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Carlotta Benusiglio: il giallo della stilista impiccata
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Inviato: Sab Ago 19, 2017 5:21 am    Oggetto: Ads

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Ivan Maverick



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MessaggioInviato: Gio Giu 02, 2016 2:17 pm    Oggetto: Carlotta Benusiglio: il giallo della stilista impiccata Rispondi citando


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Milano, diventa un giallo il suicidio della stilista Carlotta Benusiglio
La 37enne è stata trovata impiccata a un albero, ma i piedi toccavano a terra. Si indaga su una relazione amorosa difficile

E' giallo intorno al suicidio a Milano di una stilista 37enne, Carlotta Benusiglio, sorella di Giorgia, che a 17enne rischiò di morire per una pastiglia di ecstasy e che ha raccontato in un libro la sua battaglia per la vita. La donna è stata trovata impiccata a un albero di piazza Napoli, ma i suoi piedi toccavano a terra. Da qui i dubbi degli inquirenti che indagano sul suo passato e su una difficile relazione amorosa.

La 37enne era legata a un giovane che aveva alle spalle problemi di tossicodipendenza: tra loro i litigi erano frequenti, ma pare che i due si fossero visti anche l'ultima sera prima della morte di Carlotta. In casa sua gli investigatori hanno trovato il pc acceso, la radio ad alto volume e il letto disfatto. Probabilmente l'autopsia potrà chiarire qualcosa di più sulla morte della stilista.

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Ivan Maverick



Registrato: 21/02/12 01:17
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MessaggioInviato: Ven Giu 03, 2016 12:45 pm    Oggetto: Rispondi citando


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Stilista morta a Milano, il racconto della sorella: “La mia Carlotta non si è uccisa”
Nella sua abitazione dischi jazz, gli amati gatti e tante piante

Tre gatti accoccolati sul divano, il computer acceso e un disco di Chet Baker che suona a ripetizione. La proprietaria di casa però non c’è. Dove’è andata Carlotta Benusiglio?

La trovano alle sei di martedì mattina appesa al ramo di un piccolo pruno selvatico. A cinquanta passi dal portone di casa, in piazza Napoli, dove incomincia il quartiere Giambellino. «Il parchetto», lo chiamano tutti. Carlotta Benusiglio indossa soltanto un impermeabile. Una sciarpa le stringe il collo. I suoi piedi quasi toccano l’erba. «Mio sorella non si sarebbe mai suicidata», dice Giorgia Benusiglio. «E mai e poi mai si sarebbe suicidata in modo così plateale, in mezzo alla città. Non era nel suo carattere. Io non ci credo. Noi non ci crediamo».


Per la seconda volta nella vita, Giorgia Benusiglio deve trovare la forza per affrontare una tragedia. A 17 anni aveva rischiato di morire dopo l’assunzione di mezza pastiglia di ecstasy, si era salvata solo grazie a un trapianto di fegato. Da allora non ha mai smesso di parlare nelle scuole per spiegare agli studenti e testimoniare. Ed è quello che sta facendo anche adesso, ora che sua sorella è morta «in circostanze da approfondire», come spiegano prudentemente gli investigatori. Tutti conoscevano la sua storia tragica con un uomo molto violento. C’è una denuncia che risale a febbraio. Ma le aggressioni sono state molte di più. Per spiegare: la mandibola spaccata, calci in pancia, ricoveri. Carlotta Benusiglio, 37 anni, una donna bellissima e molto sensibile, non riusciva a tirarsi fuori da quell’incubo.

«Avrei tanto da dire su questo argomento, ma non posso parlare», dice la sorella Giorgia. «Di certo, noi eravamo contrari a quella relazione. E chiediamo che sia fatta chiarezza. Vogliamo che venga fuori la verità».

Carlotta Benusiglio vede quell’uomo, l’uomo della sua relazione tragica, anche martedì pomeriggio. Ma alle undici di sera è al bar Cape Town, sui Navigli, assieme ad un gruppo di amici. E’ un locale dove in passato aveva anche lavorato come barista, ci torna spesso. E martedì sera la vedono così: «Tranquilla. Come al solito. Parlava del matrimonio di una sua amica».

Ecco, le cose da fare: i piani per il futuro. «Mia sorella era davvero dotata artisticamente, disegnava vestiti. Aveva appena confezionato l’abito da sposa di una sua amica. E proprio mercoledì, aspettava la visita di un’altra carissima amica che non vedeva da cinque anni. Veniva apposta dall’Argentina per stare con lei. E poi, avevamo in programma un viaggio insieme a Taormina, dove dovevo andare a presentare un documentario. L’avevo sentita al telefono quattro giorni fa. Mi aveva confermato il viaggio». Gli amici e i parenti non riescono nemmeno a contemplare l’idea del suicidio. A maggior ragione di un suicidio così. «A casa di mia sorella c’è un soppalco. Avrebbe facilmente trovato un posto a cui appendersi».

La casa di Carlotta Benusiglio racconta molto di lei. Assomiglia a una serra. È un basso fabbricato pieno di finestre, nascosto all’interno di un cortile condominiale. Davanti alle finestre, ci sono piante d’ulivo, limoni, due sedie al sole, i vasi colorati, il cibo per i suoi gatti. «Li adorava», racconta la vicina di casa. «Non li avrebbe mai lasciati soli. Me li affidava prima di qualunque spostamento. Era una persona molto dolce. Gentile. Non ha senso quello che è successo». Ha sentito dei litigi? «Purtroppo sì», dice la vicina. «Sono qui davanti. Era impossibile non accorgersi di quanto fosse una storia sbagliata. Eppure Carlotta era il contrario esatto della violenza. Quante feste mi ha fatto, una settimana fa, quando ho portato in casa un cucciolo di Pincher nano».

I limoni, la musica jazz, i cuccioli, i vestiti da sposa, i viaggi futuri. E poi quella fine là fuori, sotto il temporale. «Io credo che sia stato un agguato - dice la vicina - qualcuno l’ha costretta ad uscire».

La casa di moda di Carlotta Benusiglio si chiama Blume. Accanto alle collezioni, si trovano citazioni di scrittori come Chuck Palahniuk e Nietzsche. E poi c’è una frase in inglese, postata l’8 febbraio 2016: «Passione deriva da una parola latina che significa soffrire. Se tu ami veramente, non puoi che soffrire».

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Hard Rain



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Messaggi: 662

MessaggioInviato: Sab Giu 04, 2016 11:33 am    Oggetto: Rispondi citando

Una donna tanto bella quanto sfortunata. Dalle prime impressioni, gratta gratta e troverai il marito/compagno/amante... Ormai siamo fin troppo abituati a pensar male.
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redrose



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Messaggi: 3428

MessaggioInviato: Sab Giu 04, 2016 3:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Hard Rain ha scritto:
Una donna tanto bella quanto sfortunata. Dalle prime impressioni, gratta gratta e troverai il marito/compagno/amante... Ormai siamo fin troppo abituati a pensar male.


anche se la scena del ritrovamento è molto simile a quella di Mario Biondo: sciarpa al collo e piedi per terra. dovrebbero affermare che è suicidio quindi, se 2+2 fa 4 Rolling Eyes

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Un altro fu quello che sollevò la croce sulla spalla. Un altro fu quello cui misero la corona di spine. E io mi rallegravo ridendo della loro ignoranza. Infatti continuavo a cambiare le mie forme dall’alto, trasformandomi di parvenza in parvenza.
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Mercuzio



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MessaggioInviato: Sab Giu 04, 2016 10:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non mi stancherò mai di ricordare che l'impiccamento per sospensione è possibile anche se i piedi - o anche parte del corpo - tocca terra, essendo una questione puramente meccanica di soffocamento che, determinando la perdita dei sensi, impedisce di interrompere il processo volontario. Ci sono stati casi di donne trovate impiccate... a un termosifone (c'era anche la macabra foto, sul mio testo di Medicina Legale che è finito chi sa dove).

Con questo, non voglio trarre conclusioni. Ma mi risulta che gli inquirenti propendono per il suicidio, anche se effettivamente singolare per le circostanze.

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Isp.Coliandro



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MessaggioInviato: Sab Giu 04, 2016 10:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mercuzio ha scritto:
Non mi stancherò mai di ricordare che l'impiccamento per sospensione è possibile anche se i piedi - o anche parte del corpo - tocca terra, essendo una questione puramente meccanica di soffocamento che, determinando la perdita dei sensi, impedisce di interrompere il processo volontario. Ci sono stati casi di donne trovate impiccate... a un termosifone (c'era anche la macabra foto, sul mio testo di Medicina Legale che è finito chi sa dove).

Con questo, non voglio trarre conclusioni. Ma mi risulta che gli inquirenti propendono per il suicidio, anche se effettivamente singolare per le circostanze.


Ma come si fa a impiccarsi al termosifone? Devi sederti e aspettare che soffochi, senza alzarti?

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Silvialaura



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MessaggioInviato: Sab Giu 04, 2016 10:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Si tratta (anche) dei gangli del sistema simpatico dietro le orecchie. Se li tocchi nel modo sbagliato rischi di perdere i sensi, e poi soffocare con calma.
Oppure puoi appenderti nel modo adatto a romperti il dente dell'epistrofeo, e morire sul colpo.

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Isp.Coliandro



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MessaggioInviato: Dom Giu 05, 2016 9:52 am    Oggetto: Rispondi citando

Silvialaura ha scritto:
Si tratta (anche) dei gangli del sistema simpatico dietro le orecchie. Se li tocchi nel modo sbagliato rischi di perdere i sensi, e poi soffocare con calma.
Oppure puoi appenderti nel modo adatto a romperti il dente dell'epistrofeo, e morire sul colpo.

Non lo sapevo , grazie

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FrancescaM



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MessaggioInviato: Dom Giu 05, 2016 3:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Oddio, a Piazza Napoli?! 😳
Ci sono stata pochissimo tempo fa, ho suonato nel cortile del negozio di strumenti musicali per PianoCity Milano!
Ma non è possibile impiccarsi lì!
E va bene che la piazza è articolata e piena di alberi, ma possibile che non passasse nessuno?
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Nottola



Registrato: 26/02/15 15:47
Messaggi: 444

MessaggioInviato: Dom Giu 05, 2016 6:11 pm    Oggetto: Rispondi citando


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La tesi del suicidio di Carlotta Benusiglio, la stilista 37enne trovata impiccata in piazza Napoli a Milano alcuni giorni fa, continua a non convincere. I primi risultati dell'autopsia non lascerebbero molti dubbi eppure tutti, dalla famiglia all'intero quartiere, fino agli stessi investigatori, sono certi che dietro la morte di Carlotta vi sia dell'altro. "Repubblica.it" ha intervistato la donna che per prima ha visto il corpo della stilista appeso all'albero con una sciarpa, sebbene i piedi toccassero terra, dando così subito l'allarme. La stessa donna era stata probabilmente anche l'ultima a vederla la sera prima del ritrovamento, mentre saliva a bordo dell'auto di Marco, il suo fidanzato. "L'ho vista per pochi secondi ma sembrava tranquilla, serena. Anche se si sapeva che i due litigavano spesso", ha rivelato al quotidiano. Alla domanda se crede o meno alla storia del suicidio, la 50enne non ha avuto dubbi: "Qui non ci crede nessuno. Non ci spieghiamo come ci si può legare, senza appoggio, a un ramo che è a due metri da terra"

Bella domanda.
Pare che non ci siano segni di colluttazione ma è sufficiente la minaccia di un arma per rendere una persona inoffensiva ...
Poi i gatti incustoditi , lo stereo acceso, assenza di biglietti d'addio.
Se si trattasse di suicidio volontario, mi verrebbe da pensare ad una brutta notizia improvvisa/lite col fidanzato.
Vedremo cosa diranno i tabulati telefonici.
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Silvialaura



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MessaggioInviato: Dom Giu 05, 2016 6:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

FrancescaM ha scritto:
Oddio, a Piazza Napoli?! 😳
Ci sono stata pochissimo tempo fa, ho suonato nel cortile del negozio di strumenti musicali per PianoCity Milano!
Ma non è possibile impiccarsi lì!
E va bene che la piazza è articolata e piena di alberi, ma possibile che non passasse nessuno?

Vale anche per portarci qualcuno già morto e appenderlo all'albero.

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FrancescaM



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MessaggioInviato: Lun Giu 06, 2016 12:40 am    Oggetto: Rispondi citando

Peggio che mai!
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FrancescaM



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MessaggioInviato: Lun Giu 06, 2016 12:43 am    Oggetto: Rispondi citando

Ma se è stata appesa già morta non dovrebbe risultare dall'autopsia?
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Silvialaura



Registrato: 27/06/11 10:25
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MessaggioInviato: Lun Giu 06, 2016 12:59 am    Oggetto: Rispondi citando

Sì. Ma potrebbe essere stata appesa viva e stordita, ad esempio.

Ah, per la serie "non ci si può impiccare ai giardini di Piazza Napoli senza che nessuno se ne accorga!"

E' successo.
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.
Con un lenzuolo, nientedimeno.

Trattandosi di una barbona polacca e non di una "donna alta, mora e bellissima, stilista del marchio «Blume»", nessuno si è chiesto niente.

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stefanone



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MessaggioInviato: Lun Giu 06, 2016 11:41 am    Oggetto: Rispondi citando

Scusate il semi OT, ma una persona che conoscevo si è impiccata legandosi col cavo del PC al calorifero, successo a Bologna qualche anno fa
OK, era in una situazione particolare (praticamente paralizzato dal torace in giù dopo un'operazione al cervello) ma c'è - purtroppo - riuscito
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