Indice del forum IL MOSTRO DI FIRENZE
FORUM SU DELITTI SERIALI, CRONACA NERA ED ALTRO ANCORA
 
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La mia teoria sulle due pause del mdf
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Inviato: Mer Ott 18, 2017 9:55 pm    Oggetto: Ads

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gabrielesamy



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Messaggi: 1360

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2017 12:24 am    Oggetto: Rispondi citando

Erano centinaia, se non migliaia, i militari ed appartenenti alle F.d.O. che prestavano servizio a Firenze,Pisa, ed altre città della Toscana che abitavano fuori sede,magari a La Spezia,Bologna o città diverse della stessa Toscana . Costoro erano accasermati,cioè disponevano di un alloggio in caserma con vitto e posto letto per dormire e poi dopo i loro turni tornavano a casa, nemmeno tutti i giorni.- Sto parlando di persone sposate.-
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iome



Registrato: 21/07/14 07:54
Messaggi: 372

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2017 8:54 am    Oggetto: Rispondi citando

gabrielesamy ..
ecco per esempio una persona sposata che nei giorni di lavoro deve soggiornare a Firenze e rientrare a casa dalla famiglia nel weekend ce la vedo come esempio che volevo fare io .
1 perché la sam cercava un maschio adulto che abitava da solo o con un parente anziano (quindi avrebbe escluso un uomo sposato)
2 residente in Toscana
3 questa persona avrebbe avuto la possibilità di dire ai colleghi che ritornava a casa per il weekend e nel contempo alla moglie che non sarebbe rientrato nei weekend quando il Sabato era lavorativo ..
per assurdo ammettiamo che la moglie dopo l'ennesimo delitto dica per scherzo al marito che ogni weekend che non rientrava il mdf colpiva ..
ed ecco anche la motivazione per cui per la prima volta nel 85 nasconde i corpi con l'intento di tardare la loro scoperta !
se nel 85 il delitto è compiuto venerdì notte ancora meglio , con lui che rincasa per il weekend e ritorna a lavoro Lunedì mattina ..
la moglie quando viene a sapere dalla tv che l'omicidio è avvenuto Domenica si fa due risate e si da della stupida per aver sospettato il marito .
Rimane però il quesito di come questa persona potesse conoscere le campagne fiorentine !
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gabrielesamy



Registrato: 16/08/10 03:50
Messaggi: 1360

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2017 5:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

I guardoni conoscono bene le zone battute dalla coppie.....ci passano giornate intere a girovagare. Anche se non sono della zona,magari le conoscono meglio degli indigeni.-
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iome



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Messaggi: 372

MessaggioInviato: Gio Mar 16, 2017 8:42 am    Oggetto: Rispondi citando

è vero dei guardoni ma normalmente anche se conoscono più posti l'area in cui agiscono è ristretta , nel caso del mdf hai almeno i casi del 74 e 84 nel mugello che sono parecchio distanti dagli altri assalti.
So che tu pensi al mdf mai entrato nelle indagini , mi sembra anche di intuire che tu propenda anche per un mdf in divisa !
se così , pensi che conosceva le campagne del mugello perché ci viveva o proveniva e le altre zone perché il suo lavoro gli permetteva di girare con la macchina delle fdo e capire i luoghi dove le coppie si appartavano ?
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daunaltromondo



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Messaggi: 1750
Residenza: Voghera (PV)

MessaggioInviato: Gio Mar 16, 2017 9:08 am    Oggetto: Rispondi citando

Il mostro in divisa, conoscitore dei luoghi, potrebbe essere stato un guardiano notturno che faceva il giro delle ville isolate, e che quindi era capace di orientarsi al buio.

Di notte, riconoscere che la persona con spalline e berretto si avvicina alla tua auto non è un poliziotto ma una semplice guardia giurata non è facile.

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Ingannevole è il cuore più d’ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi lo conoscerà?

Geremia 17,9
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Ale



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Messaggi: 3537

MessaggioInviato: Gio Mar 16, 2017 8:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

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LucaM



Registrato: 12/05/17 10:54
Messaggi: 82

MessaggioInviato: Ven Giu 16, 2017 9:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao a tutti. A proposito delle due pause di riflessione mi consentite di fare una ricostruzione romanzata, totalmente assurda e campata in aria, espressa in forma di racconto? Casomai l'admin la cancellerà se dovesse sembrare troppo irriverente. Comunque dato che sono stati in tanti a proporre ipotesi inverosimili e surreali non vedo perché non possa farlo io Wink. Magari fra il serio e il faceto qualche spunto di riflessione potrebbe venire fuori anche qui.

"M d F (lo chiameremo con le sue iniziali per rispetto alla sua minore età) era innamorato. Un amore di quelli vivi, potenti e disperati, come solo un quattordicenne poteva concepire. Disperati perché Lei non lo avrebbe mai notato. Del resto lui era un ragazzo appena uscito dalla pubertà e lei era una donna adulta. Ma tutti parlavano di lei e della sua disinvoltura, di come sapeva far girare la testa agli uomini e lui non poteva fare a meno di ascoltare i particolari più piccanti. Particolari che accendevano la sua fantasia. Non poteva fare a meno di seguirla a lungo con lo sguardo quando la incrociava per la via.

Forse era stata in una di queste occasioni che l'anziana zia di M. si era accorta di qualche cosa, perché non faceva altro che metterlo in guardia contro certe donnacce (a dire il vero per la zia tutte le donne erano sostanzialmente delle poco di buono).
Ma per qualche motivo M. aveva il sospetto che la zia sapesse, che gli leggesse nel pensiero. M. viveva con la sorella di sua madre da quando questa era morta quando lui era ancora un infante. Non ricordava niente della madre e il padre neppure sapeva chi fosse. Vivevano soli, da quando anche lo zio era morto e a ben vedere questo era stato il massimo della sua esperienza in fatto di donne. Poi quel giorno accadde qualcosa. Ascoltò due uomini al bar che discutevano allegramente. Ascoltò non visto la conversazione (nessuno si cura di un ragazzino) perché parlavano di Lei, del suo sogno segreto. Ma quando udì uno dei due scommettere che se la sarebbe portata a letto quella sera stessa, sentì la furia che gli esplodeva dentro. Qualcosa si ruppe in lui.
Quello che accadde poi rimase per sempre immerso in una nebbia confusa: si vedeva come in un sogno afferrare la [CENSORED] dello zio ed uscire di casa ignorando le domande preoccupate della zia, si rivide mentre seguiva in bicicletta la coppia che si recava al cinema.
Poi l'inseguimento sulla via di Castelletti, mentre i fanalini dell'auto sparivano oltre la curva del cimitero e l'adrenalina che lo facevano pompare sui pedali come un pazzo. Poi quando aveva perso ogni speranza di ritrovarli intravide nel buio l'Alfa Romeo parcheggiata a pochi passi sulla destra, lungo l sentiero che costeggia l'argine alto del Vingone.
Alla fine parve risvegliarsi.
Capì che qualcosa di definitivo era accaduto quando udì il bambino mormorare "Mamma?...", lo vide uscire e avviarsi, cercò di richiamarlo ma lui scomparve nella notte. Solo allora riprese la strada di casa.
La zia lo aspettava sveglia. Se lei aveva in mente di fargli una sfuriata per l'ora assurda in cui rientrava, senza nemmeno sapere dove era stato, qualcosa nello sguardo di M. la fece ammutolire. Quando M. si guardò nello specchio in bagno fissò i suoi occhi e vide... niente! Il vuoto più profondo. Lei non c'era più. Non l'avrebbe più rivista. Non gli era rimasto niente di Lei.
Nei giorni successivi la notizia volò e si parlò di torbide storie di mariti traditi e di amanti gelosi. Ma sua zia lo guardava in modo diverso. Al solito sembrava leggergli nel pensiero, ma questa volta lui vide la paura nello sguardo della zia. Capì solo dopo molti anni che non era paura di lui, ma PER lui.
Fu probabilmente a seguito di questo episodio che la zia vendette la casa e i due si trasferirono a Sagginale in Mugello, da dove proveniva lo zio.
Da quel giorno la zia non volle che M avesse a che fare con le ragazze. Non le voleva in casa e sembrava quasi sorvegliarlo. M. era davvero un bel ragazzo, ma viveva quasi da recluso. La zia lo teneva praticamente prigioniero.
Ma non è facile segregare un ragazzo di vent'anni e alla fine M. si innamorò di nuovo. Di nuovo un amore più fantasticato che vissuto, di nuovo un amore tradito, di nuovo qualcuno al fianco di Lei. Qualcuno che non era M. Qualcuno a cui strappare lei. Di nuovo un'automobile nella notte. Questa volta non sarebbe tornato a casa senza un ricordo di lei, ma mentre si avviava a piedi verso casa pensò che non sarebbe stato facile rientrare con quegli oggetti, né tantomeno nasconderli. Li gettò a malincuore in un campo sulla destra e si avviò verso casa.
Visse a lungo con la zia, per altri sette anni. Durante questo tempo non osò affrontare quello sguardo che sembrava inchiodarlo ancora di più, che sembrava sapere. Uno sguardo pieno di lacrime. Era l'inverno del 1981 quando la zia morì lasciandogli la casa e tutto quanto essa conteneva. Compresa quella [CENSORED] e quei proiettili. Adesso era solo. Solo e libero. Libero di portare a casa tutte le ragazze che voleva.
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sonnyliston



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MessaggioInviato: Sab Giu 17, 2017 12:07 am    Oggetto: Rispondi citando

Perché no...?! Wink

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Sto guardando questa specie di orso e vedo che ha gli occhi piccoli e sonnolenti
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Landino



Registrato: 05/04/15 16:41
Messaggi: 302

MessaggioInviato: Sab Giu 17, 2017 11:35 am    Oggetto: Rispondi citando

Luca, suggestiva la tua tesi, e anche buona come scneggiatura.
Però, per dirne una, se è vero che l'Alfa era ferma sulla stradina a 150 metri dal ponte, l'auto, anche se di colore bianco, dalla strada non sarebbe stata visibile, ammenoché non ci fosse stata la luna piena o il ciclista fosse stato un uomo-gatto.
Insomma, 150 metri non sono pochi passi.

_________________
Antonio e Conchita Ramognino
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LucaM



Registrato: 12/05/17 10:54
Messaggi: 82

MessaggioInviato: Dom Giu 18, 2017 11:22 am    Oggetto: Rispondi citando

Landino ha scritto:
Luca, suggestiva la tua tesi, e anche buona come scneggiatura.
Però, per dirne una, se è vero che l'Alfa era ferma sulla stradina a 150 metri dal ponte, l'auto, anche se di colore bianco, dalla strada non sarebbe stata visibile, ammenoché non ci fosse stata la luna piena o il ciclista fosse stato un uomo-gatto.
Insomma, 150 metri non sono pochi passi.


Sì, ma infatti quello che ho scritto all'inizio è che questo pseudo-racconto vuole essere più una fonte di suggestione che una ricostruzione.

Ho cercato di inserire in un'unica storia una serie di mie impressioni e considerazioni cercando di farle combaciare.

1) Il delitto di Signa è un delitto atipico rispetto agli altri. Se non ci fosse l'evidenza balistica, nessun investigatore sano di mente lo inserirebbe nella serie del mostro. Si dice che il primo delitto sia di solito quello più importante nella serie di un killer. Ecco, io credo che ciò non sia sempre vero, ma per questo killer, secondo me, lo è quasi certamente e la serie successiva è una ripetizione di quel primo omicidio, rielaborata secondo una mente malata. Questo sempre nell'ipotesi che fosse stato commesso dal futuro mostro, cosa che, come sappiamo, non è data per scontata.

2) Non concordo con l'idea di un mostro vecchio, bavoso, animalesco, guardone, segaiolo, animato da istinti bestiali, che ha commesso in precedenza omicidi brutali e istintivi. Questo di istintivo non ha proprio niente. E' un freddo calcolatore e pianificatore. Esce di casa la sera con zaino, pistola, ricambio di vestiti, scatole ermetiche, coltello e torcia elettrica. E' un cacciatore vero e proprio che gode della caccia e del conseguimento dell'obbiettivo. Gli piace leggere le proprie imprese sui giornali ed è eccitato dal gusto della sfida ("Via ragazzi, non deve essere difficile prendermi, colpisco in certi mesi, sempre nelle stesse zona, sempre in assenza di luna, sempre in prossimità di un festivo: cosa volete, che vi scriva direttamente la data e l'ora e vi faccia un disegnino?"). E credo fondamentalmente che abbia cominciato molto presto, in età molto giovane a colpire e che si sia man mano evoluto sia come tiratore, sia come approccio alle vittime. Una persona così, ha una vita insospettabile e irreprensibile, probabilmente un ragazzo di grande fascino. Ma nel suo passato è celato qualcosa che fa di lui una persona diversa. Come detto altrove, lo vedo molto simile a un Ted Bundy. Si parla di conoscenza dell'ambiente frequentato dalle giovani coppiette. Si è pensato a indagare sull'unica categoria che può conoscere dove si appartano i ragazzi giovani per amoreggiare, ovvero i guardoni (tanto è vero che questa impostazione la si ritrova nei processi Pacciani e compagnia). Eppure esiste un'altra categoria (mai indagata) di persone che conosce esattamente le abitudini amorose dei giovani: i giovani.

3) Non credo che i due periodi lunghi fra i primi tre delitti siano dovuti al cosiddetto 'cooling off'. Per me una spiegazione più convincente è la presenza nella vita di questo serial killer, di una personalità dominante che magari poteva essere a conoscenza del suo segreto, ma che per affetto non lo ha mai denunciato alla polizia, pur magari minacciando di farlo se la cosa si fosse ripetuta. Una madre, un padre, una sorella o comunque una persona cara. Venuta a mancare questa presenza, tutto ciò che per anni è stato represso è esploso in due omicidi fra i più feroci ed efferati.

4) Il mostro dall'81 all'85 probabilmente risiedeva in Mugello. La lettera alla Della Monica l'ha spedita da S. Piero a Sieve perché in quell'area si trova la sua abitazione e per lui (e per la logica) è la cosa più naturale. Delle possibili indagini della polizia in tal senso, semplicemente se ne fotte.
Lui a casa sua fa quello che gli pare e come gli pare. Però mi sentirei di dire che nel '68 risiedeva nei luoghi del primo delitto. Del resto spesso è così. I killer seriali analizzati dalla criminologia hanno un'area di sicurezza intorno alla propria abitazione in cui non uccidono mai, oppure lo fanno raramente. Sulla base anche di queste considerazione è stato elaborato un software di analisi geografica dei crimini. Non ricordo come si chiama ma so che costa 50.000 Euro.

5) Tutte le ricostruzioni devono adeguarsi al principio del rasoio di Occam.

6) Allo stato dei fatti accertati esistono tantissime ricostruzioni di carattere generale tutte egualmente valide. Io ne ho solo proposta una. Ho volutamente escluso la pista sarda perché io sono propenso a credere che la pista sarda sia la più promettente. Non è un controsenso. Occorre sempre essere critici nei confronti delle proprie convinzioni, altrimenti possiamo innamorarci di una tesi e cercare di farci rientrare a forza le ricostruzioni più assurde o escludere le testimonianze solo perché non concordano con la nostra preziosa ideuzza. E' quello che fecere, per esempio, gli inquirenti quando si trovarono di fronte a due testimonianze apparentemente discordanti sul delitto di Baccaiano circa la posizione del ragazzo nell'auto. Non si fermarono a chiedersi se c'era la possibilità di una ricostruzione che conciliasse due testimonianze all'apparenza mutuamente esclusive, ma si fermarono, appunto, all'apparenza ed esclusero un intero gruppo di testimoni.

7) Ah a proposito secondo meinvece, non non è difficile intravedere un'auto chiara anche in una notte senza luna a distanza di 150 m, soprattutto su uno sfondo scuro. Andrebbe provata la cosa, ma non sul luogo del delitto com'è attualmente perché le condizioni di inquinamento luminoso che ci sono consiglierebbero forse di indossare un paio di occhiali da sole Very Happy Comunque non è difficile modificare il racconto in modo da eliminare questo problema. Il ragazzo poteva aver visto l'auto svoltare (via di Castelletti è piuttosto lineare e procede in discesa venendo da Signa, consentendo anche a lunga distanza di vedere i fanali di un'auto che svoltano a un certo punto. Oppure poteva aver visto le luci di cortesia proprio nel momento in cui si spegnevano. Insomma, è un racconto facilmente adattabile.

Però devo dire che mi sono divertito a cercare di ideare qualcosa che legasse insieme tutti sti problemi Wink
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larrylurex



Registrato: 21/09/17 16:26
Messaggi: 47

MessaggioInviato: Gio Ott 12, 2017 6:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

salbaneo ha scritto:
gianlucanett ha scritto:
La Rinascente ha scritto:
gianlucanett ha scritto:
La Rinascente ha scritto:
Sì, Ginanluca, è plausibile.
Uno dei personaggi sospettati, ma purtroppo non processati per i delitti del mostro, ha alle spalle una lunga storia di incontri fatali con donne fedifraghe, di problemi psichiatrici irrisolti (un ricovero nei primi mesi del 1981, proprio in prossimità del primo delitto con scalpo del pube, 6 giugno 1981) che calza a pennello col le tue ipotesi...

Ti dirò di più: la prima pausa non ha nemmeno bisogno di essere spiegata, perché non si tratta ancora di delitto maniacale. E' un delitto d'onore.
E volendo ci sarebbe anche un'altra pausa, questa di 8 anni, da tenere in conto...


ti riferisci al Vinci ?? Wink


Sì. SV.


Troppo basso,e non in divisa.Cmq personaggio sicuramente inquietante.Sopratutto per la storia dei panni sporchi di sangue,la storia degli alibi,ed il fatto che dopo il processo se ne sia andato lontano dall'italia e si faccia dare per morto.... ma l'uomo che attira di piu il mio istinto,come ripeto,deve essere un uomo solitario,fuori da strani giri e dalle bocche del paese,alto,distinto,di raffinata mente,molto calcolatore scaltro e furbo....e con la divisa...

Forse questo uomo in divisa , e riuscito a indirizzare le indagini dove voleva,
verso un candidato ideale come il vampa.


Questo non penso proprio; è troppo fantascientifico come scenario: depistare e reindirizzare i sospetti ecc ecc. Io a questo non credo assolutamente. Qualsivoglia teoria del complotto con relative coperture non penso possa fungere se al limite non è correlata ad un grandissimo interesse economico. In questo caso, fantascientifico, chi ti dovrebbe coprire fa prima a farti emigrare in Antartide...Una situazione così non te la copre nessuno nemmeno se sei il figlio di papa borgia...
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