" (letteralmente "grembiule di cuoio"), come verrà chiamato l'accusato fino al momento del suo riconoscimento, non c'entra nulla col delitto: il grembiule apparteneva ad un inquilino del palazzo in cui è stato consumato l'omicidio, che era stato lavato e appeso ad asciugare. Pizer, tuttavia, viene trattenuto in cella ancora per un altro giorno a causa della folla inferocita che voleva linciarlo. Fino a quel momento quindi l'assassino era ancora sconosciuto e la polizia non aveva neanche il sospetto di chi potesse essere. Si supponeva solo che fosse un pazzo fanatico o un maniaco sessuale con alcune conoscenze di anatomia. L'unico indizio che sembrava legare gli uomini che alcuni testimoni hanno visto insieme alle vittime era una valigetta nera e un cappello "alla Sherlock Holmes". Da questo delitto fino al successivo passarono ventidue giorni.
Elizabeth Stride viene trovata in Berner Street, presso il cortile di un circolo di ebrei e tedeschi, da un cocchiere. La vittima presenta solo un profondo taglio alla gola, dalla quale, afferma il cocchiere, usciva ancora del sangue. Ciò porta alla conclusione che il cocchiere deve aver disturbato il lavoro dello Squartatore, che quindi non ha avuto modo di infierire sulla donna. Ciò è suffragato dal ritrovamento della seconda vittima, Catherine Eddowes, in Mitre Square; la donna era stata sottoposta ad un vero e proprio martirio, cosa che confermerebbe il "cambio di programma" dell'assassino che, non riuscendo ad accanirsi sulla Stride, ha cercato un'altra prostituta su cui infierire.
Catherine Eddowes giaceva a Mitre Square, in un lago di sangue, a pancia in su, come tutte le altre vittime. La faccia era sfregiata: naso e lobo dell'orecchio sinistro erano tagliati, così come la palpebra dell'occhio destro, solcata da profondi tagli. Il volto era sfigurato con un taglio a "V" sulla parte destra e con numerosi tagli sulle labbra tali da mostrare le gengive. Il corpo era sventrato con un taglio dall'inguine alla gola; lo stomaco e gli intestini erano stati estratti e appoggiati sulla spalla destra della donna, il fegato appariva tagliuzzato, il rene sinistro e gli organi genitali erano stati portati via. Per finire, la vittima era stata come al solito sgozzata con un taglio fin quasi alla decapitazione.
Mary Jane Kelly è l'ultima vittima canonica attribuita a Jack lo squartatore. L'omicidio di Mary Kelly è considerato il più orribile di tutti quelli attribuiti al serial killer. Il suo corpo viene scoperto l'8 novembre 1888, poco dopo le 10:45. Il corpo, o quello che ne rimaneva, giaceva sul letto della camera dove la donna viveva, al numero 13 di Miller's Court, vicino a Spitalfields. La gola era squarciata, il viso severamente mutilato e irriconoscibile, il petto e l'addome aperti, molti organi interni erano stati rimossi, il fegato giaceva tra le gambe e l'intestino arrotolato presso le mani, era stata asportata la carne che ricopriva gli arti. Il cuore non venne trovato e si crede possa essere stato bruciato nel camino o persino cotto e mangiato. I vicini dissero di aver sentito un urlo solitario intorno alle 4 del mattino e a quest'ora viene fatta risalire la morte.

Altre possibili vittime

Emma Elizabeth Smith, una vedova di 45 anni, venne aggredita in Osborne Street, brutalmente percossa e stuprata con uno strumento non affilato, che provocò la rottura del perineo nelle prime ore della mattina del 3 aprile 1888. Tornata alla locanda in cui risiedeva, lamentò forti dolori al basso ventre e, nonostante il ricovero al London Hospital, morì per le gravi lesioni interne riportate. Per quanto il periodo e la tipologia della vittima (Emma era una prostituta) coincidano con i delitti dell'assassino, la testimonianza della vittima stessa indica un'aggressione da parte di tre individui e la morte fu causata da peritonite. Per questi motivi, la maggior parte degli autori propende per escluderla dal numero delle vittime di Jack lo squartatore.
Martha Tabram, una prostituta di 39 anni, venne ritrovata uccisa il 6 agosto 1888, alle 4.45 del mattino, sulle scale di una palazzina in George Yard (attualmente Gunthorpe Street). Il corpo della vittima presentava un gran numero di ferite da taglio nella porzione inferiore del corpo. Il coroner ha parlato di non meno di 39 lesioni, anche se su alcuni giornali del periodo si parla di 20. L'esame post-mortem rivelerà che sono state usate due differenti tipi di lama per infliggere le ferite. Il 9 agosto 1888, tre giorni dopo il delitto, una prostituta di nome Mary Ann Connelly, ma conosciuta come Pearly Poll, si presentò alla polizia e disse che, la notte dell'omicidio, era stata in compagnia della vittima e di due soldati del reggimento Coldstream Guards. Nonostante un tentativo di confronto con tutti gli appartenenti al reggimento che non fossero di servizio la notte del 6 agosto, Pearly Poll non fu in grado di identificare con certezza i due uomini e la pista si perse nel nulla. Data la ferocia dell'attacco e la tipologia della vittima, molti studiosi del caso tendono ora a indicare Martha Tabram come una possibile vittima.
jack lo squartatoreAlice McKenzie fu ritrovata uccisa la notte del 17 luglio 1889 dall'agente Joseph Allen. Di ronda nell'area di Whitechapel High Street, l'agente si era fermato per qualche minuto sotto un lampione in Castle Alley per un veloce spuntino. Il vicolo, al momento, le 00.15 del mattino, era deserto. La sua ronda lo riportò nello stesso punto circa 35 minuti dopo, alle 00.50. Immediatamente vide, a pochi passi dal lampione sotto il quale aveva sostato poco prima, il corpo di una prostituta quarantenne, la cui gola era stata recisa con due tagli da sinistra a destra, anche se l'opinione del medico legale era che si trattasse di pugnalate più che di tagli netti, in maniera piuttosto simile ai delitti delle cinque vittime "canoniche". Inoltre, l'addome della vittima aveva subito delle mutilazioni, anche se in misura molto minore rispetto ai casi attribuiti a Jack lo squartatore. Sul caso di Alice McKenzie i pareri, tanto degli investigatori vittoriani quanto degli autori moderni, sono discordi.
Frances Coles fu ritrovata uccisa alle 2.15 del mattino del 13 febbraio 1891 dall'agente Ernest Thompson. Di ronda lungo Chamber Street, udì un rumore frettoloso di passi davanti a lui e vide la figura indistinta di un uomo che si allontanava in direzione di Mansell Street. Pochi istanti dopo, in un buio passaggio che collegava Chamber Street con Royal Mint Street, conosciuto all'epoca come Swallow Gardens, trovò il corpo di una prostituta di 26 anni, dalla cui gola squarciata fuoriusciva ancora il sangue. Chinandosi su di lei, l'agente le vide aprire e chiudere un occhio; trovandosi di fronte ad una vittima ancora in vita, Thompson non poté inseguire l'uomo che aveva intravisto allontanarsi frettolosamente e si limitò a chiamare aiuto con il fischietto in dotazione. Frances Coles morì poco dopo sul lastricato di Swallow Gardens. L'esame post-mortem rivelò che la gola era interessata da tre lacerazioni, la prima da sinistra a destra, la seconda da destra a sinistra, l'ultima nuovamente da sinistra verso destra. Delle ferite sulla parte posteriore del cranio suggerivano che la vittima fosse stata scaraventata a terra prima di essere uccisa. Non vi era traccia di mutilazioni post-mortem. In un primo momento, la polizia sospettò di Tom Sadler, il convivente della donna, che si rivelò in seguito estraneo ai fatti. Sul caso di Frances Coles i pareri, tanto degli investigatori vittoriani quanto degli autori moderni, sono discordi. Il tipo di ferita alla gola certo ricorda l'opera di Jack lo squartatore, mentre l'assenza di mutilazioni addominali potrebbe essere imputata all'arrivo dell'agente Thompson, che avrebbe messo in fuga l'assassino, come si pensa possa essere avvenuto nel caso di Elizabeth Stride, nel 1888.
Una sconosciuta fu trovata assassinata il 26 dicembre 1887 vicino le vie Osborne e Wentworth.
Maria Turner fu ritrovata accoltellata il 7 agosto 1888. Il cadavere, trovato sul largo di una scala di un gruppo di case operaie in commercial-street, presentava 39 ferite.

Sospetti

Uno dei più importanti documenti dell'epoca ai quali è possibile attingere per identificare alcuni dei sospetti di Scotland Yard è un memorandum scritto nel 1894 da Sir Melville Macnaghten, che nel 1888 era a capo della Polizia Metropolitana londinese. In esso Macnaghten indica tre persone investigate per i delitti di Whitechapel: Montague John Druitt, Aaron Kosminski e Michael Ostrog.
Montague John Druitt, nato il 15 agosto 1857, morto nel dicembre 1888, figlio di un noto medico londinese, era un giovane avvocato di buona famiglia che si era dedicato all'insegnamento. Il suo corpo fu ritrovato nel Tamigi il 31 dicembre 1888 e l'esame post-mortem stabilì che rimase in acqua per circa un mese. Nelle sue tasche furono ritrovate quattro pesanti pietre, il che sembra indicare un suicidio, ed un biglietto ferroviario datato 1 dicembre, il che indica che la morte fu posteriore a quella data. La coincidenza temporale tra la morte di Druitt e la fine dei delitti, considerando l'omicidio di Mary Jane Kelly come l'ultimo dei delitti di Whitechapel, oltre a delle non meglio specificate "confidenze personali", fecero di Montague John Druitt il primo dei sospetti di Macnaghten. Gli studiosi moderni tendono invece a considerarlo estraneo ai fatti.
Aaron Kosminski, ebreo polacco di professione parrucchiere, fu il principale sospettato di Sir Robert Anderson, capo della Divisione di Investigazione Criminale della Polizia Metropolitana di Londra. Due suoi domicili conosciuti, Sion Square e Greenfiel Street, sono posti all'incirca al centro dell'area dei delitti. Kosminski era affetto da turbe mentali, probabilmente una forma di schizofrenia, e Macnaghten riporta che provava "un profondo odio nei confronti delle donne e forti tendenze omicide"; Macnaghten inoltre imputa la follia di Kosminski a "molti anni trascorsi indulgendo in pratiche solitarie", ovvero alla masturbazione compulsiva che, a quanto pare, fece davvero parte della storia clinica del sospetto. Nel 1891 Kosminski fu ricoverato nel manicomio di Colney Hatch, dove rimase all'incirca per tre anni, anche se Macnaghten riporta erroneamente che vi morì pochi mesi dopo il ricovero, e dove alcuni sintomi della sua follia furono osservati e riportati; Kosminski soffriva di allucinazioni uditive, si rifiutava di ricevere cibo dagli altri e di lavarsi. Nei rapporti clinici sopravvissuti fino ad oggi non sono segnalati episodi di particolare violenza; viceversa il paziente per la maggior parte del tempo viene indicato come apatico e passivo. L'ultimo rapporto su Kosminski a Colney Hatch lo descrive come "incoerente, ma tranquillo e in buona salute". Kosminski trascorse gli ultimi 25 anni della sua vita nel manicomio di Leavesden, dove fu ricoverato il 19 aprile 1894.
Michael Ostrog, indicato da Macnaghten come "un folle medico russo, galeotto e indiscutibilmente un maniaco omicida", ha una ricca storia criminale alle spalle. Fu arrestato svariate volte per furto e truffa e possedeva un gran numero di false identità, nella maggior parte delle quali si faceva passare per un nobiluomo o per un dottore originario dell'Est Europa. Nonostante ciò, non si ha notizia di casi di violenza che lo coinvolgano, se si esclude un singolo caso: minacciò con una [CENSORED] un agente che lo stava arrestando e fu da questi facilmente disarmato e condotto in carcere. Ostrog fu sospettato principalmente per due motivi: aveva ripetutamente impersonato un medico (gli investigatori cercavano un omicida con un certo grado di preparazione anatomica) ed era stato rilasciato da un manicomio circa sei mesi prima dei delitti "canonici" di Whitechapel. Recenti studi da parte di Philip Sugden, autore di uno dei testi più autorevoli sul caso, indicano con certezza che Ostrog nell'autunno del 1888, quando i delitti "canonici" vennero perpetrati, era in prigione in Francia.
George Chapman nacque con il nome di Severin Klosowski nel villaggio di Nagornak, in Polonia, nel 1865; dal 1880 al 1885 fu apprendista di un chirurgo e fu solo nel 1887 (o forse nei primi mesi del 1888) che emigrò a Londra, dove cambiò il proprio nome in George Chapman. Nel 1902 fu accusato di omicidio nei confronti di sua moglie Maud e, dopo l'esumazione dei corpi delle due mogli precedenti, anche del loro omicidio per avvelenamento tramite l'uso di antimonio. Si scoprì anche che i tre matrimoni erano stati dei falsi e nessuna delle tre donne era veramente sposata con Chapman. Le tre vittime di Chapman furono Mary Spink (25 dicembre 1879), Elizabeth "Bessie" Taylor (14 febbraio 1901) e Maud Marsh (22 ottobre 1902). Dopo la sua impiccagione, avvenuta il 7 aprile 1903, il Capo Ispettore George Francis Abberline, che fu protagonistra di molte delle indagini sui casi di Whitechapel, espresse la convinzione che finalmente Jack lo squartatore fosse stato preso e punito per i suoi crimini. Nel 1888 George Chapman era residente in George Yard, Whitechapel. Uno degli argomenti principali che i detrattori della teoria di Abberline utilizzano per confutarla è che Chapman commise i suoi omicidi in maniera "incruenta", tramite l'utilizzo di un veleno. Chapman era solito picchiare violentemente tutte e tre le donne ed anche la sua unica vera moglie, Lucy Klosowski. Quest'ultima raccontò un episodio rivelatore del carattere spietato di Chapman: dopo la morte per polmonite del figlio, la coppia emigrò, nella prima metà del 1891 a New York; Lucy tornò a Londra, sola e terrorizzata, nel febbraio 1892. Il motivo del precipitoso rientro fu, a quanto riporta Lucy stessa, un litigio con Chapman, il quale le premette con forza il viso su un cuscino. L'ingresso nel loro negozio di un cliente interruppe l'aggressione, ma la moglie, con orrore, scoprì che da sotto al cuscino sporgeva un affilato coltello; lo stesso Chapman, in seguito, le disse che aveva l'intenzione di decapitarla con quello stesso coltello e le indicò perfino il punto del pavimento sotto al quale l'avrebbe sepolta. All'obiezione della moglie che i vicini avrebbero sospettato, Chapman, con calma, rispose che avrebbe semplicemente detto che era tornata a Londra. Cosa che la donna fece immediatamente dopo, salvandosi così probabilmente la vita. Non vi sono quindi prove dirette della colpevolezza di Chapman.

Lettere di Jack lo squartatore

Le cosiddette lettere di Jack lo squartatore sono tre presunti messaggi del famoso serial killer noto come "Jack lo squartatore", autore di delitti efferati nella Londra della fine del 1888. Egli stesso si firmò in questo modo nella prima delle lettere in questione. Uno degli aspetti più sconvolgenti della vicenda e che impressionò fortemente l'opinione pubblica dell'epoca fu il carattere di aperta sfida dell'assassino alla polizia, incapace di identificarlo e fermarlo. Ciò è documentato da almeno tre lettere che si attribuiscono generalmente a Jack, anche se la polizia ricevette molte altre lettere con la sua firma, ma sono senza dubbio dei falsi.

La lettera al direttore
La cosiddetta "Dear Boss" Letter era un messaggio datato 25 settembre 1888, imbucato il 28 settembre e ricevuto quello stesso giorno dalla Central News Agency di Londra, e da questa inoltrato il 29 settembre a Scotland Yard.
Il messaggio, così come le altre lettere attribuite a Jack, contiene errori di ortografia e punteggiatura. Il testo è il seguente:

(EN)
« 25 Sept. 1888.
Dear Boss,
I keep on hearing the police have caught me but they wont fix me just yet. I have laughed when they look so clever and talk about being on the right track. That joke about Leather Apron gave me real fits. I am down on whores and I shant quit ripping them till I do get buckled. Grand work the last job was. I gave the lady no time to squeal. How can they catch me now. I love my work and want to start again. You will soon hear of me with my funny little games. I saved some of the proper red stuff in a ginger beer bottle over the last job to write with but it went thick like glue and I cant use it. Red ink is fit enough I hope ha. ha. The next job I do I shall clip the ladys ears off and send to the police officers just for jolly wouldn't you. Keep this letter back till I do a bit more work, then give it out straight. My knife's so nice and sharp I want to get to work right away if I get a chance. Good Luck.
Yours truly
Jack the Ripper
Dont mind me giving the trade name
PS Wasnt good enough to post this before I got all the red ink off my hands curse it No luck yet. They say I'm a doctor now. ha ha »

(IT)
« 25 Set. 1888.
Caro Direttore,
sento spesso dire che la polizia mi ha catturato, ma non mi fermeranno ancora. Ho riso assai quando si mostrano così abili e dicono di essere sulla pista giusta. Quella barzelletta sul Grembiule di Cuoio mi ha veramente divertito. Mi sono fissato con le prostitute e non smetterò di squartarle finché non sarò preso. L'ultima volta è stato proprio un magnifico lavoro. Non ho dato alla signora neanche il tempo di strillare. Come possono prendermi ora. Amo il mio lavoro e voglio ricominciare di nuovo. Presto sentirete ancora parlare di me e dei miei divertenti giochetti. Ho conservato un po' della sostanza rossa dall'ultimo lavoro in una bottiglia di birra per scrivere, ma è diventata dura come colla e non posso usarla. L'inchiostro rosso va bene lo stesso spero ah. ah. Al prossimo lavoro strapperò le orecchie della signora e le manderò alla polizia, giusto per scherzo, già. Non diffondete questa lettera finché non avrò fatto un altro po' di lavoro, poi pubblicatela. Il mio coltello è così bello e affilato che mi viene voglia di rimettermi al lavoro subito se ne ho la possibilità. Buona fortuna.

Sinceramente vostro
Jack lo Squartatore

Non vi dispiacerà che mi dia un nome d'arte

P.S. Non sono stato abbastanza bravo da spedire questa prima di sporcarmi tutte le mani di inchiostro rosso, maledizione. Non sono fortunato. Adesso dicono che sono un dottore. ah. ah. »

Inizialmente, la lettera venne ritenuta un falso, ma quando fu scoperto il cadavere di Catherine Eddowes, il 30 settembre, con un orecchio strappato, ci si ricordò della promessa contenuta nella lettera. Nel frattempo, era stata ricevuta anche un'altra cartolina.
La cartolina da "Saucy Jack"
Imbucato e ricevuto l'1 ottobre, il messaggio diceva:

(EN)
« I was not codding dear old Boss when I gave you the tip, you'll hear about Saucy Jacky's work tomorrow double event this time number one squealed a bit couldn't finish straight off. Had not got time to get ears off for police thanks for keeping last letter back till I got to work again. -Jack the Ripper »

(IT)
« Non stavo scherzando caro vecchio Direttore quando vi ho dato il suggerimento, sentirete parlare del lavoro del dispettoso Jacky domani doppio evento questa volta numero uno ha strillato un po' non ho potuto finire per bene. Non ho avuto il tempo di strappare le orecchie per la polizia grazie per non aver pubblicato l'ultima lettera finché non fossi tornato al lavoro. -Jack lo Squartatore »

A questo punto, la Metropolitan Police Service distribuì fac-simile della scrittura della prima lettera e dell'ultima cartolina, nella speranza che qualcuno riconoscesse la calligrafia, ma senza risultati. Molti giornali pubblicarono i due testi, integralmente o in parte. In particolare, il secondo messaggio fa esplicito riferimento alla celebre notte del "doppio evento": Elizabeth Stride e Catherine Eddowes, terza e quarta vittima del serial killer, vennero uccise nelle prime ore del 30 settembre 1888 a breve distanza l'una dall'altra, e parte dell'orecchio della Eddowes venne trovato separato dal resto del viso, orrendamente mutilato. Alcuni studiosi hanno argomentato che la cartolina fu spedita prima che la notizia dei due delitti fosse resa pubblica, e quindi che sia improbabile che un falsificatore avesse una conoscenza tanto precisa delle modalità degli omicidi; tuttavia, il timbro postale sulla lettera risale a più di 24 ore dopo il crimine, quando già molti dettagli erano noti ai giornalisti e agli abitanti del quartiere.Questi due messaggi ottennero una notorietà enorme dopo la loro pubblicazione. Il nomignolo che lo stesso autore si era attribuito, "Jack the Ripper", catturò subito l'immaginazione del pubblico. Ben presto, la polizia e i giornali ricevettero centinaia di altre presunte lettere dell'assassino, la maggior parte delle quali copiava alcune frasi e passaggi delle prime due. Dopo la fine degli omicidi, gli ufficiali di polizia affermarono di credere che la Dear Boss letter e la Saucy Jack postcard fossero dei falsi opera di un giornalista locale, e anzi di averlo addirittura identificato. Tuttavia, questi sospetti non vennero adeguatamente pubblicizzati, e l'idea che il killer avesse mandato messaggi di sfida alla polizia divenne uno degli elementi della leggenda del caso di Jack lo squartatore. Gli studiosi moderni non sono concordi nell'affermare quale sia autentica, fra le presunte lettere di Jack (se ve n'è una), ma la lettera indirizzata al "Dear Boss" è una delle tre incluse più di frequente fra quelle che potenzialmente possono essere state scritte realmente dal killer. Molti degli autori delle varie teorie sull'identità di Jack cercano prove a favore confrontando la calligrafia delle lettere con quella dei loro sospetti.

La lettera "dall'inferno"

La più nota e la più inquietante delle lettere firmate da Jack lo squartatore è la terza, che reca la famosa intestazione From Hell, "dall'inferno". Anch'essa, come le altre due, è generalmente considerata autentica. È da notare come l'autore abbia scelto qui di non firmarsi con lo pseudonimo che lo aveva reso celebre, differenziandola così dalla precedenti lettere al "Caro Direttore" o di "Jack il dispettoso", nonché dalle innumerevoli imitazioni. Inoltre, l'ortografia di quest'ultimo messaggio è molto peggiore dei precedenti; molti studiosi ritengono che questo sia stato fatto volontariamente dall'autore. Un dettaglio, quello della parola inglese knife (coltello), che nella lettera è scritta knif, in particolare attira l'attenzione; si sostiene, infatti, che poiché la "k" in questa parola è muta, un uomo realmente di scarsa cultura, tendente a scrivere le parole così come sentiva pronunciarle, avrebbe più probabilmente creduto di dover scrivere nif. Questa sarebbe dunque la prova che l'autore era invece un uomo colto e che gli errori grossolani erano stati fatti deliberatamente. Imbucata il 15 ottobre 1888, la lettera venne ricevuta da George Lusk, allora capo della Commissione di Vigilanza di Whitechapel, il giorno successivo. Un altro dei motivi per cui questa lettera occupa un posto a sé nella serie è che era accompagnata da una piccola scatola contenente la metà di ciò che i medici appurarono essere un rene umano, conservato nell'alcol. Uno dei reni di Catherine Eddowes era stato asportato dall'assassino. I medici dell'epoca non furono concordi nell'affermare che l'organo fosse quello della vittima; ci fu qualcuno che sostenne che poteva essere una burla operata da studenti di medicina che si erano impossessati di un rene per altre vie.
Il testo della lettera è il seguente:

(EN)
« From hell.
Mr Lusk,
Sor
I send you half the Kidne I took from one women prasarved it for you tother piece I fried and ate it was very nise. I may send you the bloody knif that took it out if you only wate a whil longer
signed
Catch me when you can Mishter Lusk »

(IT)
« Dall'inferno.
Mr Lusk,
Signore
vi mando metà del rene che ho preso da una donna l'ho conservato per voi l'altro pezzo l'ho fritto e l'ho mangiato era molto buono. Potrei mandarvi il coltello insanguinato con cui l'ho tolto se solo aspettate ancora un po'
firmato
Prendetemi se ci riuscite Signor Lusk »

Qualche tempo dopo gli omicidi, queste lettere e il pezzo di rene umano sparirono dagli archivi di Scotland Yard, probabilmente sottratte da qualche investigatore e conservate come ricordo. La prima lettera, "Dear Boss", fu rispedita anonimamente alla polizia nel 1988, presumibilmente dai discendenti dell'autore del furto, mentre le altre due sono ancora disperse e ne esistono solo fac-simile e fotografie.

Indagini moderne

Una delle tesi è quella divulgata da Alan Moore in From Hell, ispirata all'opera di Stephen Knight, autore di Jack the Ripper: The Final Solution pubblicato nel 1979 (da cui nel 2001 è stato tratto il film La vera storia di Jack lo squartatore con Johnny Depp), chiamata The Royal Conspiracy (letteralmente: "il complotto reale"), secondo cui i delitti del mostro sarebbero stati commessi per coprire il matrimonio cattolico di un nipote della regina Vittoria con una prostituta, da cui sarebbe nata una figlia. La regina avrebbe quindi dato incarico ad uno dei suoi ministri di porvi rimedio, risolvendo il potenziale scandalo attraverso intrighi con la massoneria inglese e un frammassone (Jack, appunto) che compie cinque delitti rituali per uccidere tutte le testimoni della relazione tra il rampollo della famiglia regnante e l'ex prostituta. La tesi è ripresa anche da Philip Josè Farmer nel libro Gli Dei del Fiume, quinto capitolo della saga di Riverworld. Nel 2002 è stato pubblicato dalla scrittrice americana Patricia Cornwell il libro Ritratto di un assassino: Jack lo squartatore - Caso chiuso, nel quale l'autrice di gialli, dopo diverse ricerche, identifica il serial killer nel pittore inglese Walter Sickert. Le prove che l'autrice porta per affermare la sua teoria sono molteplici, ma gli studiosi della vicenda le hanno quasi unanimamente dichiarate poco convincenti. La Cornwell ha dedicato più di un anno all'esclusivo studio della figura dello squartatore, acquistando persino alcune lettere che Jack lo squartatore scrisse alla polizia londinese, nonché diverse opere pittoriche di Sickert. La scrittrice è persuasa che quasi tutte le lettere inviate alla polizia siano opera di Walter Sickert, che si divertiva a variare contenuti e grafie. Questa teoria non è mai stata presa seriamente dalla polizia, ed in ogni caso non proverebbe affatto che l'autore delle lettere sia Jack. La polizia inoltre non ha tenuto conto neanche di un'altra teoria della Cornwell, quella sviluppata sulla sua accurata ricerca riguardante pero' i tipi di carta da lettere utilizzati sia da Sickert che da Jack Lo Squartatore, che risulterebbe, nelle svariate alternative prese in rilievo dalla Cornwell, la stessa in modo inequivocabile. Nel suo saggio The Art of murder, Wolf Vanderlinden dichiara senza mezzi termini che «la maggioranza giudica l'identificazione di Sickert come Jack nel migliore dei casi molto stiracchiata e nel peggiore dei casi calunniosa». Nel 2006, dopo la scoperta di una nuova metodologia individuata dall'Università di Brisbane che consente di evidenziare minime tracce di DNA presenti su vecchi reperti, un'equipe di medici legali coordinata da Ian Findlay ha analizzato la saliva trovata nei francobolli apposti sulle lettere inviate dall'assassino a Scotland Yard. I test tuttavia sono stati inconcludenti. Il dottor Findlay ha comunque ricostruito un profilo parziale di DNA, i cui risultati sono stati discussi in tutto il mondo, ed in special modo in Italia; in base a quanto emerso infatti, è possibile che il DNA rinvenuto sulle lettere fosse di una donna o, più specificamente, non si può affermare con certezza che si trattasse di un codice genetico maschile. In Italia i media hanno fatto intendere che i responsi dei test fossero certi e definiti e che in definitiva si potesse affermare senza alcun dubbio che il killer fosse di [CENSORED] femminile. L'ipotesi "Jill the Ripper" è comunque già stata battuta in passato, e la maggiore indiziata in questo senso è Mary Pearcey, una ventiquattrenne condannata a morte nel 1890 per aver ucciso con modalità che sembravano ricordare gli omicidi di Jack lo squartatore la moglie dell'amante e la loro figlia, morta per soffocamento.
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dan880



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MessaggioInviato: Ven Mar 19, 2010 8:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

è stato una specie di mostro di firenze di fine '800. anche per il modo inspiegabile di tornare nell'ombra senza più uccidere.
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Ale



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MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 2:23 pm    Oggetto: Rispondi citando


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qui potete vedere una trasmissione su jack.
i video sono già in playlist e quindi dovrebbero caricarsi automaticamente
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vigneron



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MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 2:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

A proposito di Jack the Ripper, tempo fa mi ero interessato e avevo letto alcune cose; sul web ho ritrovato questo...mi ricorda il caso del MdF abbastanza da vicino:
"Un altro, indubbiamente più credibile come sospetto, fu un certo Francis Tumblety.
Era americano e si atteggiava a medico. Si dice collezionasse parti anatomiche femminili. All’epoca dei delitti, Tumblety si trovava a Londra, da dove ripartì alla volta di New York il 24 novembre.
Questo potrebbe spiegare il perché, ad un certo punto, i delitti cessarono.
Il nome di Tumblety saltò fuori quando, dopo la morte di Annie Chapman, un funzionario medico contattò il coroner sostenendo che, qualche mese prima, un americano si era rivolto a lui chiedendo di procurargli campioni di uteri.
Certo, questo indizio colpì gli inquirenti; Tumblety era stato arrestato precedentemente per pratiche omosessuali ma ottenne la libertà su cauzione e riuscì a fuggire in America, eludendo le forze di polizia.
Più di un secolo fa’, le indagini raffazzonate e l’inquinamento delle prove nei minuti immediatamente successivi ai delitti (per mancanza di perizia) hanno contribuito a lasciare Jack lo Squartatore un mistero avvolto nel mistero."

Ma tutti voi ne saprete già senz'altro più di me.
Ciao.

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Ale



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MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 3:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

giustissimo vigneron, le analogie con il mostro sono enormi.
se guardi anche il filmato da me postato (merita quando si ha un'oretta libera) ti accorgerai delle analogie fra il misterioso tumblety e il caso di un famoso gastroenterologo Smile
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vigneron



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MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 9:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ale ha scritto:
...ti accorgerai delle analogie fra il misterioso tumblety e il caso di un famoso gastroenterologo Smile

Hai detto tutto tu Smile Smile .

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Gaheris



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MessaggioInviato: Lun Mag 03, 2010 7:39 am    Oggetto: Rispondi citando

L'ipotesi Sickert come presentata dalla Cornwell è risibile o quanto meno scarsamente argomentata, al punto di far pensare che l'autrice si fosse talmente appassionata al caso da perdere l'obbiettività e fare ragionamenti a pera, autoreferenziali (di cui è pieno il suo libro).

L'ipotesi Knight-Moore, consentitelo ad un modesto studioso di questioni esoteriche, è suggestiva quanto improbabile (in merito, posso rimandare alla relativa voce su wikipedia:
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In ogni caso, c'è un sito ormai consolidato per la ripperologia:

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Merita almeno una lunga occhiata.
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Elle



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MessaggioInviato: Sab Lug 31, 2010 11:21 pm    Oggetto: Rispondi citando


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qui potete scaricare e leggere un interessantissimo confronto fatto tra il famigerato jack e il mostro devo dire che le similitudini esistono ma non ci risolve nulla visto che lo stesso Ripper rimase un mistero quindi .... però è molto interessante il confronto Wink
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Elle



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MessaggioInviato: Sab Lug 31, 2010 11:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

anche io trovo poco credibile l'ipotesi Sickert un po piu credibile la Tumblety
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ilparola



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MessaggioInviato: Mer Gen 12, 2011 6:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

girellando ho trovato quest'articolo del 2006... ma ha avuto un seguito?

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tenebre



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MessaggioInviato: Gio Gen 13, 2011 12:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

il DNA non sbaglia mai. assolutamente mai. quindi la possibilità che jack lo squartatore fosse in realtà una donna è a questo punto, secondo me, del 98%. occorrerebbe un confronto con il DNA di mary pearcey.
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ilparola



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MessaggioInviato: Mar Gen 18, 2011 3:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

non so se l'hanno esumata... onestamente non so neanche come sia stata giustiziata...
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tenebre



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MessaggioInviato: Ven Gen 21, 2011 1:14 am    Oggetto: Rispondi citando

la impiccarono.
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Qualunquemente



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MessaggioInviato: Sab Gen 29, 2011 9:43 am    Oggetto: Rispondi citando

Interessante dunque che dal DNA potrebbe essere una donna.. Jack Smile anche perchè non so voi ma io quando penso alla figura di serial killer la mia immaginazione porta a rappresentarmelo come una figura maschiele..soprattutto in delitti così efferati
Scusate la mia ignoranza ma visto che avete citato questo possibile collegamento tra MDF e questo caso, tra i sospettati o indagati del Mostro di Firenze non c'è mai stata una donna?
è una curiosità che ho perchè tra le ipotesi su questo forum ho letto anche quella che il mostro di Firenze poteva essere una donna gelosa del dottor Narducci.. e si sottolineava che i delitti terminano con la morte dello stesso e quindi il completamento della presunta "vendetta" .
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tenebre



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MessaggioInviato: Sab Gen 29, 2011 3:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

considerando questo precedente su jack lo squartatore, non si può escluderlo neanche sul caso del mostro di firenze. anche se lo vedo poco probabile perchè le circostanze ruotano molto intorno a figure maschili. narducci è un altro discorso a mio avviso.
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