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Thomas Quick - Il mostro di Svezia

 
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Inviato: Ven Ago 18, 2017 6:53 am    Oggetto: Ads

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Ale



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Messaggi: 3526

MessaggioInviato: Ven Giu 15, 2012 1:39 pm    Oggetto: Thomas Quick - Il mostro di Svezia Rispondi citando

Fonte:
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Corriere della sera - 30 aprile 1996

Thomas Quick dal '64 ha disseminato di cadaveri (forse addirittura 30) la Scandinavia. E' il piu' sanguinario serial killer europeo

Il "mostro di Svezia" gela la polizia

Un ex infermiere confessa 16 omicidi: scatta la macabra caccia ai resti delle vittime

Stoccolma - Lo chiamano il "mostro di Svezia", ma ha l' aspetto di un pallido maestro elementare, con la barbetta e gli occhiali, lo sguardo quasi dolce. Nei giorni scorsi, la polizia norvegese lo ha seguito mentre, quasi in trance, indicava i luoghi in cui, nel 1988, aveva rapito, ucciso e sepolto la piccola Therese Johannessen di nove anni per la quale trepido' a lungo l' intera Norvegia. Therese sarebbe la vittima numero 14 di Thomas Quick, 46 anni, un ex infermiere dell' ospedale di Falun, che, durante il suo ricovero nel nosocomio criminale di Saeter, ha confessato 16 omicidi, commessi per lo piu' su adolescenti di [CENSORED] maschile. Ha spiegato anche che, nel 1989, avrebbe convinto due giovani profughi di 16 e 17 anni a seguirlo in un bosco dove, dopo averli uccisi, ne avrebbe sezionato i corpi nascondendoli in una scuola. Molti investigatori, credono che si tratti di un mitomane che voglia ingigantire il proprio ruolo di "mostro" non contento delle condanne per cinque omicidi, provati, che gli sono gia' state comminate. Ma da' troppi particolari dell' aspetto fisico e del comportamento delle vittime perche' si tratti di semplici fantasticherie. E mentre gli investigatori accumulano prove inconfutabili sugli omicidi confessati, Quick ammette di averne commessi altri ancora e non si sa mai dove conduca questa catena infernale che inizio' quando a 14 anni uccise il coetaneo Thomas Blomgren, nel 1964. Tre anni piu' tardi, fu la volta del tredicenne Alvar Larsson. A quell' epoca, il "mostro" si chiamava ancora Sture Bergwall. Nel 1969, somministro' una droga a un certo Roland tentando poi di convincerlo a seguirlo nel bosco. Ma la droga fece un effetto inaspettato sulla vittima designata e Roland non ce la fece nemmeno ad alzarsi dal letto in cui giaceva. Poche settimane dopo, Roland ricevette una lettera in cui Sture confessava il suo amore. Nel frattempo, l' omicida aveva tentato di strangolare un bambino di nove anni ricoverato in ospedale, ma aveva dovuto desistere dal tentativo per l' improvviso arrivo di un' infermiera. Se i casi insoluti (circa 30) per i quali cominciano a insorgere sospetti a suo carico fossero opera sua, Quick sarebbe il piu' crudele serial killer della storia criminale europea. Ogni confessione e' stata oggetto di constatazioni concrete: finora non c' e' motivo di dubitare della loro veridicita' . Ad esempio, l' omicidio del quindicenne Charles Zelmanovitz e l' uccisione di due turisti olandesi, Jannie e Marius Stegehuis, crivellati di coltellate mentre dormivano nella loro tenda, nel 1983, non lasciano alcun dubbio sull' autore del delitto in quanto arma e impronte digitali appartengono inconfondibilmente a Quick. Quick non ama le "attenzioni" di cui e' oggetto nella clinica di Saeter: ha tentato piu' volte di evadere, riuscendovi due anni fa. La sua liberta' fu di breve durata, ma basto' a diffondere il panico fra la gente della regione circostante l' ospedale psichiatrico. Quick e' capace di nascondersi dietro una facciata mansueta per poi colpire con fredda ferocia. Quando egli conduce poliziotti e giudici nei posti in cui afferma di aver ucciso o sepolto qualcuno, sembra quasi assente, distratto, confuso, come se la memoria gli si fosse annebbiata o come se l' assassino fosse un altro. Per questo il recupero dei corpi delle vittime ha spesso richiesto un' opera minuziosa e talvolta estesa a vaste zone di terreno. Come nel caso della piccola Therese. Cani specializzati fatti giungere dalla Finlandia avrebbero circoscritto il perimetro entro il quale se ne dovrebbero trovare i resti, alla frontiera fra la Norvegia e la Svezia. La polizia norvegese ha raccolto nove sacchi giganteschi di terriccio e di detriti che saranno esaminati sabato prossimo. "Ancora non possiamo dire nulla . ha dichiarato il commissario Inge Lise Oeverby della polizia di Drammen . ma tutto lascia supporre che abbiamo trovato i resti di Therese". Quick e' tornato nella clinica di Saeter, ma la prossima settimana dovra' recarsi di nuovo in Norvegia per indicare il punto esatto della scuola in cui avrebbe nascosto i resti dei due poveri giovani profughi che ha confessato di aver sezionato minutamente.
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giobatta



Registrato: 23/10/13 10:23
Messaggi: 20

MessaggioInviato: Mer Lug 02, 2014 1:01 pm    Oggetto: Re: Thomas Quick - Il mostro di Svezia Rispondi citando

Giusto per la cronaca, erano tutte fantasie. Thomas Quick, che ha ripreso il suo vecchio nome di Sture Bergwall, e' stato nel frattempo assolto (in cassazione) da tutte le condanne. Questo grazie soprattutto alle inchieste del giornalista Hannes Råstam, autore tra l'altro del libro "Quick. Il caso del serial killer sbagliato". E' un caso che ha notevolmente scosso la Svezia.
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gugly
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MessaggioInviato: Mer Lug 02, 2014 1:21 pm    Oggetto: Rispondi citando Modifica/Cancella messaggio

E il vero assassino?
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giobatta



Registrato: 23/10/13 10:23
Messaggi: 20

MessaggioInviato: Mer Lug 02, 2014 2:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

gugly ha scritto:
E il vero assassino?


Ma in realta' non erano omicidi seriali: Quick si accusava a piu' riprese di vari omicidi in maniera anche abbastanza casuale, pero' a volte riusciva ad informarsi su giornali d'epoca per gli omicidi o comunque le sparizioni piu' vecchie, sorprendendo gli inquirenti. Nessun corpo, anzi niente di niente e' mai stato ritrovato, ed in alcuni casi non si tratta neanche di omicidi. Per esempio, il succitato Charles Zelmanovits e' quasi sicuramente morto per assideramento, e Therese sospettano che sia stata rapita da colui che credeva di esserne il padre biologico. Per Therese la polizia norvegese ha addirittura prosciugato un laghetto dove Quick diceva di averne gettato il corpo, la piu' grande operazione di polizia in Norvegia.
Il grande lavoro di Råstam (deceduto proprio prima che uscisse il libro) e' stato proprio di dimostrare come Quick non avesse mai dato informazioni veramente nuove sui fatti, e come avesse continuato a cambiarne le versioni finche' gli inquirenti non si ritenevano soddisfatti (un po' come Lotti insomma).
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gugly
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MessaggioInviato: Mer Lug 02, 2014 3:15 pm    Oggetto: Rispondi citando Modifica/Cancella messaggio

giobatta ha scritto:
gugly ha scritto:
E il vero assassino?


Ma in realta' non erano omicidi seriali: Quick si accusava a piu' riprese di vari omicidi in maniera anche abbastanza casuale, pero' a volte riusciva ad informarsi su giornali d'epoca per gli omicidi o comunque le sparizioni piu' vecchie, sorprendendo gli inquirenti. Nessun corpo, anzi niente di niente e' mai stato ritrovato, ed in alcuni casi non si tratta neanche di omicidi. Per esempio, il succitato Charles Zelmanovits e' quasi sicuramente morto per assideramento, e Therese sospettano che sia stata rapita da colui che credeva di esserne il padre biologico. Per Therese la polizia norvegese ha addirittura prosciugato un laghetto dove Quick diceva di averne gettato il corpo, la piu' grande operazione di polizia in Norvegia.
Il grande lavoro di Råstam (deceduto proprio prima che uscisse il libro) e' stato proprio di dimostrare come Quick non avesse mai dato informazioni veramente nuove sui fatti, e come avesse continuato a cambiarne le versioni finche' gli inquirenti non si ritenevano soddisfatti (un po' come Lotti insomma).


Shocked Shocked Shocked Shocked Shocked
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derrick



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MessaggioInviato: Sab Lug 05, 2014 4:27 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Quando egli conduce poliziotti e giudici nei posti in cui afferma di aver ucciso o sepolto qualcuno, sembra quasi assente, distratto, confuso, come se la memoria gli si fosse annebbiata o come se l' assassino fosse un altro. Per questo il recupero dei corpi delle vittime ha spesso richiesto un' opera minuziosa e talvolta estesa a vaste zone di terreno.


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Uno disse alla fantasia: questo č il tuo limite fissato, fin qui puoi arrivare ma oltre non ti č concesso.
Ma la fantasia si ribellō.
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giobatta



Registrato: 23/10/13 10:23
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MessaggioInviato: Dom Lug 06, 2014 2:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

derrick ha scritto:
Citazione:
Quando egli conduce poliziotti e giudici nei posti in cui afferma di aver ucciso o sepolto qualcuno, sembra quasi assente, distratto, confuso, come se la memoria gli si fosse annebbiata o come se l' assassino fosse un altro. Per questo il recupero dei corpi delle vittime ha spesso richiesto un' opera minuziosa e talvolta estesa a vaste zone di terreno.


Incredibile!


Si', e' una storia veramente incredibile, dove persone adulte si sono ritrovate a credere a cose fantastiche a dir poco (che personalmente trovo la cosa piu' interessante del caso, come del resto per il MdF).
Basti dire che l'articolo sopra accenna, proprio alla fine, a due poveri profughi che sarebbero stati fatti a pezzi e sepolti in Norvegia. Ebbene, mentre stavano arando un campo di calcio alla ricerca dei corpi, venne fuori che i due erano vivi e vegeti. Come sia stato possibile continuare a credere a Quick dopo un simile fatto, e sempre in mancanza totale di prove serie, e' difficile da capire. Certo una grossa responsabilita' la ebbero i sedicenti esperti psicologi che testimoniarono che Quick diceva il vero - era il momento che la teoria delle "recovered memories" era ancora molto popolare.
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alleja



Registrato: 20/06/14 09:03
Messaggi: 256

MessaggioInviato: Dom Lug 06, 2014 2:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

giobatta ha scritto:
derrick ha scritto:
Citazione:
Quando egli conduce poliziotti e giudici nei posti in cui afferma di aver ucciso o sepolto qualcuno, sembra quasi assente, distratto, confuso, come se la memoria gli si fosse annebbiata o come se l' assassino fosse un altro. Per questo il recupero dei corpi delle vittime ha spesso richiesto un' opera minuziosa e talvolta estesa a vaste zone di terreno.


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Si', e' una storia veramente incredibile, dove persone adulte si sono ritrovate a credere a cose fantastiche a dir poco (che personalmente trovo la cosa piu' interessante del caso, come del resto per il MdF).
Basti dire che l'articolo sopra accenna, proprio alla fine, a due poveri profughi che sarebbero stati fatti a pezzi e sepolti in Norvegia. Ebbene, mentre stavano arando un campo di calcio alla ricerca dei corpi, venne fuori che i due erano vivi e vegeti. Come sia stato possibile continuare a credere a Quick dopo un simile fatto, e sempre in mancanza totale di prove serie, e' difficile da capire. Certo una grossa responsabilita' la ebbero i sedicenti esperti psicologi che testimoniarono che Quick diceva il vero - era il momento che la teoria delle "recovered memories" era ancora molto popolare.


Esistono degli studi molto approfonditi che dimostrano come un giudice (o un inquirente) non rinunci (anche inconsciamente) ad una "veritā" autoaccusatoria di un imputato, anche quando lo stesso risulti totalmente estraneo ai fatti o si scopre che la confessione sia stata estorta (e quindi provocata).

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giobatta



Registrato: 23/10/13 10:23
Messaggi: 20

MessaggioInviato: Lun Lug 07, 2014 9:17 am    Oggetto: Rispondi citando

alleja ha scritto:

Esistono degli studi molto approfonditi che dimostrano come un giudice (o un inquirente) non rinunci (anche inconsciamente) ad una "veritā" autoaccusatoria di un imputato, anche quando lo stesso risulti totalmente estraneo ai fatti o si scopre che la confessione sia stata estorta (e quindi provocata).

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Indubbiamente deve essere molto difficile sottrarsi alla suggestione di una auto-accusa.
Nelle storie di Quick c'erano pero' tantissimi dettagli fondamentali che non tornavano. Per quasi tutti i delitti lui dava il nome di almeno un complice (per esempio, siccome non aveva l'auto e non sapeva guidare, doveva dire di aver avuto un autista, oppure che un amico gli aveva prestato l'auto anche se non sapeva guidare - questo quando il delitto era avvenuto a molti Km da dove abitava). Siccome tutti questi compagni di merende avevano alibi inattaccabili, gli inquirenti decidevano di portare in giudizio solo Quick, ma non i complici, cosa che non credevo neanche fosse tecnicamente possibile.
Altro esempio fantastico: Quick disse che era rimasto segnato dal fatto di aver causato un aborto tardivo a sua madre (in casa), che poi l'aveva obbligato ad andare con lei in bicicletta a seppellire il corpicino (cito a memoria). Ora Quick aveva non so quanti fratelli/sorelle, e vivevano in due o tre stanze, per cui sarebbe stato molto improbabile che nessuno si fosse accorto di niente. Ed infatti tutti i fratelli/sorelle giurarono che erano fantasie (Quick era ricoverato in un ospedale psichiatrico), che la loro madre era molto buona (secondo Quick era brutale), etc etc, ma gli inquirenti sceglievano sempre di credere a Quick.
E se non fosse stato per il lavoro di Råstam, Quick sarebbe ancora, e per sempre, di gran lunga il piu' brutale assassino seriale svedese.
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alleja



Registrato: 20/06/14 09:03
Messaggi: 256

MessaggioInviato: Lun Lug 07, 2014 4:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

giobatta ha scritto:

E se non fosse stato per il lavoro di Råstam, Quick sarebbe ancora, e per sempre, di gran lunga il piu' brutale assassino seriale svedese.


Convengo con te. Ma se hai un po' di tempo da perdere, leggiti i link che ho postato.
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