Indice del forum IL MOSTRO DI FIRENZE
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e se....

 
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Inviato: Mer Ott 18, 2017 11:14 am    Oggetto: Ads

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paolopisoni



Registrato: 19/12/15 20:57
Messaggi: 3
Residenza: genova

MessaggioInviato: Mer Dic 23, 2015 9:42 pm    Oggetto: e se.... Rispondi citando

(e se...)
per un momento provassimo a tralasciare alcune teorie che sembrano assolutamente certe? non parlo di indizi o possibili colpevoli.
mi spiego meglio, fornendo in alcuni casi anche esempi o collegamenti.
la lettera inviata alla Della Monica e la successiva lettera con i proiettili, la interpreto (ma soprattutto) la vedo come l'aperta manifestazione di totale impunità di una mente egotica.
questo tipo di personalità non si sposa per nulla con quella del Pacciani, più irruento e caciarone. si ricordi per l'appunto le intercettazioni mentre litiga con la moglie. e non ci si dimentichi altresì del suo sopprannome. Pacciani era uno che si accendeva come la testa di un fiammifero. colui che ha inviato le lettere ha una psiche più subdola, sinistra. che cova.
ora, partendo da questo dato che non è certo, ma è di sicuro manifesto, analizziamo un altro aspetto.
l'epoca in cui si svolgono i fatti.
tra gli anni 70 e gli anni 80, la figura del serial killer in italia è praticamente assente. c'è di sicuro una conoscenza della materia, solo per sentito dire e per banale conoscienza storica; così come la scienza criminologica non è totalmente ignota.
immaginiamo quindi la già citata personalità egotica, dotata di normale Q.I. alle prese con gesta da serial killer. e qui facciamo un appunto. diamo al nostro killer, un connotato di genialità.
e teniamo bene a mente che il genio, in senso assoluto, non si riconosce per quello che fa, quanto piuttosto per quello che intuisce di dover fare.
alla luce di questo, è lecito supporre che ogni singolo comportamento del killer, non è affatto legato ad errori o ritualità. anzi l'esatto contrario.
entro più nel dettaglio. io ammazzo le coppiette. poi improvvisamente per sviare ammazzo volutamente due uomini. facendo credere di essere caduto in errore.
e ancora. dopo un certo numero di delitti inizio ad asportare parti intime.
così, solo per il gusto di complicare.
e cambio giorni. e luoghi.
il disegno è molto semplice. saranno gli altri a complicarlo o a cercare collegamenti.
eccolo il genio. eccolo il Mostro di Firenze.
figura che vuole dimostrare la sua capacità di farla franca.
per assurdo possiamo perfino arrivare ad immaginare che magari in qualche modo si è servito di Pacciani e compagni... magari senza nemmeno manifestarsi.
e perchè non provare a pensare che l'ispirazione ad agire gliel'abbia fornita il delitto del '68?
prima di concludere dicendo che questa non ha la pretesa di passare come tesi totale, ma vuole essere solo uno spunto per riflessioni altre, lascio un appunto in calce:
ritengo che asportare qualche lembo di pelle con un coltello non richieda particolari capacità tanto da doversi arrovellare la testa sull'ipotetica professione del killer....
più che altro ci vuole stomaco e dedizione verso un idea psicocriminosa che ci si è prefissati.
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Sabian Blake



Registrato: 23/01/15 13:06
Messaggi: 141
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Sab Gen 23, 2016 10:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non me la sento di attribuire all'assassino delle coppiette un'intelligenza fuori dal comune o una chissà quale capacità... per me non era un genio.
Era senz'altro intelligente, abile, freddo e calcolatore e per questo molto pericoloso (proprio come lo descrive anche Filastò). Era un individuo che ha anche cercato, in effetti, il contatto con gli inquirenti, volendoli forse sfidare o semplicemente per prendersi gioco di loro, forse pure per depistare (vedi alcune telefonate anonime, la lettera alla Della Monica, etc...), tuttavia io non ci vedo un disegno, né un piano, dietro alla serie di omicidi, piuttosto una pulsione irrefrenabile che lo portava a manifestare e a sfogare una componente patologica in quel modo. Non penso che le sue azioni fossero dettate, quindi, da un desiderio di dimostrare una certa infallibilità e di poterla fare franca , né penso che uccidesse esclusivamente per sfida con gli inquirenti, per gioco, né per soddisfare il suo ego o esprimere delle doti. Io credo avesse in forte odio gli inquirenti e questo l'abbia spinto a prendersi gioco di loro e a fare determinate cose, ma questo aspetto non rientra in nessun piano criminale ed esula sia dai delitti in sé, sia dal movente che lo spingeva a compierli.

Spesso mi è capitato di vedere il mostro di Firenze mitizzato, oppure dipinto come un genio, un superuomo, un killer infallibile.
Penso che il suo "successo" (se così si può dire), sia derivato da due fattori essenzialmente e parlando terra terra: 1) scarsa preparazione da parte degli inquirenti a questo tipo di crimine / indagini spesso condotte a cazzo di cane, 2) una buona dose di [CENSORED] .
ll mostro ne ha commessi di errori (a Baccaiano non l'hanno preso per un soffio), ma non sono stati in grado di sfruttarli, vuoi per circostanze fortuite, vuoi per sbagli commessi.

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tiger



Registrato: 10/01/16 15:12
Messaggi: 102

MessaggioInviato: Sab Gen 23, 2016 10:48 pm    Oggetto: Re: e se.... Rispondi citando

Anch'io non c'ho mai visto un genio o un superuomo. teniamo conto che l'area dei delitti è vastissima e che quindi ha dovuto parecchio improvvisare, per forza di cose seppure da San Casciano, area privilegiata, a Calenzano non è che ci sia molto in termini di percorrenza come alcuni affermano.
Poi ha colpito in momenti particolari forse non può essere connotato con l'attributo di SK specifico come colui che sfoga in quella maniera le sue pulsioni, vedi jack the ripper o Ted Bundy, come ipotesi non scarterei il modo di colpire di gruppo di una qualche entità seppure le indagini sul Narducci non hanno dato ma io non lo scarterei a priori
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