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Andrea Matteucci - il mostro di Aosta

 
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Inviato: Sab Ago 19, 2017 5:29 am    Oggetto: Ads

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Ale



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MessaggioInviato: Lun Mar 12, 2012 4:39 pm    Oggetto: Andrea Matteucci - il mostro di Aosta Rispondi citando


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Andrea Matteucci, nato a Torino il 24 aprile 1962, è stato condannato per essere il cosiddetto "mostro d'aosta" ( o mostro di Villeneuve)

Nasce a Torino, suo padre era un operaio con precedenti penali per furto e ricettazione ma non fa in tempo a conoscerlo perché lascia la famiglia lo stesso anno in cui nasce Andrea. Sua madre, Maria Pandiscia lascia Andrea in affidamento alla sorella. Così Andrea va a vivere a Foggia dalla zia Lina, dove rimane fino a 5 anni. A quest'età la madre lo va a prendere a Foggia e lo porta ad Aosta. Arrivato ad Aosta viene portato dalla madre in un istituto religioso dove vive fino ai 9 anni, poi va in un altro collegio.
A 14 anni tenta di rapinare la macelleria dove lavorava, ma una settimana dopo si autodenuncia e si costituisce. Dai 14 ai 18 anni rimane in comunità. A 18 anni va a lavorare come meccanico a Quart; la sera del 30 aprile 1980 esce e va uccidere il primo che incontra.
Uscito da casa, la sera del 30 aprile 1980 incontra il commerciante omosessuale Domenico Raso all'arco d'Augusto. A Domenico piace Andrea e gli chiede se vuol far l'amore con lui dietro il monumento dove nessuno li vede. Andrea accetta ma appena è dietro lo colpisce con un pugno nel naso, lo afferra per i capelli, prende un coltello da boy scout che sfila dalla cintura e glielo pianta nella schiena dove si incastra tra le due vertebre, cerca di sfilare il coltello ma non riesce e cerca di andarsene, fa pochi passi ma l'uomo torna a gridare molto forte. Lui torna indietro, sotto il monumento romano, e ricomincia a colpire l'uomo al petto e alla schiena e si ferma solo quando l'uomo gli dice le sue ultime parole. Così Andrea smette di colpirlo e si allontana dal monumento e getta il coltello nel primo cassonetto che trova.
Andrea non viene scoperto ma è sconvolto da quello che ha fatto, dopo aver letto che l'uomo aveva due figli, incomincia a fare incubi sull'uomo che ha ucciso. Nel frattempo arriva la cartolina per il servizio militare e parte. Fa domanda per entrare nella Folgore a Livorno. Va in ferma tutto l'anno come barelliere fino a congedarsi col grado di caporalmaggiore. Ad Andrea piaceva fare il militare, tanto che al momento del congedo pensa di firmare la ferma prolungata e rimanere in servizio, ma esita, poi lascia perdere ma quando ci ripensa oramai è troppo tardi ed è stato congedato.
Al ritorno dal servizio militare conosce ad Aosta una ragazza e nel 1983 i due si sposano e vanno a vivere prima a Saint Pierre, poi a Sarre e infine a Villeneuve, tutti paesi non molto lontano da Aosta dove abitava la madre. Lui intanto trova lavoro come commesso in un negozio di alimentari. Nel 1987 ha un primo figlio, la sua vita scorre felice.
Andrea lascia il lavoro come commesso e si mette a fare lo scalpellino, prima sotto varie ditte e poi in proprio in un laboratorio ad Arvier, ma il suo lavoro va sempre peggio e litiga sempre più frequentemente con la moglie e sempre più spesso accade che uno dei due abbandoni la casa per poi tornare solo diversi giorni dopo.
Una sera del 1992 incontra la prostituta torinese Daniela Zago a Brissogne a bordo del suo furgoncino, lui si ferma e la ragazza accetta di salire, si appartano e cominciano a far l'amore. Ma lui è troppo arrabbiato e la ragazza gli mette fretta e quando capisce che sta perdendo tempo insiste perché la riaccompagni dove l'ha trovata. Andrea vorrebbe parlare ma la ragazza non ne ha voglia e ha fretta, e si fa riaccompagnare al suo posto sulla strada. Ma poco dopo torna indietro e le chiede di riprovarci con lui, la carica in macchina e le chiede se ha figli. Daniela risponde di no. Allora lui le punta la [CENSORED] alla nuca e le spara, ma Daniela non è morta: è solo ferita e terrorizzata. La ragazza lo implora di accompagnarla all'ospedale e lui inizialmente dice che lo farà. Poi però la porta in un luogo isolato, finge di aiutarla ad uscire dalla macchina ma poi le spara alla testa uccidendola sul colpo.
Dopo l'omicidio non prova sensi di colpa come per quello del 1980 in quanto crede di aver ucciso una persona che non meritava di vivere. Ruba i gioielli della ragazza con l'intenzione di regalarli alla moglie. Poi seppellisce il corpo, ma dopo un mese lo disseppellisce, lo fa a pezzi con un coltello, lo mette dentro un bidone e gli dà fuoco, ma il fuoco non prende, così buca la lamiera del bidone per facilitare la combustione e dopo otto ore del cadavere non resta altro che cenere che Andrea disperde in una discarica.
Nel 1994 va a Chambave e vi trova una prostituta nigeriana, Clara Omoregbee che gli piace. La porta ad Arnad. I due hanno un rapporto sessuale completo ma Andrea non è soddisfatto. Comincia a litigare con la donna. Lei, spaventata, urla. L'uomo allora la colpisce con un pugno, poi tira fuori una [CENSORED] e le spara due colpi di cui uno mortale, alla testa. Dopo un'ora ha un rapporto sessuale con il corpo senza vita della ragazza.
Torna a casa con il suo Ape e trascina il corpo in cucina, prende un coltello e taglia testa, gambe e braccia. Poi va ad Arvier con il corpo sezionato, lo butta nel bidone usato due anni prima e gli dà fuoco. Dopo sei ore porta a casa le ceneri e le nasconde per una notte, il giorno dopo va a Villeneuve dove le butta dal ponte sulla Dora Baltea.
Il 10 settembre 1994 mentre è a caccia di vittime a Nus vede la prostituta nigeriana Lucy Omon, la convince a salire e a seguirlo fino a casa, i due hanno un rapporto sessuale completo dopodiché Andrea promette alla ragazza di riaccompagnarla a Nus. Mentre sono in macchina Andrea si dirige ad Arvier e non a Nus nel solito piazzale del suo vecchio laboratorio da scalpellino in Rue de Rolland, dove c'è il bidone usato per le precedenti vittime.
Lucy è sorpresa e comincia a spaventarsi, Andrea tenta di soffocarla con un cuscino che ha in macchina, ma non riesce, lei si divincola, allora prova a soffocarla con uno straccio, ma fallisce di nuovo. Lucy riesce ad aprire la macchina e a scappare.
Nel frattempo alla fine del 1994 si mette con una ragazza, Anna, ma la rabbia è sempre presente. Nell'aprile del 1995 viene processato per furto d'auto, usufruendo dei benefici di legge: ha l'obbligo di non muoversi al di fuori del perimetro tra Arvier e Aosta, con l'obbligo di firma nella caserma di Pont Saint Martin. Il 12 maggio 1995 torna ad uccidere: trova la prostituta albanese Albana Dakovi. Contratta, lei accetta e lo segue in una stradina isolata dove i due hanno un rapporto sessuale nel furgone. Andrea la paga e poi la riporta sul luogo di lavoro. Ma il 18 lui ritorna da Albana che gli è simpatica, dicendo che si è trovato bene con lei e che vorrebbe un altro rapporto.
Albana sale di nuovo con Andrea e i due si appartano per la seconda volta ad Arnad, ma questa volta Andrea le dice che vuole parlare, lei però ha fretta, comincia ad arrabbiarsi e vuole essere riportata indietro, ma Andrea si rifiuta. La donna inizia ad urlare, lui le tira uno schiaffo, la spinge fuori dal furgone e la colpisce alla testa con una chiave inglese. Albana, ormai tramortita, cerca di difendersi, ma non ci riesce, allora Andrea prende un coltello e la colpisce cinque volte tagliandole la gola. Poi mette il cadavere sul suo furgone Iveco Daily, va a fare il pieno di benzina con il corpo nel furgone, poi si reca in caserma a Pont Saint Martin con il corpo della ragazza per firmare il registro. Il cadavere verrà bruciato, come quelli precedenti.
Il protettore dell'ultima prostituta uccisa, Albana, invia una lettera anonima alla caserma di Pont Saint Martin dove ha visto caricare Albana nel furgone Iveco Daily di Andrea. Il 26 giugno 1995 Andrea viene arrestato e messo in camera di sicurezza, inizialmente dice di aver visto Albana la sera della scomparsa, ma nega di averla uccisa. Il giorno dopo viene di nuovo interrogato e ammette di aver causato la morte di Albana, ma involontariamente. Dalle contraddizioni salta fuori prima l'omicidio del 1980, poi Andrea confessa tutti gli altri delitti.
Viene considerato persona socialmente pericolosa con un vizio parziale di mente che soffre di disturbi psichici. È condannato il 16 aprile 1996 a 28 anni di carcere e a 3 anni di OPG dalla Corte d'Assise di Aosta dopo 3 ore di requisitoria, mentre la richiesta del pm di ergastolo non viene accolta. Matteucci uscirà dal carcere nel 2027 a 65 anni d'età.

Riepilogo degli omicidi di Andrea Matteucci:

-Domenico Raso, commerciante ucciso ad Aosta nel 1980
-Daniela Zago, prostituta italiana uccisa a Brissogne nel 1992
-Clara Omoregbee, prostituta nigeriana uccisa ad Arnad nel 1994
-Albana Dakovi, prostituta albanese uccisa a Arvier nel 1995

Inoltre tentato omicidio della prostituta nigeriana Lucy Omon nel 1994.

..."Ho provato a fargli credere che sapevamo che aveva ucciso altre volte, prima di ammazzare la ragazza albanese - spiega il magistrato - Gli ho fatto il nome della giovane nigeriana. Lui ha annuito poi ha confessato anche gli altri due delitti. Ho avuto la sensazione che finalmente si stesse liberando di un peso che gli opprimeva l' anima. E ascoltando le sue parole mi sono reso conto che l' istinto omicida che covava in lui esplodeva sempre più frequentamente negli ultimi tempi. Ha commesso il primo omicidio quando aveva appena 18 anni. Insospettato ha vissuto normalmente sino al ' 92 poi ha ripreso ad uccidere. Sempre più frequentemente. Ha ammazzato nuovamente nel ' 94 e poi quest' anno. Ormai la sua follia omicida si sviluppava in progressione geometrica". David Monti non nasconde la soddisfazione per il risultato dell' indagine. "Non era facile stanare un omicida seriale come questo - sottolinea - Uno che uccide poi resta inattivo per due, tre anni poi colpisce nuovamente. E c' è da aggiungere che si trattava di un tipo insospettabile, conosciuto dalla polizia per piccoli furti su auto e basta. Uno considerato un po' strano ma non pericoloso". All' origine del delirio omicida di Matteucci la figura della madre, una prostituta che da piccolo lo costringeva ad assistere ai suoi incontri con i clienti e che quando aveva 9 anni gli aveva raccontato nei dettagli di come aveva evirato un cliente con cui aveva litigato. Per il sostituto procuratore di Aosta sono poche le possibilità che Matteucci sia un mitomane. "Ci ha fornito particolari sui diversi delitti che possono essere noti solo all' assassino".

Fonti:

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Wolverine



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Messaggi: 168

MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2012 4:58 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie, ultimamente ho l'impressione che ci siano un sacco di serial killer di cui non si sa praticamente nulla, e molti nella mia zona Confused
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Ale



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Messaggi: 3526

MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2012 2:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il mostro d'Aosta uccide la sua seconda vittima 12 anni dopo la prima. E il primo delitto nasce in un contesto diverso da quelli in serie successivi...
Forse potrebbe avere qualcosa in comune con il Cicci...

@Wolverine
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Si, come puoi vedere dal link purtroppo gli assassini seriali sono tantissimi in Italia. Molti non hanno risalto mediatico e dunque rimangono misconosciuti....
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Wolverine



Registrato: 08/03/11 14:31
Messaggi: 168

MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2012 10:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ale ha scritto:
Il mostro d'Aosta uccide la sua seconda vittima 12 anni dopo la prima. E il primo delitto nasce in un contesto diverso da quelli in serie successivi...
Forse potrebbe avere qualcosa in comune con il Cicci...

@Wolverine
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Si, come puoi vedere dal link purtroppo gli assassini seriali sono tantissimi in Italia. Molti non hanno risalto mediatico e dunque rimangono misconosciuti....


Interessante quel link, mettono anche Daniela Cecchin quindi è considerata una serial killer..
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Killer***



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Messaggi: 883

MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2012 8:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Interessante lettura davvero, grazie per averla condivisa.
E' la testimonianza che il "mostro" può essere covato per anni e anni, finendo poi per esplodere alzando di molto anche la posta.

_________________

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La Rinascente



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Messaggi: 4509

MessaggioInviato: Sab Apr 21, 2012 12:38 am    Oggetto: Rispondi citando

Ottimo Ale!

Innanzi tutto vorrei far notare la cadenza "lenta" dei delitti, un pò come quella del mostro negli anni '80:

1992
1994
1995

A nessuno verrebbe in mente di dire "nel 1994 ha ucciso perché rischiava di perdere un altro anno..." frase che purtroppo invece capita di leggere spesso quando si parla dei delitti del mostro. Come vedete è possibile che per una ragione o per un altra la cadenza dei delitti non sia così ravvicinata.

Inoltre concordo col discorso di Ale sul primo delitto. Secondo me al suo primo delitto (che a mio parere è Rabatta) il mostro non aveva intenzione di uccidere la ragazza, voleva "solo" violentarla dopo aver messo fuori gioco il suo fidanzato. Poi la situazione è sfuggita di mano ed è successo quello che sappiamo... Solo in un secondo momento e a distanza di tempo, rielaborato lo shock, l'assassino decide di tornare a colpire in maniera organizzata...
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Dupin



Registrato: 10/07/11 16:08
Messaggi: 2722

MessaggioInviato: Mer Lug 19, 2017 9:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ha scontato la sua pena ed è tornato in libertà a 54 anni Andrea Matteucci.

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qui c'è qualche particolare che si discosta da altre ricostruzioni:

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il caso è stato trattato nella trasmissione Stelle Nere:

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