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Johann Eichhorn - La Bestia della Baviera

 
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Inviato: Dom Giu 25, 2017 6:58 pm    Oggetto: Ads

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Ale



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MessaggioInviato: Lun Mar 16, 2015 4:46 pm    Oggetto: Johann Eichhorn - La Bestia della Baviera Rispondi citando


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Quando Eichhorn fu arrestato aveva quasi quaranta anni. Era un impiegato delle ferrovie, che conduceva una vita apparentemente normale, e veniva giudicato positivamente sul piano sociale. In realtà era un despota in famiglia, aveva violentato la sorella minore e con la maggiore aveva da tempo una relazione incestuosa.
Apparentemente ebbe una sessualità normale fino ai 21 anni, età in cui tentò di aggredire sessualmente una ragazza conosciuta in piscina; la cosa non gli riuscì per mancanza di erezione, ma l’idea di usare violenza si associò da quella volta ad una maggior eccitazione e, progressivamente, ad una maggior potenza sessuale; la disponibilità sessuale della ragazza, invece, non gli interessava, non lo eccitava. Fu a questo punto che iniziò a commettere violenze sessuali in famiglia, abusando delle due sorelle minori.
All’età di 27-28 anni iniziò una serie di stupri (circa un centinaio in 10 anni), durante i quali minacciava le vittime con una [CENSORED] o con un coltello, e le seviziava mentre compiva l’atto sessuale, derubandole poi di denaro e preziosi. Tre anni dopo commise il primo omicidio e, a distanza di tre anni, il secondo. Conobbe in seguito una donna che apprezzava i suoi gusti sadici, e che poi sposò. In un primo tempo, per circa due anni, il rapporto sadico con quella donna gli bastò, ma poi commise altri tre omicidi, nel giro di due anni, alternati a stupri.
Gli omicidi avvenivano con modalità molto simili tra loro, e l’azione delittuosa inizialmente si svolgeva con la dinamica dello stupro. Aggrediva donne e ragazze sconosciute, quando l’occasione era particolarmente propizia. Le minacciava con la pistola, le percuoteva e le seviziava, eccitandosi quanto più gridavano e quanto più si difendevano. Si nota tuttavia una certa progressione del modus operandi dal primo all’ultimo delitto.
Il primo delitto fu accidentale, nel caso dello stupro di una ragazza conosciuta da E. in un locale da ballo. Dopo averla portata in un luogo appartato, la aggredì, stringendole il collo (come del resto faceva sempre); dopo averle denudato la parte inferiore del corpo la violentò. Si accorse poi che era morta, e volle nascondere il cadavere. Il corpo della ragazza fu trovato in seguito nel fiume, legato a quattro grosse pietre; aveva segni di strangolamento e la cintura del cappotto stretta attorno la collo.
Nel secondo caso E. saltò addosso ad una ragazza che passava in bicicletta; dal momento che si difendeva molto bene «dovette ucciderla subito con un colpo di pistola», la trascinò in luogo appartato, le strappò le vesti e la violentò, poi le tagliò il pube e di nuovo fornicò sul corpo così mutilato.
Il terzo caso si svolse come il precedente, con la differenza che non avvenne alcun tipo di violenza sessuale, come pure nel quarto caso, nel quale però E. usò il pube tagliato per atti masturbatori e cannibalici. Così avvenne pure nel quinto caso, nel quale E tagliò anche le gambe della vittima, che mise su un tronco di albero, senza occultare il cadavere.
E. fu dichiarato sano di mente, e giustiziato nel 1939.
In questo caso si nota da un lato l’esordio di una sessualità apparentemente normale in epoca adolescenziale e giovanile, presto gravata da una impotenza quantomeno relativa, sulla cui natura non è dato pronunciarsi; dall’altro la scoperta progressiva della possibilità di ottenere eccitazione, potenza sessuale e orgasmo con l’esercizio della violenza e di atti sadici, ed una escalation di manifestazioni sadiche, sempre più violente, fino all’omicidio ed allo scempio dei cadaveri.
La progressiva diminuzione della potenza sessuale (in concomitanza con un andamento inverso della libido), veniva vicariata dalla sempre maggior facilità di raggiungere l’orgasmo, anche senza il compimento dell’atto sex.; a tal fine, però, si rendeva necessaria l’estrinsecazione di atti sempre più marcatamente sadici.


Tratto da: L'omicidio a matrice sessuale (capitolo scritto dal trio De Fazio, Galliani e Luberto, contenuto nel libro I delitti sessuali a cura di Canepa G., Lagazzi M. del 1988)

Per ulteriori informazioni in lingua inglese:

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Ale



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Messaggi: 3496

MessaggioInviato: Lun Mar 16, 2015 4:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Questo caso documentato è la prova di come un incestuoso o stupratore possa poi, nella sua evoluzione criminale, diventare un serial killer lust murder che uccide staccando pubi senza violentare le vittime..
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bruchetto



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Messaggi: 1063

MessaggioInviato: Lun Mar 16, 2015 6:21 pm    Oggetto: Re: Johann Eichhorn - La Bestia della Baviera Rispondi citando

capitolo De Fazio e colleghi ha scritto:

La progressiva diminuzione della potenza sessuale (in concomitanza con un andamento inverso della libido), veniva vicariata dalla sempre maggior facilità di raggiungere l’orgasmo, anche senza il compimento dell’atto sex.; a tal fine, però, si rendeva necessaria l’estrinsecazione di atti sempre più marcatamente sadici.

questa frase mi ha incuriosito e mi ha ricordato alcune frasi lette nel libro di Perugini:

Quando il luogo del delitto comunica la brutta notizia che si ha a che fare con uno di quei tipi che cercano l’orgasmo col coltello, si deve innanzitutto essere in grado di collocarlo in una categoria meglio definita. Tanto per capire da quale zoo è scappato. Almeno questo dicono gli specialisti di Quantico... [cut]

ma soprattutto questa:

«Ottobre 1989. È forte, accidenti se è forte. Ed è determinato. Come se quelle mattanze fossero una specie di sacro dovere da compiere. Pulito, preciso, ordinato. Eppure la mano gli trema quando spara, su questo ci giurerei. Quello è il momento dell’orgasmo, non altri: il resto è la firma. Tracciata con la mano pesante e lenta dell’ignorante. Altro che chirurgo. Quei lavori che fa lui li saprebbe fare chiunque, anche al buio. Qualsiasi cacciatore, qualsiasi macellaio, qualsiasi calzolaio. Però quando taglia è calmo: il momento dell’eccitazione è già passato.
[...]


Mi ricordo di avere interpretato "momento dell’orgasmo" in senso metaforico, cioè come momento di massima eccitazione mentale, ma non orgasmo vero e proprio.

Invece, leggendo quanto scritto da De Fazio e colleghi ("la sempre maggior facilità di raggiungere l’orgasmo, anche senza il compimento dell’atto sex.") mi dà l'idea che anche Perugini intendesse in senso letterale.
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bruchetto



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MessaggioInviato: Lun Mar 16, 2015 7:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

sono sempre lento, mi sembrava di averlo già sentito...

Codice:

$ mdf ll [eichorn]

(1) 1994/07 [24]
Un uomo abbastanza normale
di Ruggero Perugini


Insomma, questo Eichhorn l'aveva citato anche Perugini, con una sola "h", ma si tratta di un brevissimo accenno:

Un altro gentiluomo, stavolta un tedesco di nome Eichorn, aggrediva di norma donne che indossavano mutandine celesti e che andavano in bicicletta, facendo loro cose che mi sia risparmiato di raccontare.
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Mercuzio



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MessaggioInviato: Lun Mar 16, 2015 8:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

Certo, un processo in Germania nel 1939 doveva avere caratteristiche un po'... peculiari. Sarei curioso di saperne di più.

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Elle



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MessaggioInviato: Lun Mar 16, 2015 11:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

piu' che altro anche la diversità generale di torture inflitte alle vittime post violenza mi fa capire quanto siano vuoti certi discorsi escissioni si no, borsetta si no, catenina si no, furti si no, ogni omicidio è a se e caratterzzato dal momento...le variabili riscontrabili non sono dirimenti di alcunchè Wink
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Totoro



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MessaggioInviato: Mar Mar 17, 2015 11:00 am    Oggetto: Rispondi citando

Ale
Citazione:
Questo caso documentato è la prova di come un incestuoso o stupratore possa poi, nella sua evoluzione criminale, diventare un serial killer lust murder che uccide staccando pubi senza violentare le vittime..
Si, ma prima di diventare lust murderer iniziò una serie di stupri (circa un centinaio in 10 anni), quindi, insomma, aveva il suo bel background ed il suo 'crescendo' la scoperta progressiva della possibilità di ottenere eccitazione, potenza sessuale e orgasmo con l’esercizio della violenza e di atti sadici, ed una escalation di manifestazioni sadiche, sempre più violente, fino all’omicidio ed allo scempio dei cadaveri. e dal violentare le donne (vive o morte), c'è passato.
Nel caso del MdF, per come la vedo io, la sua 'evoluzione' passa dal nulla, al tralcio di vite alle escissioni (nemmeno sempre), e stop.
Dove è il 'crescendo'? e da dove si desume l'eccitazione sessuale se non dal fatto che è una conseguenza automatica dell'attribuzione 'lust murderer' alla personalità criminale del MdF?

Nota: a me, sinceramente, i Grandi SK da centinaia di vittime convincono sempre poco, soprattutto se parliamo di molti anni fa. Credo esista la tendenza, una volta individuato un assassino plurimo ad attribuirgli quanti più delitti simili irrisolti siano presenti negli archivi della Polizia di quello Stato/Città. Quando succede, in alcuni casi gli accusati, provano a difendersi ma con scarsi risultati, altre volte, in pieno egotrip, ne gioiscono e se ne attribuiscono anche molti altri, pur, molto spesso, non essendo in grado di dimostrare alcunchè.
Tot.[/i]

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MessaggioInviato: Mar Mar 17, 2015 2:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Buongiorno Totoro,

lei scrive "Nel caso del MdF, per come la vedo io, la sua 'evoluzione' passa dal nulla, al tralcio di vite alle escissioni (nemmeno sempre), e stop.".

A mio giudizio, quest'affermazione potrebbe essere sostenibile solo nel caso si conoscesse l'identità del MdF ed il suo passato.
Solo in questo modo si potrebbe sostenere che non vi è un pregresso di violenze, e che quindi la sua evoluzione passa dal nulla al tralcio di vite e, infine, alle escissioni.

In buona sostanza, il Mdf potrebbe aver effettuato alcuni reati e violenze prima degli omicidi che lo hanno reso famoso.
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Totoro



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MessaggioInviato: Mar Mar 17, 2015 4:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Memento
Citazione:
A mio giudizio, quest'affermazione potrebbe essere sostenibile solo nel caso si conoscesse l'identità del MdF ed il suo passato. Solo in questo modo si potrebbe sostenere che non vi è un pregresso di violenze, e che quindi la sua evoluzione passa dal nulla al tralcio di vite e, infine, alle escissioni.
Buondì a lei! Smile
Verissimo, ma, il punto è che il pregresso non è verificabile, in alcun modo, se non dopo che l'assassino è stato individuato, però si possono ben valutare certi altri elementi perchè contestuali allo svolgimento degli omicidi stessi, come l'escalation sadica, l'eccitazione sessuale pre/intra/post crimine, etc ed è a questi (ie alla loro assenza/presenza) cui facevo riferimento nel mio post.
Ed il problema giunge proprio in questa fase perchè per poter incasellare soddisfacentemente il MdF nella categoria (quindi ritrovare nel suo comportamento criminale, quelle caratteristiche specifiche del lust murderer) siamo costretti ad adattare il profilo tipico del maniaco sessuale (semplificando) a quello che poi è stato il suo modus operandi, inserendo dei 'distinguo' od un mucchio di 'si però nel caso MdF...'.
Ed, anzi, questa sua peculiarità, ovvero, il suo essere così sfuggente alla catalogazione standard, è stata addirittura addotta come motivazione al fatto che, ad oggi, dopo 30 anni, ancora non vi sia unanime certezza e condivisione sulla sua reale identità.
Che per quanto mi riguarda è un pò come se, sulla base di un progetto da noi fatto, ci si ostinasse per anni a pretendere di costruire un palazzo le cui fondamenta poggiano sul tetto stesso del palazzo dando una volta la colpa ai materiali, un'altra al personale, un'altra agli agenti atmosferici...
Ma magari non è che, semplicemente, è sbagliato il progetto?
Tot.

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MessaggioInviato: Mar Mar 17, 2015 6:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Buongiorno Totoro,

in sintesi, non è possibile dire se prima dei delitti in commento, il MdF abbia commesso (o meno) atti violenti, o reati, che dimostrino (o neghino) una escalation di manifestazioni sadiche.

Per quanto ne sappiamo, prima degli omicidi il MdF potrebbe aver commesso stupri e/o reati non necessariamente contro le persone, oppure aver iniziato subito con l'omicidio. Da quello che si legge, nelle storie dei serial killer è frequente la prima situazione.

Appare invece abbastanza evidente che durante il periodo in questione vi sia stata una escalation sadica.
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MessaggioInviato: Mer Mar 18, 2015 5:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Buongiorno,

guardi, in realtà, il problema del 'passato' ce l'hanno solo coloro (tutti tranne me) che indentificano nel comportamento del MdF, quello tipico del maniaco che uccide coppiette. E questo già costringe ad un primo salto mortale, in quanto, impone di trovare la persona con un vissuto adatto (od adattabile con un piccolo/grande sforzo dialettico).
Quindi, ok, abbiamo degli omicidi in serie, e quindi questo primo requisito è soddisfatto, ma abbiamo il resto (perchè senza anche il resto, non si può parlare di maniaco)?
memento
Citazione:
Appare invece abbastanza evidente che durante il periodo in questione vi sia stata una escalation sadica.
Siamo sicuri?
Dal secondo omicidio (tralasciando per un momento quello del '68 che anche se vedesse coinvolto il futuro MdF in un qualche ruolo, ha movente diverso rispetto agli altri), il suo modus operandi è completo, e rimarrà immodificato fino al penultimo ed ultimo omicidio, nel corso dei quali aggiunge l'escissione anche del seno sinistro.
Parliamo di questo: il seno sinistro della povera Nadine, per come escisso, è stato spedito alla Della Monica, mentre quello della povera Pia, no.
Nel passato, Jack the Ripper ha fatto la medesima cosa, ha spedito parte del rene sinistro della sua penultima vittima al capo della Commissione di Vigilanza di Whitechapel (la lettera From hell, che tra parentesi conteneva alcuni errori grammaticali considerati finti dagli esperti) dicendo che l'altra parte lo aveva 'fritto e mangiato' (sic!). E lui, si sa era un SK maniaco di quelli con tutte le lettere maiuscole.
Ma il ns. MdF no, lui preleva ed invia tal quale, quindi, si potrebbe anche dedurre che il lembo di pelle prelevato a Nadine fosse stato escisso giusto per essere inviato alla Della Monica.
Ma se questo era il suo intento, allora, si può ulteriormente dedurre che forse anche l'escissione operata sul povero corpo di Pia, fosse stata eseguita per identico motivo, solo che, il pacco, molto probabilmente, non arrivò, per un qualche motivo a destinazione.
E' questa, quindi, considerabile una escalation sadica?
Eccitazione sessuale: da dove si desume nel concreto dalle gesta del MdF, visto che non c'è interazione di tipo sessuale con le vittime? Quì, i sostenitori della tesi maniaco, dicono che era tutto sublimato, che in realtà lui usa il coltello o la [CENSORED] per interagire sessualmente con le vittime. Ma sublimato può anche vuol dire che non c'è affatto e che magari il coltello e la [CENSORED] sono solo armi (quelle che aveva) atte a cagionare la morte delle vittime, no?
Saluti,
Tot.
Ps: mi dia pure del tu, per me no problema.

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derrick



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MessaggioInviato: Sab Apr 11, 2015 1:57 am    Oggetto: Rispondi citando

Non mi sembra proprio che questo serial killer uccida senza interagire sessualmente con le vittime. Da quel che ho letto la sua evoluzione è stata semplicemente dalla violenza sessuale sul la vittima ancora viva all'interazione sessuale col cadavere, in un caso mi pare abbia proprio avuto un rapporto sessuale col cadavere. Il mdf invece mi pare non interagiva con le vittime ne da vive ne da morte. Se si esclude il tralcio di vite non vi sono evidenze di necrofilia, non solo tramite contatto diretto del SK, ma neanche tramite le armi, che vengono usate al solo scopo di inattivare le vittime e renderle inoffensive nel più breve tempo possibile. Uccisa la coppia, per quanto è noto ,il mdf si limita alla escissione del pube e/o di una mammella, ma non sempre.
Al massimo si può ipotizzare che il SK fiorentino dopo la morte delle vittime, si masturbasse o toccasse le parti intime della donna. Ma non sono state rilevate tracce di liquido seminale a conferma. Insomma sembra che l'azione premeditata fosse meramente quella di uccidere la coppia e ottenuto lo scopo portare via un feticcio come trofeo.

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Uno disse alla fantasia: questo è il tuo limite fissato, fin qui puoi arrivare ma oltre non ti è concesso.
Ma la fantasia si ribellò.
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